Il treno dell'ultima notte

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Il treno dell'ultima notte
AutoreDacia Maraini
1ª ed. originale2008
Genereromanzo
Sottogenereromanzo storico
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneEuropa, 1956
ProtagonistiAmara
Altri personaggiEmanuele

Il treno dell'ultima notte è un romanzo storico di Dacia Maraini, pubblicato da Rizzoli nell'aprile 2008.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Amara è giunta a Budapest insieme ad Hans e Horváth. I tre hanno deciso di fare tappa nella capitale ungherese per conoscere il padre di Hans, Tade Wilkosky, e il suo amico nonché convivente Ferenc Bruman. I due ospitano Amara, Hans e Horváth a casa loro per non fargli spendere inutilmente soldi per dormire in un albergo per poche notti. Purtroppo però scoppia la rivolta degli ungheresi e i tre amici sono costretti a rimanere lì per molto tempo. La città è immersa nella povertà e nella distruzione causata dalle battaglie che vi hanno luogo continuamente. I negozi sono tutti chiusi e quindi Amara ed Hans si recano al cinema Corvin dove si distribuivano gli alimenti di prima necessità come pane, farina, zucchero, olio e i medicinali. I due passano per un hotel, il “Béke”, dove incontrano un uomo che gli può vendere dei visti per l'Austria, l'unico problema e che in cambio vuole 800 fiorini ognuno. Purtroppo Hans non possiede una somma di denaro pari a 2.400 fiorini per i tre visti occorrenti. Durante la loro permanenza ai compagni di viaggio si pone un altro problema: Horvath si ammala di polmonite e Ferenc e Tadeusz lo portano in ospedale. Dopo pochi giorni il povero malato sarà costretto a tornare a casa, a causa del fatto che in ospedale non ci sono posti letto sufficienti ad ospitare malati con problemi “meno gravi” come Horvath. In seguito Hans e suo padre vanno al cinema Corvin per prendere qualche provvista, ma quando ritornano scoprono che Tadeusz è stato ferito al fianco da una pallottola e che il figlio lo ha portato fino a casa sulle spalle. Tadeusz non vuole andare in ospedale e preferisce chiamare un suo amico medico János Szabó. Per farlo però a casa non c'è linea telefonica e quindi Ferenc si precipita a chiamare l'amico senza neanche mettersi le scarpe. Quando Jànos arriva si accorge subito che la pallottola è andata in profondità e non gli è possibile estrarla senza gli strumenti adatti, allora promette che sarebbe tornato qualche giorno dopo. Nel frattempo Horvath guarisce dalla polmonite ma qualche giorno dopo in casa Tadeusz ha un malore e cade per terra subito gli prestano soccorso e lo stendono sul letto Ferenc chiama Jànos che si precipita a casa loro ma può solo constatare la morte di Tadeusz. Lo seppelliscono in un boschetto lì vicino sotto la neve. In compenso Hans riesce ad avere i biglietti per Vienna e subito lui, Amara e Horvath partono per l'Austria. Arrivati a Vienna decidono di incontrare di nuovo Peter Orenstein per riprendere la lettera che Amara aveva lasciato lì. Amara torna alla pensione Blumental di Frau Morgan la quale l'abbraccia e le dà una lettera ed un pacco. Lei va in camera sua e apre la lettera inviatale da Suor Adele, una delle suore della casa di riposo dove stava suo padre, la quale le dice che suo padre è morto nel sonno senza alcuna sofferenza. Amara rimane chiusa per un giorno intero nella stanza della pensione a pensare a suo padre che la aveva lasciata, fino a quando Frau Morgan non la chiama e le mette sotto la porta un biglietto di Hans che le aveva dato un appuntamento ad un bar alle 3:00, ma lei si riaddormenta. Poi va al bar e incontra Hans il quale le dice che ha parlato con l'ex conte Schumacher e sua moglie Helga, che erano andati ad abitare nella casa degli Orenstein dopo la loro deportazione, e che li stavano aspettando. Arrivati la signora Schumacher li accoglie molto garbatamente e iniziano a parlare di Emanuele e se lo aveva conosciuto, ma Helga risponde che aveva avuto la casa dallo stato e non aveva conosciuto chi ci abitava prima. Al contrario della moglie il conte Schumacher dice di aver conosciuto Emanuele e lo descrive come un ragazzo sensibile. A Natale Amara si incontra con Hans e Horvath a casa di quest'ultimo, mangiano allegri e festeggiano insieme e Hans legge agli amici una lettera speditagli da Ferenc che è andato a stare da sua sorella dopo la perdita di Tadeusz. Allora i tre amici vanno, la mattina di capodanno, da Peter Orenstein, ma non a casa sua ma a casa della moglie Brunhilde. Peter racconta loro di essere Emanuele ma poi dice di voler parlare con Amara da solo e manda fuori Horváth e Hans. Dice che è stato deportato a Dachau e afferma di essere morto e risorto tante volte. Poi le parla di tutte le torture che ha subito e degli esperimenti per i quali ha fatto da cavia poi si ubriaca e le dà uno schiaffo, allora Hans e Horvath che erano rimasti dietro la porta entrano e bloccano Peter che li caccia immediatamente da casa sua. Infine Amara riceve una lettera da Susy che le comunica la morte di suo marito Luca Spiga che gli lascia in eredità di 2 milioni di lire, Hans le propone di sposarlo ma lei è incapace di rispondere, decide di tornare a Firenze e per finire il giornale le ha scritto che non hanno più bisogno di lei perché non ha scritto molti articoli sulla rivolta ungherese e che era un vero e proprio scoop. Nella narrazione prevale la focalizzazione interna poiché i fatti vengono raccontati dal punto di vista di Amara. Sono presenti numerosi flashback e anticipazioni. La vicenda è ambientata in vari luoghi: Firenze, Budapest dal capitolo 42 al capitolo 51; nel capitolo 52 è narrata una sequenza che si svolge su un treno e dal capitolo 53 al capitolo 60 la vicenda si svolge in Austria, più precisamente a Vienna. Nell'ultimo capitolo l'autrice spiega brevemente i fatti successivi alla vicenda dopo aver raccontato il viaggio di ritorno in Italia.

Letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura