Hans Arp

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Hans Jean Arp

Hans Jean Arp (Strasburgo, 16 settembre 1887Basilea, 7 giugno 1966) è stato un pittore, scultore e poeta francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Strasburgo da madre alsaziana e padre tedesco, usò per tutta la vita due nomi: quello tedesco di Hans e quello francese di Jean, alternandoli in base alla lingua o alle varie circostanze in cui gli capitava di riferirsi a se stesso. La sua fama è legata al superamento delle forme tradizionali dell'arte figurativa, e alla scoperta di forme nuove, che vanno dai collages ai papiers déchirés, ai frammenti di materiali vari uniti insieme.

La sua attività si colloca al centro di quella vasta corrente dell'arte moderna che, dal cubismo al surrealismo, si pose come compito non di rappresentare la realtà ma di inventare nuove realtà.

Formatosi alla Ecole des Arts et Métiers di Strasburgo, poi, fra il 1905 e il 1907, alla Kunstschule di Weimar e infine, dal 1908, all'Académie Julian di Parigi. Pubblicò le sue prime poesie nel 1904 a Parigi. Nel 1911 uscì un suo libro a carattere intimistico (Rune e scritti bizzarri): nello stesso anno partecipò alla seconda esposizione del movimento del Blaue Reiter e due anni dopo entrò in contatto con l'avanguardia parigina.

Hans Arp con Hugo Ball a Pompei.

Rifugiatosi in Svizzera per evitare il richiamo alle armi nella Prima guerra mondiale, nel 1916 fu fra i fondatori, a Zurigo, del Dadaismo. Fu a Zurigo che incontrò Sophie Taeuber, tessitrice e pittrice, divenne poi sua moglie. Con Sophie Taeuber-Arp collaborò alla sperimentazione di collages. Il suo metodo di lavoro si rifaceva alle leggi del caso: faceva cadere per esempio pezzetti di carta per poi fissarli nella posizione che avevano assunto a terra. Le sculture del periodo zurighese erano rilievi fatti di pezzi di legno e altri rifiuti, talvolta policromi, messi insieme con chiodi sporgenti. Nel tempo giunse a creare opere dai contorni fluidi e dall’aspetto biomorfo.

Appartengono a questa fase della sua produzione numerosi collage astratti, xilografie, rilievi in legno monocromo dominati da forme bimorfiche e curvilinee ( Ritratto delle ombre Tzara, o Configurazione, 1916, Exposition à l'Ancienne Douanne, Strasburgo; Costellazione di cinque forme bianche e due nere, Variazione III, 1932, Guggenheim Museum, New York; Fleur-marteau, 1916-17, Gemeentemuseum, L'Aia) e delle famose espressioni di decorazione murale, in collaborazione con la moglie e l'olandese Theo van Doesburg. Si può infine notare un intreccio di ironia ed estrema stilizzazione in lavori scultorei come Piccola Venere di Meudon (1957, Exposition à l'Ancienne Douanne, Strasburgo) e L'Idolo dei Conigli (1964, Collezione Stoffel, Heerbrugg).

Tornato in Germania alla fine del conflitto, formò il gruppo dadaista di Colonia con Max Ernst e Johannes Theodor Baargeld. Più tardi, nel 1925, partecipò alla prima esposizione dei surrealisti, alla Galerie Pierre di Parigi. L'anno successivo si trasferì nella cittadina di Meudon. Da allora continuò a perfezionare la ricerca di nuove forme espressive, da quelle puramente plastiche nel campo della scultura all'esplorazione di forme, mezzi e materiali innovativi.

Negli anni trenta rompe i rapporti con il Surrealismo, nel 1930 partecipa alla mostra del movimento astrattista Cercle et Carré, fondato dal belga Michel Seuphor, quindi, nel 1932, partecipa alla fondazione di Abstraction-Création, movimento raccolto intorno alla rivista Transition. Nel 1942 scappò dalla Francia occupata per rifugiarsi nuovamente in Svizzera, a Zurigo, dove, nel 1943, morì la sua prima moglie, l'artista Sophie Taeuber-Arp.

Dagli annai Trenta Arp decise di dedicarsi prevalentemente alla scultura, sfruttando numerosi generi di materiali e creando forme dai volumi essenziali e dalle superfici levigate. Tra i temi trattati dall'artista sono degni di nota quello erotico e sensuale (Concrétion humaine, 1935, Musée national d'art moderne, Parigi) e quello del recupero della magia attraverso l'arte arcaica (Testa di Folletto, Exposition à l'Ancienne Douanne, Strasburgo; Torso, 1953; Ruota foresta IV, 1961, Collezione Madame Arp, Locarno).

Nel dopoguerra Arp ottenne un successo mondiale, sancito dalle due grandi mostre retrospettive di New York (1958) e Parigi (1962). Nel 1962 partecipa, insieme ai più importanti scultori internazionali dell’epoca, alla mostra Sculture nella città organizzata da Giovanni Carandente nell'ambito del V Festival dei Due Mondi a Spoleto. Presenta un'opera in bronzo del 1962 dal titolo Apparat d'une danse.

La sua produzione termina con una fase in cui realizza strutture monumentali per enti pubblici, come, per esempio, la Harvard University, nel Massachussets, 1950. Jean Arp scrive anche poesie e saggi sia in tedesco, sia in francese (Loghbuch des traumkapitans, 1965; Soleil recerclè, 1966) che ebbero grande impatto. L'artista ebbe numerosi riconoscimenti, anche a livello internazionale; vinse infatti il Premio per la scultura alla Biennale di Venezia (1954) e nel 1958 il MOMA, Museum of Modern Art di New York, gli dedicò un'importante esposizione.

La poetica del caso[modifica | modifica sorgente]

Tutta l'arte di Arp è segnata dalla ricerca, attraverso la spontanea creatività dell'artista, determinata dal caso, di una essenza spirituale della realtà, quale essa è, al di là delle forme concrete in cui solitamente si manifesta; essenza che non riusciamo a cogliere, al di fuori della creazione artistica, perché la nostra percezione è abituata a muoversi soltanto nel mondo delle forme concrete, perdendo la capacità di andare oltre il livello della realtà materiale. Il Dadaismo rifiuta ogni atteggiamento razionale basandosi solamente sulla casualità, meccanismo utilizzato dai surrealisti, per far emergere l'inconscio umano, e dagli espressionisti astratti, come Jackson Polloch. Nell'artista il dadaismo si trasforma in surrealismo, come conferma lui stesso con la seguente citazione:

«La legge del caso, che racchiude in sé tutte le leggi e resta a noi incomprensibile come la causa prima onde origina la vita, può essere conosciuta soltanto in un completo abbandono all’inconscio. Io affermo che chi segue questa legge creerà la vita vera e propria». [1]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Cloud Shepherd (1953), Caracas

Pittura[modifica | modifica sorgente]

  • Composizione I (1907)
  • Bouteille et oiseau (1925) rilievo in legno dipinto

Scultura[modifica | modifica sorgente]

  • Testa con oggetti fastidiosi (1930) bronzo
  • Torso (1930)
  • Frutta mano (1930) legno
  • En Songe(1916-30) Marmo bianco - Collezione privata
  • Essere sperduti nei boschi (1932) bronzo
  • Scultura di silenzio, Corneille (1942) GAM - Torino
  • Evocazione di una forma umana lunare spettrale (1950) bronzo
  • Tolomeo (1953) bronzo
  • Seuil-profil (1960)
  • Apparat d'une danse (1962) bronzo

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Croce al Merito con placca dell'Ordine al Merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce al Merito con placca dell'Ordine al Merito di Germania
Ufficiale dell'Ordre des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordre des Arts et des Lettres

Hans Arp nei musei[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 7386175 LCCN: n79134995

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Microsoft Encarta Enciclopedia 2007, Arte, Hans Arp

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.francescomorante.it/pag_3/312.htm