Grotta del Cavallo

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Grotta del Cavallo
Cavallo2.png
Immagine dell'ingresso della grotta
StatoItalia Italia
RegionePuglia Puglia
ProvinceLecce Lecce
ComuniNardò
Altitudine15 m s.l.m.
Coordinate40°09′18″N 17°57′36″E / 40.155°N 17.96°E40.155; 17.96Coordinate: 40°09′18″N 17°57′36″E / 40.155°N 17.96°E40.155; 17.96
Mappa di localizzazione: Italia
Grotta del Cavallo
Grotta del Cavallo

La grotta del Cavallo, o grotta Cavallo, è una grotta naturale costiera calcarea situata nel comune di Nardò, nei pressi della costa ionica salentina, parte di un sistema più ampio di caverne naturali ubicate nella baia di Uluzzo, all'interno del parco regionale di Porto Selvaggio. Il nome dell'anfratto deriva da numerosi ritrovamenti di resti di asinidi[1].

La grotta si trova a circa 15 m sul livello del mare attuale. L'entrata è di forma arrotondata, 5 m di larghezza per 2,5 m di altezza, orientata verso il mare. Ha dimensioni modeste dovute alla formazione per scorrimento di corsi d'acqua ipogei.

La grotta è nota per il ritrovamento di depositi archeologici risalenti al paleolitico superiore che rappresentano i più antichi resti di Homo sapiens in Europa[2].

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Le campagne di scavi lungo la costa salentina ebbero inizio nel 1961 ad opera di Arturo Palma di Cesnola dell'università di Siena e di Edoardo Borzatti von Löwenstern dell'università degli Studi di Firenze. La scoperta nella grotta del Cavallo risale al 1964, con il ritrovamento di due denti molari decidui in una serie stratigrafica di 7 metri con più livelli di età paleolitica[3]; i resti e le suppellettili vennero attribuiti ad una cultura simile al castelperroniano e denominata uluzziano, dal toponimo dell'area della scoperta, diffusa in gran parte della penisola italiana e prevalentemente in Puglia[4].

I resti, analizzati a partire dal 1967, furono inizialmente attribuiti ad un esemplare di uomo di Neanderthal; la tesi era supportata dal ritrovamento di strumenti di pietra e ornamenti realizzati con conchiglie tipici delle culture neandertaliane, tant'è che la cultura uluzziana fu creduta una delle ultime espressioni dell'Homo neanderthalensis[5].

Gli scavi subirono una pausa di circa dieci anni, durante i quali la grotta fu oggetto di vandalismi e scavi clandestini[6], per riprendere alla fine degli anni '70 quando il professor Palma di Cesnola riavviò le indagini sistematiche, tuttora in corso, in collaborazione con la locale Soprintendenza ai Beni Archeologici[7].

Nel 2011 un gruppo di ricercatori guidati da Stefano Benazzi del dipartimento di antropologia dell'università di Vienna, pubblicò un articolo per la rivista Nature in cui affermava che i denti rinvenuti nella grotta del Cavallo non appartenessero ad un Homo neanderthalensis, bensì ad uno dei primi esemplari di Homo sapiens vissuto tra i 45 000 e i 43 000 anni BP[8]. Quindi secondo Benazzi questi risultati indicano che la cultura uluzziana non va attribuita ai Neanderthal bensì a umani moderni[9]. La teoria riguardo alla provenienza dei denti ha ricevuto una discreta accoglienza, in mancanza di evidenze in contraddizione con la tesi[10]; l'attribuzione dell'intera cultura uluzziana a specie umane più moderne è invece ancora dibattuta[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grotta del Cavallo, su italiamappe.it. URL consultato il 1º ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2017).
  2. ^ Alice Danti, In Puglia l’Homo sapiens più antico d'Europa, National Geographic, 4 novembre 2011. URL consultato il 1º ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2017).
  3. ^ S. Benazzi et al., 2011, p. 1.
  4. ^ Uluzziano, su treccani.it, Enciclopedia Treccani.
  5. ^ (EN) Ewen Callaway, Who were Europe’s first humans?, su blogs.nature.com, 2 novembre 2011.
  6. ^ Grotta del Cavallo, su gsneretino.it, Gruppo Speleologico Neretino.
  7. ^ Lucia Sarti e Fabio Martini, Grotta del Cavallo. Fra Neanderthal e Homo sapiens, in Archeologia Viva, n. 175, gennaio/febbraio 2016, pp. 16-27.
  8. ^ S. Benazzi et al., 2011, p. 11.
  9. ^ S. Benazzi et al., 2011, pp. 525–528.
  10. ^ (EN) J. Zilhão et al., Cogito Ergo Agenda Actionis Sum Philosophical (and Other) Transactions on the Grotta del Cavallo, the Science of Archeology, and the Ethics of Publication, su researchgate.net, luglio 2005.
  11. ^ J. Zilhão et al., 2015

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]