Grammatica della fantasia

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Grammatica della fantasia
Autore Gianni Rodari
1ª ed. originale 1973
Genere saggio
Sottogenere letteratura
Lingua originale italiano

Grammatica della fantasia. Introduzione all'arte di inventare storie è l'unico volume teorico dello scrittore italiano Gianni Rodari e la sua opera più importante. Fu pubblicato per la prima volta in Italia nel 1973, presso Giulio Einaudi Editore.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La Grammatica della fantasia è un libro scritto da Gianni Rodari e pubblicato nel 1973, in qualche modo resoconto dei suoi studi sulla letteratura fantastica, unico volume dello scrittore di Omegna che non è di pura narrativa ma è teorico[1]. Nella quarta di copertina della prima edizione, si riportavano queste parole dell'autore:

"Quello che io sto facendo è di ricercare le "costanti" dei meccanismi fantastici, le leggi non ancora approfondite dell'invenzione, per renderne l'uso accessibile a tutti. Insisto nel dire che, sebbene il Romanticismo l'abbia circondato di mistero e gli abbia creato attorno una specie di culto, il processo creativo è insito nella natura umana ed è quindi, con tutto quel che ne consegue di felicità di esprimersi e di giocare con la fantasia, alla portata di tutti."

Da questa ricerca, che Gianni Rodari ha condotto per molti anni, è nata la Grammatica della fantasia, una proposta concreta che intende rivendicare all'immaginazione lo spazio che deve avere nella vita di ciascuno. Attraverso le più svariate tecniche dell'invenzione, Rodari ci offre con questo suo libro non un "Artusi delle favole"[2] ma un efficace ed utile strumento "a chi crede nella necessità che l'immaginazione abbia il suo posto nell'educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola."

Nasce ufficialmente a Reggio Emilia (città che Rodari apprezzò molto[3] in quanto le sue scuole accoglievano a braccia aperte lui e le sue idee; non per niente erano frequenti le sue visite in Emilia Romagna) dalla paziente trascrizione a macchina da parte di una stagista di alcuni appunti rimasti a lungo dimenticati. Gli appunti in questione, scritti intorno agli anni 1940, facevano parte della raccolta del "Quaderno della fantasia". Vennero recuperati in seguito a un comizio che si terrà proprio nella città emiliana dal 6 al 10 marzo 1972.

L'opera si sviluppa in 45 capitoli.

Indice dei contenuti[modifica | modifica wikitesto]

  1. Antefatto
  2. Il sasso nello stagno
  3. La parola «ciao»
  4. Il binomio fantastico
  5. «Luce» e «scarpe»
  6. Che cosa succederebbe se...
  7. Il nonno di Lenin
  8. Il prefisso arbitrario
  9. L'errore creativo
  10. Vecchi giochi
  11. Utilità di Giosuè Carducci
  12. Costruzione di un « limerick »
  13. Costruzione di un indovinello
  14. Il falso indovinello
  15. Le fiabe popolari come materia prima
  16. A sbagliare le storie
  17. Cappuccetto Rosso in elicottero
  18. Le fiabe a rovescio
  19. Che cosa accadde dopo
  20. Insalata di favole
  21. Fiabe a ricalco
  22. Le carte di Propp
  23. Franco Passatore mette «le carte in favola»
  24. Fiabe in «chiave obbligata»
  25. Analisi della Befana
  26. L'omino di vetro
  27. Pianoforte-Bill
  28. Mangiare e «giocare a mangiare»
  29. Storie in tavola
  30. Viaggio intorno a casa mia
  31. Il giocattolo come personaggio
  32. Marionette e burattini
  33. Il bambino come protagonista
  34. Storie «tabú»
  35. Pierino e il pongo
  36. Storie per ridere
  37. La matematica delle storie
  38. Il bambino che ascolta le fiabe
  39. Il bambino che legge i fumetti
  40. La capra del signor Séguin
  41. Storie per giocare
  42. Se il nonno diventa un gatto
  43. Giochi in pineta
  44. Immaginazione, creatività, scuola
  45. Schede:
    1. Novalis
    2. La doppia articolazione
    3. «La parola che gioca»
    4. Sul pensare per coppie
    5. Lo straniamento
    6. Il «percetto subliminale»
    7. Fantasia e pensiero logico
    8. L'indovinello come forma del conoscere
    9. L'effetto di amplificazione
    10. Il teatro dei ragazzi
    11. Merceologia fantastica
    12. L'orso di pezza
    13. Un verbo per giocare
    14. Le storie della matematica
    15. Difesa del Gatto con gli stivali
    16. Attività espressive ed esperienza scientifico
    17. Arte e scienza

L'errore creativo[modifica | modifica wikitesto]

Il capitolo L'errore creativo[4] è dedicato alle potenzialità creative e pedagogico-didattiche dell'errore. Difatti, secondo Rodari in ogni errore riposa la possibilità di una storia come testimonia l'esempio della scarpina di Cenerentola che invece di essere di vaire, cioè di pelliccia, per un errore di trascrizione, è diventata di verre, ossia una fantastica scarpina di vetro. Come già aveva sostenuto nel suo Libro degli errori, persino l'errore ortografico può offrire lo spunto per ogni sorta di storia dai risvolti comici o anche essere l'occasione per un'istruttiva riflessione come nel caso della parola I-ta-glia, nella quale quella brutta g appare come un eccesso nazionalistico. Molti errori dei bambini, poi, sono in realtà creazioni autonome, utili ad assimilare una realtà sconosciuta. Sono errori che fanno ridere e ridere degli errori, ci fa riflettere Rodari, è già un modo di prenderne le distanze. Inoltre un'unica parola può suggerire innumerevoli errori e quindi innumerevoli storie. Per esempio, dalla parola automobile potrebbe derivare ottomobile, altomobile, ettomobile, autonobile, ecc. Pertanto Rodari ritiene che il proverbio Sbagliando s'impara dovrebbe essere rimpiazzato da uno nuovo che dica Sbagliando s'inventa.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In realtà, nel 1981 seguì un Esercizi di fantasia, a cura di Filippo Nibbi e con prefazione di Tullio De Mauro, per la Editori Riuniti di Roma che riprende la Grammatica in modo applicativo e con esempi, così come presso lo stesso editore Chi sono io? I primi giochi di fantasia (1987), Io e gli altri. Nuovi giochi di fantasia (1988) e Scuola di fantasia (1992), tutti a cura di Carmine De Luca, ma l'unico testo coerente ed esaustivo, voluto da Rodari stesso, è la Grammatica della fantasia, un'opera che presenta l'altra faccia e allo stesso tempo la radice artigianale e da laboratorio della sua narrativa.
  2. ^ Nel senso di un "manuale" tipo il ricettario di Pellegrino Artusi.
  3. ^ E il libro porta appunto una dedica alla città.
  4. ^ Rodari G., Grammatica della fantasia: introduzione all'arte di inventare storie, Einaudi, 1973, pp.36-38