Giulia Ammannati

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Giulia Venturi degli Ammannati (Villa Basilica, 1538Firenze, agosto 1620) fu la madre di Galileo Galilei.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giulia Ammannati nacque nel 1538 nel piccolo borgo lucchese di Villa Basilica, da una famiglia artigiana, ma dagli illustri trascorsi, originaria del pistoiese, prima trasferitasi a Pisa nel 1536 e in seguito nella Lucchesia, per via degli affari mercantili del padre di Giulia, Cosimo, commerciante in legnami. Giulia era l'ultima nata di cinque figli, quattro sorelle e un fratello, Leone. Promessa a Vincenzo Galilei, le cronache coeve raccontano che fu il fratello Leone ad accompagnarla all'altare e a occuparsi della sua dote, di 100 scudi d'oro e a seguito della morte del padre, a pochi giorni dalla data delle nozze. Leone, oltre alla dote, garantì ai due sposi il vitto per un anno. Vincenzo che abitava a Santa Maria a Monte ebbe modo di conoscere Giulia, frequentando i parenti Galilei che risiedevano nel Castello di Serravalle.

Nel 1574 Giulia e il marito si trasferirono a Firenze con i sette figli, di cui Galileo era il primo nato. Perciò, alla morte del padre Vincenzo, nel 1591, toccò proprio a lui l'onere di mantenere madre e fratelli con il salario derivante dalla cattedra di matematica all'Università di Pisa.

Una lettera rivela come in questi anni, a causa della malattia della madre (nella lettera si legge di una «gravissima infermità, et quasi che mortale»), Galileo dovesse rinunciare ad alcune lezioni universitarie.

Della Ammanati sono conservate alcune lettere a Galileo nel periodo in cui si trovava a Padova, nelle quali ricorda il debito contratto per la dote della sorella e rimprovera al figlio le mancate risposte alle proprie missive. Di tanto in tanto la Ammanati andava a trovare il figlio a Padova, visite non gradite a Galileo per il non facile carattere della madre. Il carattere austero e profondamente religioso di Giulia Ammannati fu anche pretesto di testimonianza al processo intentato a Galileo dall'Inquisizione, a seguito della denuncia avanzata nel 1604 da un collaboratore dello scienziato, tal Pagnoni, che ebbe proprio a citare le parole della donna contro lo stesso Galileo «Ho ben inteso da sua madre che lui mai si confessa e si comunica». Fonti coeve, non confermate, inducono a ritenere che Giulia facesse spiare il figlio per accertarsi che andasse a messa piuttosto che dall'amante Marina Gagenita di Galileo, Virginia Galilei, della quale si prese cura fino al ritorno dello scienziato in Toscana l'anno seguente. Del resto, era nota la noncuranza di Galileo per la figlia, che non volle mai ufficialmente riconoscere come propria.

Giulia Ammannati morì nell'agosto 1620 e trovò sepoltura nella Basilica di Santa Maria del Carmine (Firenze), in Oltrarno, dove a tutt'oggi riposa.

Casa natale di Galileo Galilei[modifica | modifica wikitesto]

La casa natale di Galileo Galilei apparteneva alla famiglia della madre ed era detta casa Ammannati [1] Giulia Ammannati di Villa Basilica di Pescia, madre di Galileo, acquistò la casa in Pisa con la dote nuziale di 100 scudi d'oro ricevuti dallo zio Leone al momento del matrimonio con Vincenzo Galilei, musico, padre di Galileo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Casa Ammannati, su brunelleschi.imss.fi.it.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]