Giovanni Filoteo Achillini

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Giovanni Filoteo Achillini (Bologna, 1466Bologna, 13 agosto 1538) è stato un poeta, letterato e umanista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Marcantonio Raimondi: G. F. Achillini, 1510

Giovanni Filoteo fu fratello dell'aristotelico Alessandro e nonno del poeta Claudio Achillini. Pubblicò nel 1504 le Collettanee Grece Latine e Vulgari per diversi Auctori Moderni nella Morte de l'ardente Seraphino Aquilano, una raccolta di poesie di compianto, scritte da diversi autori, per la morte del poeta aquilano Serafino de' Ciminelli: egli vi incluse nove suoi sonetti. Quell'anno stesso concluse il poema Viridario, pubblicato nel 1513: di genere cavalleresco, in ottave, misto di episodi originali e altri ripresi dalla tradizione classica, ha frequenti digressioni nelle quali l'Achillini mostra la sua erudizione e cita personaggi della cultura dell'epoca.

Nel 1511 fondò a Bologna l'«Accademia del Viridario», della quale però, al di fuori del motto «E spe in spem» - Dalla speranza alla speranza - manca ogni altra notizia. Viaggiò frequentemente a Milano, a Urbino e a Roma, conoscendo principi e letterati, ma il centro della propria attività rimase la natìa Bologna, nella quale assunse più volte pubbliche cariche e una volta, nel 1527, fu anche Gonfaloniere.

Egualmente privo di valori poetici del Viridario è il poema in terzine Il Fidele, pubblicato nel 1523, composto di ben 100 canti nei quali il poeta, imitando Dante, s'immagina in compagnia della personificazione della Fede, mandata da Dio a istruirlo sulla teologia e su ogni sorta di dottrina. L'imitazione della Commedia non esime l'Achillini dall'accusare Dante di aver plagiato, scrivendo il Convivio, un'opera per altro sconosciuta del bolognese Guido Guinizelli, il Consesso. L'intento, che l'Achillini si proponeva, era quello di affermare la priorità poetica e letteraria della lingua volgare espressa a Bologna dal padre del Dolce Stil Novo. Alle polemiche che inevitabilmente seguirono, che si inserivano nel diffuso dibattito letterario allora in corso, egli rispose nel 1536 con le Annotazioni della volgar lingua, nelle quali ribadiva la sua convinzione che il volgare bolognese potesse costituire il modello di lingua letteraria valido per tutta la penisola.

L'Achillini fu anche musicista e numismatico e coltivò le lettere greche e latine. Negato alla poesia, egli si servì della forma poetica per rivestire, con la maggiore dignità letteraria possibile, il preminente interesse erudito al quale lo portava la sua formazione di umanista curioso ma non profondo.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Collettanee Grece Latine e Vulgari, Bazaleri, Bologna 1504
  • Viridario, Girolamo di Plato, Bologna 1513
  • Il Fidele, Girolamo di Plato, Bologna 1523
  • Annotazioni della volgar lingua, Bonardo da Parma e Marcantonio da Carpi, Bologna 1536
  • Due epistole, s. d., Misc. 6521.5, Biblioteca Marciana, Venezia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • S. Marcheselli, Contezza del Viridario di Giovanni Filoteo Achillini, Venezia 1568.
  • G. Fantuzzi, Notizie degli scrittori bolognesi, Bologna 1781.
  • L. Frati, Di un poema poco noto di Giovanni Filoteo Achillini, in «Giornale storico della letteratura italiana», XI, 1888.
  • L. Frati, Dante accusato di plagio, in «Nuova Antologia», CCXLVIII, 1926.
  • T. Basini, Spigolature e dipanature intorno alle opere di Giovanni Filoteo Achillini, in «Paideia», XI, 1956.
  • T. Basini, Giovanni Filoteo Achillini, in «Dizionario Biografico degli Italiani», Volume 1, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960.
  • A. Bobbio Accame, Giovanni Filoteo Achillini, in «Enciclopedia Dantesca», Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970.
  • P. Vecchi, La questione della lingua a Bologna nelle Annotazioni di Giovanni Filoteo Achillini, in «AA.VV., Sapere e/è potere. Discipline, Dispute e Professioni nell'Universita` medievale e moderna. Il caso bolognese a confronto. Forme e oggetti della disputa delle arti», Bologna 1990
  • M. P. Traversa, Il Fidele di Giovanni Filoteo Achillini. Poesia, sapienza e «Divina» conoscenza, Modena 1992. ISBN 88-7000-195-4.

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