Giorgio Schiavone

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Madonna in trono, Berlino

Giorgio Chiulinovich, detto Giorgio Schiavone (in croato Juraj Ćulinović; Scardona, tra il 1433 e il 1436Sebenico, 6 dicembre 1504), è stato un pittore italiano.

Il suo soprannome significava semplicemente "dalmata", riferito alla sua origine.

Fu discepolo dal 1456 di Francesco Squarcione a Padova, del cui gusto fu uno dei principali interpreti. Da lui imparò la lezione delle sculture di Donatello, l'amore per l'antico, la predilezione per le linee taglienti e contorte che sbalzano le forme, i colori intensi e marmorei. Il suo stile, più pacato e monumentale di altri colleghi "squarcioneschi", venne anche mitigato da una certa disciplina introdotta dagli influssi indiretti di Piero della Francesca, giunti a Padova verso gli anni cinquanta del secolo tramite il cantiere della Cappella Ovetari. Il suo stile sembra anche essere aggiornato sull'attività della scuola ferrarese, in particolare di Cosmé Tura, altro allievo di Squarcione.

Nel 1461, con la diffusione in Veneto dei modi gentili e naturalistici della pittura veneziana di Giovanni Bellini e di Antonello da Messina, lo stile esasperato degli "squarcioneschi" risultò superato. Schiavone allora, al pari di altri illustri allievi come Carlo Crivelli o Marco Zoppo, si spostò in centri più periferici dando origine alla cosiddetta cultura pittorica "adriatica". Schiavone, in particolare, fece ritorno in Dalmazia, fermandosi a Zara e dal 1463 a Sebenico. Lo stesso anno sposò Jelena, figlia dello scultore Giorgio di Matteo. Sembra che dipinse ancora qualche opera dopo il 1462, ma gli storici sono dubbiosi sulle attribuzioni.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Tra le sue opere spiccano:

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raimondo Callegari, Su due polittici di Giorgio Schiavone, in "Arte veneta", 50, 1997, pp. 24–37.
  • Kruno Prijatelj, ĆULINOVIĆ, Juraj, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 31, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1985. URL consultato il 22 settembre 2012.
  • Jane Turner (a cura di), The Dictionary of Art. 28, pp. 84–85. New York, Grove, 1996. ISBN 1884446000

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