Giordane

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Giordane o Giordano (latino: Iordanes; fl. 550 ca.; ... – ...) è stato uno storico bizantino di lingua latina del VI secolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di probabile origine gotica (o alana) o comunque associatosi a questo popolo, fu notarius (segretario) del goto Guntige, un alto funzionario della corte di Costantinopoli[1]. Seguì Guntige in Italia durante la Guerra gotica, e potrebbe essere identificato con l'omonimo vescovo di Crotone[2]. Ad ogni modo, le notizie sulla sua vita sono assai scarse, ricavabili unicamente da pochi passi delle sue opere[3].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Scrisse verso il 552[4] il De origine actibusque Getarum, un riassunto della perduta Storia dei Goti di Cassiodoro in dodici libri, noto anche come Getica, la cui prima edizione critica fu pubblicata da Theodor Mommsen nei Monumenta Germaniae Historica. La maggiore differenza tra l'opera di Giordane e quella di Cassiodoro sta nel fatto che il secondo scrisse per glorificare Teodorico e la sua stirpe, mentre il primo, mostrando la tradizione e la forza dei Goti, per accrescere la fama delle gesta di Giustiniano I (527-565), loro vincitore[5].

Altra opera di Giordane è il De summa temporum vel origine actibusque gentis Romanorum, più noto come Romana (anch'essi editi dal Mommsen), una storia universale, dalle origini al tempo presente (547), con particolare attenzione al popolo romano. Come esplicitato dall'autore, l'opera vuole essere - sulla tradizione di Agostino - una storia dei dolori umani, al fine di spingere alla conversione[6].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Molti storici romeni e statunitensi hanno sollevato diversi dubbi sull'attribuzione da parte di Giordane delle notizie contenute nella sua opera ai Goti. Secondo questi studiosi lo storico goto avrebbe attribuito ai Goti notizie invece riferite ai Geti. Numerosi dati storici relativi ai Geti, oltreché ai Daci, sarebbero stati erroneamente attribuiti ai Goti.[7][8][9][10] La genesi di questa identificazione Goti/Geti (probabilmente dovuta all'assonanza dei due nomi e alla vicinanza geografica dei due popoli) non è tuttavia da ricondurre a Giordane (o a Cassiodoro), bensì risale molto più indietro nel tempo, e nel VI secolo era sostanzialmente diventata "canonica"[11][12]. Questo vuol dire che l'affidabilità di Giordane in quanto fonte sulle origini della storia dei Goti è sospetta, sebbene la riproduzione di questa tradizione sia interessante per quanto riguarda l'auto-rappresentazione dei sovrani gotici (o la loro fama presso altri popoli che hanno fatto propria questa discutibile discendenza).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giordane, Getica, 50,266: ego item quamvis agramatus Iordannis ante conversionem meam notarius fui.
  2. ^ M. Simonetti, Romani e Barbari. Le lettere latine alle origini dell'Europa (secoli V-VIII), Carocci, Roma 2006, p. 107.
  3. ^ Romana, praef.; Getica 50,266.
  4. ^ Jordanes, Storia dei Goti (a cura di E. Bartolini), TEA, Milano 1991, p. 153, n. 1.
  5. ^ Getica, 60,315: Haec hucusque Getarum origo ac Amalorum nobilitas et virorum fortium facta. Haec laudanda progenies laudabiliori principi cessit et fortiori duci manus dedit, cuius fama nullis saeculis nullisque silebitur aetatibus, sed victor ac triumphator Iustinianus imperator et consul Belesarius Vandalici Africani Geticique dicentur.
  6. ^ Romana, praef. 4-5.
  7. ^ Walter Goffart, The Narrators of Barbarian History, Princeton 1988, p. 70.
  8. ^ Pârvan, Vasile (1928). Dacia: An Outline of the Early Civilization of the Carpatho-Danubian Countries, The University Press
  9. ^ Oțetea, Andrei (1970). The History of the Romanian people, Scientific Pub, Hoose.
  10. ^ Ioan Bolovan, Florin Constantiniu, Paul E. Michelson, Ioan Aurel Pop, Christian Popa, Marcel Popa, Kurt Treptow, A History of Romania, Intl Specialized Book Service Inc. 1997
  11. ^ B. Luiselli, Storia culturale dei rapporti tra mondo romano e mondo germanico, Roma, 1992, pp. 323, 367.
  12. ^ A. S. Christensen, Cassiodorus, Jordanes and the History of the Goths. Studies in a Migration Myth, Copenhagen, 2002, pp. 230-249.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Simonetti, Romani e Barbari. Le lettere latine alle origini dell'Europa (secoli V-VIII), Carocci, Roma 2006.
  • Jordanes, Storia dei Goti (a cura di E. Bartolini), TEA, Milano 1991.
  • F. Giunta, Jordanes e la cultura dell'Alto Medioevo, Manfredi, Palermo 1952.
  • N. Wagner, Getica, De Gruyter, Berlin 1967.
  • O. Giordano, Jordanes e la storiografia nel VI secolo, Adriatica, Bari 1973.
  • A. Amici, Iordanes e la storia gotica, CISAM, Spoleto 2002.
  • A. S. Christensen, Cassiodorus, Jordanes and the History of the Goths. Studies in a Migration Myth, Copenhagen 2002.
  • A. Goltz, Barbar – König – Tyrann. Das Bild Theoderichs des Großen in der Überlieferung des 5. bis 9. Jahrhunderts, Berlin / New York 2008, pp. 267-299.

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