Gino Franceschini

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Gino Franceschini (Sansepolcro, 10 ottobre 1890Sansepolcro, 12 dicembre 1974) è stato uno storico italiano. Studioso di storia medievale italiana, ha dedicato approfondite ricerche alla storia delle famiglie dei Malatesta di Rimini e dei Montefeltro di Urbino, alla signoria malatestiana e alla storia della città di Sansepolcro.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Sansepolcro, rimane orfano di padre in tenera età e, sostenuto dallo zio materno don Antonio Buitoni, compie gli studi ginnasiali presso il Seminario Vescovile cittadino. Al termine del ginnasio si dedica a lavori di fortuna, in Italia e all'estero, senza tralasciare la formazione culturale, che compie attraverso le riviste La Voce e La Critica (avvicinandosi così alle posizioni di Benedetto Croce. Terminato il servizio di leva consegue la maturità magistrale come autodidatta nel 1914 e quella liceale nel 1914, avviando così la carriera dell'insegnamento. Dal 1914 al 1918 partecipa alla prima guerra mondiale e durante questo periodo si iscrive all'Accademia Scientifico-Letteraria di Milano, conseguendo la laurea in Lettere sotto la guida del prof. Gioacchino Volpe, di cui diventa prima allievo e poi collega. Nel 1944 favorisce l'accoglienza nell'Ospedale di Sansepolcro dell'amico Attilio Momigliano, perseguitato a motivo delle leggi razziali[1].

Dopo esperienze di insegnamento nei licei (Milano, Urbino e Città di Castello), nel 1951 consegue la libera docenza e ricopre la cattedra di Storia medioevale e moderna nell'Università degli Studi di Urbino. Nell'ambito della carriera dirigenziale della pubblica istruzione è anche preside prima del liceo classico Francesco Petrarca di Arezzo e poi del liceo scientifico Pier della Francesca di Sansepolcro.

Collaboratore di numerosi istituti culturali e di ricerca, fu socio della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria e dell'Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze di Arezzo.

Muore nella sua città natale il 12 dicembre 1974.

Studi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1923 il Franceschini si dedica con passione alla ricerca storica, rivolgendo la propria attenzione ad alcuni centri dell'Alta Valle del Tevere, quali Citerna, Sansepolcro e la pieve della Sovara. In seguito amplia i propri interessi alla storia delle famiglie signorili dei Malatesta di Rimini e dei Montefeltro di Urbino. Particolare attenzione riscosse la teoria presentata al primo Congresso Internazionale di Studi Longobardi, tenutosi a Spoleto nel settembre 1951, nella comunicazione intitolata Chiese a coppie in territori Arimannici dell'Alta valle del Tevere. Il Franceschini sostenne che la presenza di due chiese intitolate a santi legati alle tradizioni religiose longobarde e bizantine e assai prossime tra di loro in Alta Valle del Tevere sia spia della compresenza di comunità cattoliche e ariane.

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

Dei circa 80 titoli della sua bibliografia si segnalano:

  • G. Franceschini, Alcuni documenti su la signoria di Galeotto Malatesti a Borgo San Sepolcro (1371-1385), Faenza 1951
  • G. Franceschini, La pieve di S. Maria alla Sovara : congetture e documenti intorno alle sue origini e alle sue vicende, Sansepolcro 1951
  • G. Franceschini, Saggi di storia montefeltresca e urbinate, Selci Lama 1957
  • G. Franceschini, Figure del Rinascimento urbinate, Urbino 1959
  • G. Franceschini, I Montefeltro nei primi due secoli della loro storia (1150-1350), Città di Castello 1963
  • G. Franceschini, I Montefeltro, 1970
  • G. Franceschini, I Malatesta, Milano 1973

Tra 1949 e 1950 partecipa alla realizzazione del manuale scolastico Lineamenti di storia per i licei, di Ruggero Rinaldi, per il quale commenta una serie di letture antologiche. Nel 1982 l'Università degli Studi di Urbino ha pubblicato una ponderosa opera postuma alla quale il Franceschini aveva lavorato negli ultimi anni della sua vita: G. Franceschini, Documenti e regesti per servire alla storia dello Stato d'Urbino e dei conti di Montefeltro, 1-2, Urbino 1982.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

E. Agnoletti, Personaggi di Sansepolcro, Sansepolcro 1986, pp. 92-93.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Lucernesi - A. Bertocci, La via del Trebbio, Città di Castello 2011, p. 94

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN316740208