Gerulfo II d'Olanda

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Gerulfo II d'Olanda
Conte d'Olanda
Stemma
In carica 885 circa –
895/896
Predecessore Gerulfo I[1]
Successore Teodorico I
Morte dopo l'889
Casa reale Gerulfingi
Padre Gerulfo I di Frisia
Figli Waldgerio e
Teodorico
Religione Cattolico

Gerulfo II d'Olanda, in olandese Gerulf I (... – dopo l'889), fu Conte della Frisia Occidentale dall'885 circa alla sua morte. La sua influenza si estendeva sulla Frisia Occidentale ma anche sul Kennemerland e sul resto dell'Olanda tanto che talvolta appare come Conte del Kennemerland ed altre Conte d'Olanda.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Colui che lo precedette nel titolo di conte di Frisia si chiamasse anche lui, Gerulfo[1], ma non è certo che fosse il padre (non si hanno documenti di fonti primarie che lo confermino).

La zona in cui Gerulfo visse fu il nord della Lotaringia diventata poi, in seguito al Trattato di Meerssen (870) parte del Regno franco d'Oriente e di fatto governata dai vichinghi. Nell'884 Gerulfo prese parte insieme al capo vichingo Goffredo di Frisia e a Normanni danesi a delle razzie lungo il Reno[2]. Nell'885, fu uno degli emissari di Goffredo, di cui era un fedele sostenitore, presso l'imperatore, Carlo il Grosso[3] (Goffredo aveva appoggiato la ribellione del cognato[4], Ugo di Lotaringia contro l'imperatore[3]). In quel frangente fu convinto da Enrico di Franconia, comandante delle truppe di Carlo il Grosso, a porre termine al dominio di Gofferdo. Gerulfo, fu tra i promotori della riunione su un'isola del Reno[3], dove insieme a Everardo Saxo, Conte di Hamaland, aiutati anche dalle guardie reali, uccisero Goffredo nel corso di un banchetto presso Spijk (estratta la spada, Everardo, per primo, colpì Goffredo alla testa[3], che poi fu ucciso e tutti i Normanni che erano con lui furono trucidati)[5][6].

Gerulfo, quale ricompensa per aver contribuito a cacciare i vichinghi, ricevette il 4 agosto 889 dal Re dei Franchi orientali, Arnolfo di Carinzia diverse proprietà, nelle vicinanze del Reno[7].

Di Gerulfo non si conosce l'anno esatto della morte.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dalla moglie, di cui non si conoscono né il nome né gli ascendenti, Gerulfo ebbe due figli[8]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (NL) Kroniek, pag 520
  2. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus I, Reginonis Chronicon, pag 594 Archiviato il 23 maggio 2015 in Internet Archive.
  3. ^ a b c d (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus I, Reginonis Chronicon, pag 595 Archiviato il 23 maggio 2015 in Internet Archive.
  4. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus I, Reginonis Chronicon, pag 593 Archiviato il 23 maggio 2015 in Internet Archive.
  5. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus I, Reginonis Chronicon, pag 596 Archiviato il 23 maggio 2015 in Internet Archive.
  6. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus I, Annales Vedastini, pag 522 Archiviato il 23 maggio 2015 in Internet Archive.
  7. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Diplomata regum germaniae ex stirpe karolinorum, tomus III, Arnolfi diplomata, doc. 57, pagg 81 e 82 Archiviato il 23 maggio 2015 in Internet Archive.
  8. ^ a b c (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: Olanda - GEROLF
  9. ^ a b c (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus I, Reginonis Chronicon, pag 608 Archiviato il 23 settembre 2015 in Internet Archive.
  10. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Diplomatum regum et imperatorum germaniae, tomus I, Conradi I. Heinrici I. et Ottonis I. diplomata, doc. 24, pagg 23 e 24 Archiviato il 23 maggio 2015 in Internet Archive.
  11. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, Diplomatum regum et imperatorum germaniae, tomus I, Conradi I. Heinrici I. et Ottonis I. diplomata, doc. 58, pagg 140 e 141 Archiviato il 23 maggio 2015 in Internet Archive.
  12. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, Diplomatum regum et imperatorum germaniae, tomus I, Conradi I. Heinrici I. et Ottonis I. diplomata, doc. 124, pag 206 Archiviato il 23 maggio 2015 in Internet Archive.
  13. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Diplomatum regum et imperatorum germaniae, tomus I, Conradi I. Heinrici I. et Ottonis I. diplomata, doc. 164, pagg 245 e 246 Archiviato il 23 maggio 2015 in Internet Archive.
  14. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus IV, Alpertus, De Diversitate Temporum, pag 704, riga 36 Archiviato il 23 maggio 2015 in Internet Archive.
  15. ^ (LA) Chronologia Johannes de Bek, doc. 28a, pag 55

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]