Francesco Tumiati

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Francesco Tumiati
Francesco Tumiati.jpg
NascitaFerrara, 25 maggio 1921
MorteCantiano, 17 maggio 1944
Cause della mortefucilato dai nazisti[1]
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataGuardia Nazionale[2]
Unità5ª Brigata Garibaldi "Pesaro"
Reparto1º Battaglione – Distaccamento "Dini"
Gradocommissario – sottotenente
GuerreGuerra di liberazione
CampagneCampagna d'Italia
Battagliebattaglia di Vilano (25/03/44)

assalto alla caserma dei carabinieri di Cagli (05/05/44)

Comandante diDistaccamento "Dini"
DecorazioniMedaglia d'oro al valor militare (alla memoria)
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Francesco Tumiati, detto Francino (Ferrara, 25 maggio 1921Cantiano, 17 maggio 1944), è stato un partigiano italiano. Ebbe la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di nota famiglia ferrarese, per seguire le orme del padre, eminente avvocato, si era iscritto alla Facoltà di Legge. Nel 1941 il giovane Tumiati decise di arruolarsi volontario. Mandato in Nord Africa, tornò in Italia nel febbraio del 1942, per seguire a Bologna un corso per allievi ufficiali. Promosso sottotenente fu assegnato al 32º Reggimento carristi. Fu sorpreso dall'armistizio mentre, con il suo reparto, si trovava a Cantiano, nella zona montana tra l'Appennino centrosettentrionale e il mare Adriatico. Il sottotenente si diede alla macchia, seguito da un gruppo di suoi carristi e ben presto divenne, con il nome di Francino, comandante del distaccamento "Pisacane" della Brigata Garibaldi "Pesaro". Per otto mesi guidò i suoi partigiani in azioni audacissime contro i nazifascisti. Nel maggio del 1944, durante un massiccio rastrellamento, Francino fu catturato dai tedeschi e sottoposto ad un processo sommario. Sollecitato a tradire i suoi compagni in cambio della propria salvezza, rifiutò ogni compromesso e fu immediatamente fucilato assieme ad essi, gli iugoslavi Djuro Franisić (talvolta citato come Giuro Kuzeta) e Batrić Bulatović.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Accorso quale semplice partigiano nelle file di una Brigata Garibaldina, raggiungeva, per valore dimostrato, il grado di comandante di distaccamento. Coraggioso fino alla temerità e sorretto da ardente fede anche nei più difficili momenti, mai vacillò innanzi al pericolo e, dopo avere strenuamente sostenuto per 18 giorni la cruenta pressione di un poderoso rastrellamento tedesco, cadeva nelle mani del nemico. Sottoposto a rapido giudizio, manteneva il più fiero contegno e, sdegnosamente rifiutando di avere salva la vita a prezzo di vile tradimento, affrontava con la serenità degli eroi il plotone di esecuzione offrendo il petto al piombo nemico che troncava la sua balda giovinezza.»
— Cantiano (Pesaro), 17 maggio 1944.[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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