Framboesia

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Framboesia
Yaws 01.jpg
Noduli del gomito causati dall'infezione da parte di Treponema pallidum pertenue
Specialità infettivologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
MeSH D015001
MedlinePlus 001341

La framboesia è una malattia tropicale, molto comune nelle isole dei Caraibi, nelle Filippine, in Africa, in India ed in altri paesi tropicali.

La malattia inizia con un pomfo tondeggiante, inizialmente edematoso ed eritematoso, che in seguito diventa duro e desquamante, di 2 a 5 centimetri in diametro.[1] Il centro può rompersi e formare un'ulcera.[1] Questa lesione iniziale della pelle tipicamente guarisce dopo tre/sei mesi.[2] In un periodo di settimane ad anni, le articolazioni e le ossa possono diventare dolenti, può insorgere stanchezza, e possono apparire nuove lesioni secondarie.[1] La pelle del palmo della mani e della pianta del piede può diventare spessa e andare incontro a ragade.[2] Le ossa (specialmente quelle del naso) possono essere danneggiate.[2] Dopo cinque o più anni ampie aree della pelle possono diventare atrofiche, lasciando una cicatrice.[1]

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Gli agenti eziologici di questa malattia, che attacca soprattutto bambini, sono dei batteri, le spirochete, in particolare la specie Treponema pallidum pertenue. Altre malattie da treponema, abbastanza simili, sono il bejel (Treponema endemicum), la pinta (Treponema pallidum carateum), e la sifilide (Treponema pallidum pallidum).[2]

Contagio e disseminazione[modifica | modifica wikitesto]

La framboesia si trasmette per diretto contatto con il fluido proveniente da una lesione di una persona infetta.[2] Il contatto è normalmente di natura non sessuale.[2] La malattia è più comune tra i bambini, che la disseminano giocando tra di loro.[1] Il contagio avviene per via diretta, in caso che la sostanza venga in contatto con una ferita aperta, oppure indirettamente, per mezzo delle mosche, come è stato dimostrato recentemente.[3]

Clinica[modifica | modifica wikitesto]

Segni e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi sono: dolori alle articolazioni, perdita di peso e di appetito. Sulla pelle, si formano dei noduli giallastri che lentamente si ingrossano e che contengono una sostanza contagiosa tipo pus.

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

La framboesia è spesso diagnosticata dall'aspetto delle lesioni.[2]

Si può cercare di identificare direttamente l'agente patogeno nell'essudato purulento della prima lesione, con la microscopia in campo oscuro, oppure con il test VDRL (aspecifico per tutte le treponematosi, come la sifilide).

Si possono utilizzare test che rilevano la risposta di anticorpi (ELISA o Western blot) ma non sono in grado di distinguere tra infezioni passate oppure in corso.[2] La Reazione a catena della polimerasi (PCR) del DNA è il metodo diagnostico con la maggiore sensitività diagnostica.[2]

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

La framboesia si cura iniettando penicillina; nei soggetti allergici a quest'ultima, si usano le tetracicline. La prevenzione consiste in parte nel curare coloro già affetti dalla malattia, diminuendo così il rischio di trasmissione.[4] Dove la malattia è comune, una terapia estesa all'intera comunità è efficace.[5] Il migliorare l'igiene, la pulizia delle abitazioni e altre misure sanitarie contribuiscono a ridurre l'incidenza.[2] Altre terapie possibili sono tipicamente con antibiotici, che includono: azitromicina orale oppure benzatin penicillina per iniezione.[5] Senza trattamento, deformità fisiche avvengono nel 10% dei casi.[2]

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

La framboesia ("[6]" in inglese) nel 2012 era comune in almeno 14 paesi tropicali.[1][2] La malattia infetta solamente l'essere umano.

Nei decenni dei 50 e 60 la World Health Organization (WHO) aveva praticamente erradicato la framboesia.[2] Da allora il numero di casi è aumentato e vi sono sforzi crescenti per erradicare globalmente la malattia nel 2020.[2] Le ultime stime del numero di persone infette era di più di 500.000 nel 1995.[7][1] Anche se una delle prima descrizioni della malattia venne fatta nel 1679 da Willem Piso, l'evidenza archeologica suggerisce che la framboesia era presente come malattia infettiva umana già 1.6 milioni di anni fa.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Mitjà O, Asiedu K e Mabey D, Yaws, in Lancet, vol. 381, nº 9868, 2013, pp. 763–73, DOI:10.1016/S0140-6736(12)62130-8, PMID 23415015.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n Yaws Fact sheet N°316, su World Health Organization, February 2014. URL consultato il 27 febbraio 2014.
  3. ^ https://www.sciencedaily.com/releases/2016/08/160802104201.htm
  4. ^ Mitjà O, Hays R, Rinaldi AC, McDermott R e Bassat Q, New treatment schemes for yaws: the path toward eradication (PDF), in Clinical Infectious Diseases, vol. 55, nº 3, 2012, pp. 406–412, DOI:10.1093/cid/cis444, PMID 22610931.
  5. ^ a b O Mitjà, Hays, R, Ipai, A, Penias, M, Paru, R, Fagaho, D, de Lazzari, E e Bassat, Q, Single-dose azithromycin versus benzathine benzylpenicillin for treatment of yaws in children in Papua New Guinea: an open-label, non-inferiority, randomised trial., in Lancet, vol. 379, nº 9813, 28 gennaio 2012, pp. 342–47, DOI:10.1016/S0140-6736(11)61624-3, PMID 22240407.
  6. ^ en:Yaws
  7. ^ Mitjà O, Hays R, Rinaldi AC, McDermott R e Bassat Q, New treatment schemes for yaws: the path toward eradication (PDF), in Clinical Infectious Diseases, vol. 55, nº 3, 2012, pp. 406–412, DOI:10.1093/cid/cis444, PMID 22610931.

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