Fear (gruppo musicale)

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Fear
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Hardcore punk
Noise rock
Periodo di attività 1977 – in attività
Album pubblicati 5
Studio 4
Live 1
Sito web

I Fear sono un gruppo punk rock statunitense formato nel 1977 a Los Angeles, California e capitanato da Lee Ving.

Pur venendo spesso annoverati nella scena hardcore punk locale (nel 1981 compaiono difatti nel documentario cult di Penelope Spheeris, The Decline of Western Civilization[1]), i Fear meritano un discorso a parte. Se infatti è innegabile la matrice punk di base, il loro stile è meglio comprensibile se si immagina un ipotetico southern rock aggiornato all'epoca della No Wave: i Fear riprendono quell'atteggiamento chiassoso, rurale e "reazionario" innestandolo su ritmi veloci e sincopati, chitarre sferraglianti e atonali e divagazioni free, con opportuni interventi di sax a rimarcare il legame con il punk jazz nichilista di New York (peraltro motteggiato nella celebre New York's Alright If You Like Saxophones[2]).[3] Lo si potrebbe definire altrimenti come un crossover tra hardcore, noise, funk e un blues marcio e primitivo.[4]

A questa immagine "sporca" contribuiscono senz'altro gli sfacciati testi (razzisti, misogini, omofobici, fascistoidi, il tutto espresso in un laido linguaggio da marciapiede ma con un'ironia demenziale di fondo a stemperarne i toni più scurrili) e la fama di delinquenti attaccabrighe.[5]

Nonostante ciò, il leader Lee Ving ha confessato che non c'è mai stato un attimo della sua vita in cui abbia coltivato ideologie di destra[6], e che l'unico fine delle sue canzoni era quello di "provocare tutto e tutti".[7]

Una certa notorietà iniziò a circondarli quando, dopo l'uscita del documentario della Spheeris e grazie alla sponsorizzazione dell'amico John Belushi, nel 1981 fecero una clamorosa apparizione al Saturday Night Live, in cui l'esibizione del gruppo fu accompagnata dal mosh di una ventina di membri della scena hardcore statunitense (tra cui Ian MacKaye dei Minor Threat, John Brannon dei Negative Approach e John Joseph dei Cro-Mags) e dello stesso Belushi, che quasi devastarono lo studio, causando l'interruzione dello show e migliaia di dollari di danni.[8]

Nonostante abbiano iniziato a suonare alla fine degli anni '70, dovranno aspettare il 1982 per veder pubblicato il loro primo, devastante disco: The Record.[9]

Nel 1985 uscirà un secondo lavoro, More Beer, sorta di primo atto di un'improbabile trilogia dedicata alla loro bevanda preferita, proseguita poi nel 1995 Have another Beer e nel 2001 American Beer: tutti album che risentono dell'instabilità della formazione (per un breve periodo nella band militò anche un giovane Flea)[4] e non riusciranno mai a ripetere la forza innovativa e dissacrante del folgorante esordio.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album di studio[modifica | modifica wikitesto]

Apparizioni in compilation[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Various - The Decline Of Western Civilization, su Discogs. URL consultato il 15 settembre 2015.
  2. ^ Fear:New York's Alright If You Like Saxophones, lyrics.wikia.com. URL consultato il 15 settembre 2015.
  3. ^ Fear - biografia, recensioni, discografia, foto :: OndaRock
  4. ^ a b The History of Rock Music. Fear: biography, discography, reviews, links
  5. ^ The Record - Fear - Recensione di VincVega
  6. ^ Steven Blush, American Punk Hardcore, 2001, p. 18.
  7. ^ FEAR frontman Lee Ving on Offending Everyone and Ignoring Political Correctness | TheLip.tv, thelip.tv. URL consultato il 15 settembre 2015.
  8. ^ Fear - Beef Baloney - New Yorks Alright On Sat Night - Live (Official Version Hcww) - Youtube
  9. ^ Fear | Biography | AllMusic

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN159603136 · BNF: (FRcb13903448z (data)
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