Fabio Conforto

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Fabio Conforto

Fabio Conforto (Trieste, 13 agosto 1909Roma, 24 febbraio 1954) è stato un matematico italiano, tra i maggiori rappresentanti della scuola italiana di geometria algebrica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le scuole elementari e medie a Vienna e il liceo a Trieste,[1][2] sotto consiglio di Oscar Chisini si iscrive all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", laureandosi in matematica il 3 luglio del 1931. Fra i suoi docenti, Guido Castelnuovo, Federigo Enriques, Tullio Levi-Civita, Mauro Picone, Gaetano Scorza, Francesco Severi.

Trascorso un periodo di studio in Germania, ritorna a Roma, come assistente alla cattedra di geometria analitica e descrittiva retta da Gaetano Scorza, a cui subentrerà nel 1939, per la morte di questi, dopo aver conseguito la libera docenza nella stessa disciplina nel 1936. Terrà questa cattedra fino alla prematura morte.

Oltre alla cattedra di geometria, ebbe pure gli incarichi di insegnamento di storia della matematica, teoria dei numeri, topologia presso la Facoltà di Scienze de La Sapienza, nonché tenne diversi corsi superiori di geometria algebrica all'INDAM. Insegnò pure all'Istituto per le Applicazioni del Calcolo e all'Università dell'Aquila. Durante il secondo conflitto mondiale, fu docente di geometria e meccanica razionale all'Accademia Militare di Lecce.

Oltre ad aver trattato problematiche concernenti la geometria differenziale (in particolare, il calcolo differenziale assoluto) e la fisica matematica (in particolare, la teoria dell'elasticità), i suoi maggiori risultati riguardarono la geometria algebrica, in particolare la teoria delle varietà algebriche, la teoria delle funzioni abeliane e delle funzioni quasi abeliane,[3][4][5][6][7][8][9] grazie ai quali fu premiato dall'Accademia Nazionale dei Lincei nel 1954.

Si dedicò pure alla storia della matematica e della scienza.

Tra i suoi allievi, Mario Benedicty,[10] Giuseppe Panella, Mario Rosati, Maria Scafati.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Le superficie razionali, nelle lezioni del Prof. F. Enriques, Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1939 (con successive edizioni).
  • Funzioni abeliane e matrici di Riemann, V. Ferri, Roma, 1941 (con successive edizioni).
  • Geometria analitica (con E. Bompiani), Tipografia V. Ferri, Roma, 1942.
  • Lezioni di geometria descrittiva, Tipografia Vergine, Galatina (LE), 1944 (con successive edizioni).
  • Lezioni di meccanica razionale, G. Principato, Messina, 1946.
  • Lezioni di geometria descrittiva per il primo biennio universitario, Libreria Eredi Vergilio Veschi, Roma, 1946 (con successive edizioni).
  • Complementi ed esercizi di geometria descrittiva per il primo biennio universitario, Libreria Eredi Virgilio Veschi, Roma, 1946 (con successive edizioni).
  • Algebra, ad uso dei ginnasi superiori, G. Principato, Messina, 1946.
  • Algebra, ad uso degli istituti magistrali superiori, G. Principato, Messina, 1946.
  • Lezioni di geometria analitica per il primo biennio universitario, Libreria Eredi Virgilio Veschi, Roma, 1947 (con successive edizioni).
  • Geometria analitica, Edizioni Docet, Roma, 1950 (con successive edizioni).
  • Geometria descrittiva, Edizioni Docet, Roma, 1952 (con successive edizioni).
  • Geometria analitica. Complementi ed Esercizi, Edizioni Docet, Roma, 1953 (con successive edizioni).
  • Abelsche Funktionen und Algebraische Geometrie, Springer-Verlag, Berlin, 1956.
  • Aritmetica razionale per gli istituti magistrali (con G. Vaccaro), G. Principato, Messina, 1958.
  • Introduzione alla topologia (con M. Benedicty), Edizioni Cremonese, Roma, 1960.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Benedicty, "Necrologio di Fabio Conforto", Bollettino dell'Unione Matematica Italiana, Serie 3, 9 (1) (1954) pp. 227-228, [2].
  • F.S. Rossi, "Conforto, Fabio", Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 83, Anno 1988, [3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. M. Benedicty, "Necrologio", Boll. UMI, 9 (1) (1954) pp. 227-228.
  2. ^ Cfr. F.S. Rossi, "Conforto, Fabio", Dizionario Biografico degli Italiani, 28 (1983).
  3. ^ Cfr. A.N. Kolmogorov, A-A.P. Yushkevich (Eds.), Mathematics of the 19th Century. Geometry, Analytic Function Theory, Birkhäuser Verlag, Basel, 1996, Ch. 2, pp. 247-263.
  4. ^ Cfr. T. Hawkins, The Mathematics of Frobenius in Context. A Journey Through 18th to 20th Century Mathematics, Springer Sciences + Business Media, LLC., New York, 2013, Sect. 11.4.3.
  5. ^ Cfr. A.I. Markushevich, Introduction to the Classical Theory of Abelian Functions, AMS-American Mathematical Society, Providence (RI), 1992, Preface, pp. vii-viii, dove l'autore riconosce l'influenza esercitata dall'opera di Conforto nel redigere parte del suo testo, dichiarando altresì come pure C.L. Siegel trasse ispirazione da essa per alcuni capitoli del suo testo Analytic Functions of Several Complex Variables, Princeton University Press, Princeton, NJ, 1950.
  6. ^ Cfr. H.P.F. Swinnerton-Dyer, Analytic Theory of Abelian Varieties, London Mathematical Society Lecture Note Series, Volume No. 14, Cambridge University Press, Cambridge (UK), 1974, Introduction, p. vii.
  7. ^ Cfr. J-I. Igusa, Theta Function, Springer-Verlag, Berlin & Heidelberg, 1972, Foreword, p. v.
  8. ^ Cfr. I. Grattan-Guinness (Ed.), Landmark Writings in Western Mathematics, 1640-1940, Elsevier B.V., Amsterdam (NL), 2005, Chapter 62.
  9. ^ Cfr. M. Georgiadou, Constantin Carathéodory. Mathematics and Politics in Turbulent Times, Springer-Verlag, Berlin & Heidelberg, 2004, Ch. 5, Sect. 5.49.
  10. ^ Obituary [1]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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