Etra

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Teseo ed Etra, olio su tela di Laurent de La Hyre, circa 1635-1640, 141 × 118,5 cm, Budapest, Szépmüvészeti Múzeum.

Etra (in greco antico Αἴθρα) è un nome che fa riferimento a due figure della mitologia greca.

La prima era la figlia di Pitteo, re di Trezene, e la madre di Teseo, concepito con Egeo (o Poseidone secondo le versioni), che allevò da sola.

Dopo la salita al trono di Atene di Teseo, fu catturata dai Dioscuri nella guerra che essi mossero contro suo figlio per recuperare Elena. Ridotta al ruolo di servitrice della principessa, che seguì con Tisadia a Troia, fu liberata solo alla presa della città su richiesta dei nipoti Demofonte e Acamante.

Una seconda figura con questo nome era moglie di Falanto, spartano al quale l'oracolo di Delfi aveva predetto che nel suo viaggio di conquista sarebbe arrivato nella terra di Saturno, lì, una pioggia sarebbe caduta dal cielo sereno e solo allora avrebbe dovuto fondare una nuova città; si narra infatti, che quando arrivò alla foce del fiume Tara, lo spartano si accasciò sfinito, e la moglie Etra (in greco "cielo sereno"), si abbandonò ad un pianto ininterrotto. Quelle lacrime si trasformarono in pioggia, e Falanto fondò Taranto.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

(Per la prima accezione)

(per la seconda)

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