Estinzione. Uno sfacelo

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« Sento la morte che mi artiglia di continuo ora la gola ora le reni. Ma io non sono come gli altri: la morte mi pervade interamente. -- Montaigne »

(Esergo del libro di T. Bernhard, Estinzione[1])
Estinzione. Uno sfacelo
Titolo originaleAuslöschung
AutoreThomas Bernhard
1ª ed. originale1986
Genereromanzo
Sottogenerememorie
Lingua originale tedesco
AmbientazioneRoma, Wolfsegg, anni 1980
ProtagonistiFranz-Josef Murau
CoprotagonistiGambetti
Altri personaggiSpadolini, Caecilia e Amalia (sorelle di Murau)

Estinzione. Uno sfacelo è l'ultimo libro di Thomas Bernhard, pubblicato inizialmente in Germania nel 1986.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Estinzione assume la forma di testimonianza autobiografica dell'intellettuale Franz-Josef Murau, pecora nera di una potente famiglia di possidenti terrieri austriaci. Murau vive a Roma in un esilio volontario, ossessionato e rabbioso di essere austriaco, e decide di non ritornare mai più alla sontuosa casa paterna di Wolfsegg.[3] Murau è circondato da amici italiani che si dilettano d'arte e di letteratura, e inoltre dà ripetizioni di lingua tedesca ad un ricco studente romano, Gambetti, presso il suo appartamento di Piazza della Minerva.

Quando riceve un telegramma che annuncia la morte dei suoi genitori e di suo fratello Johannes in un incidente d'auto, Murau si ritrova padrone e signore dell'immensa proprietà di Wolfsegg e deve deciderne il fato.

Diviso in due parti, Estinzione esplora il flusso di memorie che Murau subisce all'arrivo del telegramma, pensando a Wolfsegg e alla sua gioventù trascorsa in quei luoghi. Davanti alla finestra del suo appartamento romano, Murau considera il suo futuro, il suo "ritorno", le preparazioni per il funerale, ed il destino di Wolsfegg che, a fine romanzo, verrà donato in toto alla comunità ebraica di Vienna.[4]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Thomas Bernhard. Una commedia una tragedia", monografia di Aut Aut, Il Saggiatore, 2012.
  2. ^ Luigi Forte, su Tuttolibri-La Stampa, scrive: "Estinzione, l'ultimo romanzo dell'austriaco Thomas Bernhard uscì nel 1986. Un suo amico racconta che probabilmente era già pronto all'inizio degli Anni Ottanta. Lo teneva di riserva, avrebbe detto, per gli anni magri, quando l'ispirazione avesse fatto cilecca. Ma poi continuò a scrivere, con quella sua opera testamentaria nel cassetto. Lì c'era tutta la sua rabbia, avvitata su se stessa, ossessiva e testarda. C'era la somma delle sue idiosincrasie, la complessa architettura delle sue passioni, la polifonia dei suoi astratti furori. La teneva lì come un argine contro la propria fine che sentiva imminente. E quando arrivò, nel 1989, lui l'aveva in qualche modo già anticipata e resa innocua. L'aveva rubricata con un motto di Montaigne premesso al romanzo. "Sento la morte che mi artiglia di continuo ora la gola ora le reni. Ma io non sono come gli altri: la morte mi pervade interamente". Una citazione da prendere alla lettera, perché la vita e l'opera di Bernhard stanno sotto il segno dell'emergenza finale. Ne sono un commento ciarliero, una retorica dilazione, una glossa spietata e sottilmente umoristica."
  3. ^ Scheda informativa di Wolfsegg.
  4. ^ Thomas Bernhard. Una commedia una tragedia, Cap. "Estinzione" con contributo critico di Damiano Cantone, Materiali I, Volume 325 di Aut aut, 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]