Enzo Collotti

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Enzo Collotti (Messina, 15 agosto 1929) è uno storico italiano.

Esponente della storiografia marxista, ha insegnato, fino a qualche anno fa, storia contemporanea all'Università di Firenze ed è uno dei più importanti storici italiani ed europei della Resistenza italiana e del nazismo. Si sposò con la collega Enrica Pischel, scomparsa nel 2003.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Profondo conoscitore delle fonti archivistiche e storiografiche in lingua tedesca, Collotti ha prodotto studi di grande rilievo soprattutto sulla struttura dell'occupazione tedesca in Italia (con il pionieristico: L'amministrazione tedesca dell'Italia occupata, edito nel 1963), sull'organizzazione dell'Europa sotto il dominio nazista (con importanti contributi sul cosiddetto Generalplan Ost, sul sistema concentrazionario, sul collaborazionismo, nella raccolta di saggi: L'Europa nazista del 2002[1]), sull'Olocausto.

Nel gennaio 1979, nelle ore immediatamente successive all'omicidio del giudice Alessandrini, la casa di Collotti fu perquisita e messa a soqquadro dalla Digos. Il fatto suscitò proteste, e un gruppo di intellettuali, attivi insieme a Collotti nella difesa dei diritti civili in Italia e nella Repubblica Federale Tedesca, si attivò a suo sostegno, pubblicando una lettera aperta su alcuni quotidiani nazionali.[2][3]

Con Renato Sandri e Frediano Sessi ha curato nel 2001 il Dizionario della Resistenza, opera collettanea che sistematizza e raccoglie i contributi aggiornati dei più importanti storici italiani sull'argomento. È entrato spesso in polemica con la scuola storiografica di Renzo De Felice, presentando una analisi storiografica profondamente diversa della Repubblica Sociale Italiana, concordando in parte con la definizione dello storico tedesco Lutz Klinkhammer di "alleato occupato" ed evidenziando la radicalizzazione, la "nazificazione" e la militarizzazione del fascismo di Salò[4], e del ruolo dell'Italia nella politica antiebraica e nello sterminio degli ebrei[5].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La Socialdemocrazia tedesca. Dalla sconfitta alla rinascita economica, dal problema dell'unificazione a quello del riarmo, la realtà della Germania d'oggi nelle prospettive della socialdemocrazia, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1959.
  • L'amministrazione tedesca dell'Italia occupata 1943 1945, Collana Studio e Documenti, Milano, Lerici Editori, 1963.
  • Storia delle due Germanie 1945-1968, Collana Biblioteca di cultura storica n.102, Torino, Einaudi, 1968.
  • (a cura di), Il nazismo, Bologna, Zanichelli, 1968.
  • La seconda guerra mondiale, Collana documenti della storia n.2, Torino, Loescher, 1972.
  • La Germania nazista. Dalla Repubblica di Weimar al crollo del Reich hitleriano, Collana Piccola Biblioteca n.22, Torino, Einaudi, 1973.
  • Esempio Germania. Socialdemocrazia tedesca e coalizione social-liberale 1969-1976, Collana I nuovi testi n.136, Milano, Feltrinelli, settembre 1977.
  • Dalle due Germanie alla Germania unita, Collana Piccola Biblioteca n.561, Torino, Einaudi, 1992.
  • La soluzione finale. Lo sterminio degli ebrei, Collana I tascabili economici.Il Sapere n.64, Roma, Newton Compton, 1995, ISBN 88-7983-882-2.
  • Enzo Collotti e Lutz Klinkhammer, Il fascismo e l'Italia in guerra, Ediesse, 1996, ISBN 978-88-23-00217-3.
  • Fascismo, fascismi, Firenze, Sansoni Editore, 1997.
  • (a cura di), Fascismo e antifascismo. Rimozioni, revisioni, negazioni, Collana Storia e Società, Roma, Laterza, 2000.
  • Il fascismo e gli ebrei. Le leggi razziali in Italia, Roma, Laterza, 2006.
  • Impegno civile e passione critica, a cura di Mariuccia Salvati, Collana La Storia.I temi, Viella, 2009, ISBN 978-88-83-34430-5.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enzo Collotti, L'Europa nazista, pp. 58-74, pp. 303-363, pp. 363-441.
  2. ^ La Stampa, 2 febbraio 1979, numero 26, p. 9.
  3. ^ l'Unità, 6 febbraio 1979, p. 2.
  4. ^ E.Collotti, L'Europa nazista, pp. 407-441.
  5. ^ AA.VV., La storia negata, pp. 239-260.

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