Enzo Baglioni

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Enzo Baglioni. Rero, casa Baglioni

Enzo Baglioni (Ferrara, 25 luglio 1884San Nicolò, 12 maggio 1945) è stato un incisore, pittore e ingegnere italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in ingegneria civile ed architettura a Bologna.[1] Fin da bambino dimostrò interesse per il disegno. I primi tentativi furono piccoli tocchi in penna e bozzetti a colore. Tra il 1905 e il 1906 si cimenta nel disegno particolari architettonici di antichi palazzi, dilettandosi con ritratti e qualche schizzo a matita. La situazione di benessere sociale della sua famiglia lo porta a coltivare varie passioni, tra le quali il violino, per cui più avanti comporrà alcuni pezzi, giudicati dai critici musicali "di moderna e attraente fattura".[2] Nel 1910 sperimenta nelle campagne di Cona un modello di biplano di sua invenzione, denominato "Baglioni", per poi essere collaudato a Bologna. Mentre dal punto di vista artistico rimane ancorato alle varie tecniche: pastello, china, acquarello, tempera e olio, l'attività professionale porta opportunità interessanti: dopo la laurea conseguita nel 1911, incominciano primi progetti di villini e cappelle funerarie che si caratterizzano da uno stile innato che solo successivamente fletterà verso un déco più rigoroso; nel 1912 lavora alla nuova sede della Camera dei Deputati a Roma. La fine della guerra in Libia segna l'occasione per il suo primo impiego come ingegnere ferroviario delle linee di comunicazione sulle impervie tra Massima ed Asmara, in Eritrea, passando 13 mesi in Africa. Successivamente si trasferisce a Parigi, dove suscita interesse per il fatto d'aver vissuto il continente nero e l'arte "primitiva" in prima persona. Al suo ritorno a Ferrara riprende l'attività artistica con una scelta tecnica che è preludio alla sua futura predilezione per l'impressione a stampa: il monotipo. Da qui incomincia a maturare la conversione al disegno profondo, d'acido e d'inchiostro. Nel 1915 è addetto alla Direzione del Genio Militare di Firenze. Presso l'Accademia di Belli Arti di Firenze frequenta un corso specialistico per approfondire e perfezionare la tecnica della puntasecca.[3] L'obbiettivo più grande è partecipare come concorrente alla Mostra di Belle Arti di Firenze del 1917.[4] Intorno al 1918 produce una serie di dieci acqueforti su Venezia; con il passare degli anni, nel fascicolo si aggiungono altre opere, dedicate a Venezia. Soggiornando a lungo in varie città in concomitanza con lavori progettuali nel campo dell'edilizia ed essendo socio della Deputazione Provinciale di Storia Patria, crea produzioni analoghe divise per città: Firenze, Roma, Bologna, Padova, Siena, Pompei, Assisi, Milano e non per ultima Ferrara, contenti decine di opere di vari dimensioni.

Alla mostra d'Arte Ferrarese del 1928 su un centinaio di artisti soltanto dieci hanno una sala per un'esposizione individuale, di cui il Baglioni[5]. Successivamente è responsabile dei progetti architettonici e dell'allestimento interno nelle fiere di Milano, Bari e Bologna. Negli anni che seguono tratterà sempre meno il tema urbano, recandosi spesso nel comacchiese, nella zona della grande bonifica. Partecipe entusiasta alle iniziative di scavo, sarà tra i promotori di un museo archeologico a Ferrara, presso il Palazzo Ludovico il Moro, inaugurato poi nel 1935. Amareggiato dalle disposizione fasciste ed essendo amico di molti ebrei ferraresi affronta con malessere la notizia dell'emanazione delle prime leggi razziali. Con l'inizio della guerra trascorre sempre più tempo nella vecchia villa di famiglia in Rero, dove trasferisce il suo laboratorio di incisione sino a rimanervi definitivamente, dopo aver abbandonato la casa in via Santo Stefano in città. In questo periodo, il susseguirsi di vicende belliche con la morte di amici lo turbano profondamente a tal punto da deviare il suo stile. Nelle sue opere infatti appaiono ballerine d'avanspettacolo, attori e tecnici in un set cinematografico, simbolo di un inganno e di una finzione scenica beffarda nei giorni dell'odio e della morte.

Nel 1945, vienne prelevato dalla sua abitazione dai partigiani, per poi essere riconosciuto da suo figlio fra i fucilati.[6]

Profilo artistico[modifica | modifica wikitesto]

Interessato nelle forme dell'art déco, trova nella tecnica dell'acquaforte il suo obiettivo artistico, rappresentando la sua Ferrara, ma anche altre città italiane, in vedute capaci di interpretarne scorci e atmosfere. Ottenne apprezzamenti[7] da concittadini illustri contemporanei come Giuseppe Agnelli[8]: "...questi immagini il Poeta del Bulino accarezza e rinnova con superiore magistero, in una forma affatto personale. Onde ciascuna tavola reca l'impronta di un momento dell'anima sua, se pure l'artista, schivo, e vorrei dir sdegnoso, dei facili effetti..."[9], Gualtiero Medri[10]: "...bisogna, però, giungere sino ai nostri giorni per trovare un artista a cui convenga, per incontestabili meriti l'appositivo di maestro nell'arte d'incidere...Escono dalle sue mani, cui assiste perizia di disegno, conoscenza profonda della tecnica, opere sita instancabile e squisito senso d'arte..."[11], Filippo de Pisis : "...attraverso ai lavori che di lui vidi, mi si mostrò un acquafortista di molta perizia tecnica e qua e là anche vigoroso e sintetico... La impeccabile esattezza del disegno e della prospettiva traspare dai bei toni si da farci pensare alle forti vedute del Piranesi ...Anche per ciò si potrebbe classificare un buon artefice rispettoso alle regole fissate. "[12] e Mimì Q. Buzzacchi [13]. La sua maestria e sapienza tecnica, mescolata ad uno stile eclettico, presenta una ripresa dell'espressione artistica dei grandi del passato[14], come descritto anche dal critico d'arte L. Scardino: "fortemente chiaroscurato di Enzo Baglioni, incisore ferrarese che par quasi una reincarnazione di Piranesi".[15]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Parte di alcune centinaia [16] delle sue opere sono esposte presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia e Museo d'Arte Moderna di Bologna. Le lastre d'incisione in zinco e rame di numerosi soggetti sono state donate dalla famiglia alla Fondazione Cini[17] di Venezia nel maggio 1976.[18][19]

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

  • 1905, Mostra Umoristica Nazionale organizzata dal Comitato Universitario, Palazzo dei Diamanti, Ferrara.
  • 1914, Esposizione Internazionale d'Arte della città di Venezia, Palazzo Correr, Venezia.
  • 1917, Mostra di Belle Arti - Esposizione del Soldato, Palazzo Davanzati, Firenze.
  • 1917, Mostra del Bianco e Nero, Palazzo Bentivoglio, Bologna.
  • 1918, 1920, 1922, 1924, Mostra organizzata dalla Società "F. Francia" [20]per le Belle Arti, Bologna.
  • 1919, Pellicceria Obici, Corso Giovecca, Ferrara.
  • 1919, Mostra di Beneficenza, Palazzo dei Diamanti, Ferrara.
  • 1920, 1926, Esposizione d'Arte Ferrarese organizzata dalla Società "Benvenuto Tisi"[21], Palazzo dei Diamanti, Ferrara.
  • 1920, Palazzo Arcivescovile, Ferrara.
    • Palazzo Mirogli, Ferrara.
    • II Mostra Fotografica, Ferrara.
  • 1925, Castello Estense, Ferrara.
  • 1926, Mostra d'Arte promossa dall'Associazione Combattenti, Bologna.
  • 1927, I Esposizione Nazionale dell'Arte del Paesaggio, Convento di San Domenico, Bologna.
    • Mostra Internazionale dell'Incisione, Firenze.
    • Mostra degli Amatori e Cultori d'Arte, Roma.
    • Mostra d'arte della città di Fiume, Fiume, Croazia.
  • 1928, Mostra d'Arte Ferrarese, Palazzo Sant'Anna, Ferrara.
  • 1929, Esposizione della Montagna, Milano.
  • 1931, Esposizione Internazionale d'Arte Sacra, Padova.
  • 1932, Mostra d'Arte Benefica, Castello Estense, Ferrara.
  • 1933, 1934, Mostra di Artisti Ferraresi, Atrio del Teatro Comunale, Ferrara.
  • 1934, III Mostra Nazionale dell'Agricoltura, Firenze.
    • Mostra Nazionale del Paesaggio promossa dall'Associazione Nazionale per i paesaggi e i monumenti pittoreschi, Bologna.
  • 1936, IV Mostra Sindacale d'Arte con la collaborazione della Società "Benvenuto Tisi", Borsa di Commercio, Ferrara.
  • 1937, Mostra "Moretti", Palazzo Mirogli, Ferrara.
  • 1939, Mostra Sindacale d'Arte, Castello Estense, Ferrara.
  • 2005 Mostra Enzo Baglioni. Impronte, Palazzo Massari, Ferrara.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

immagine del nastrino non ancora presente Medaglia d'argento
«Miglior acquefortista»
— 1917
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia d'argento
«per il complesso di opere»
— 1922
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia d'argento
— 1924
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia d'argento
— 1926
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia d'oro
«Migliore incisione»
— 1927
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia d'oro
«per acquaforte " Ponte del Diavolo"»
— 1929

[22] [23]

Galleria immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ C. Toschi, Enzo Baglioni. Impronte, Ferrara : Gallerie d'arte moderna e contemporanea, 2005.
  2. ^ Concerto vocale istrumentale, in Corriere Padano, 14 gennaio 1927.
  3. ^ Arrigo Pozzi, Castelli e Cattedrali in acqueforti Enzo Baglioni, in Il ritorno di Mecenate, Gregoriana editrice in Padova, 1937, pp. 372-375.
  4. ^ Concittadino premiato, in Gazzetta Ferrarese, 1917.
  5. ^ N. Bennati, Un acquafortista: Enzo Baglioni, in Il Giornale del'Arte, 4 novembre 1928.
  6. ^ Caduti Ferrara, su italia-rsi.it. URL consultato il 2 gennaio 2020.
  7. ^ LXIV&LXIV (JPG), su artivisive.sns.it. URL consultato il 2 gennaio 2020.
  8. ^ Giuseppe Agnelli, su aib.it.
  9. ^ Giuseppe Agnelli (1856-1940), Presentazione acqueforti di Enzo Baglioni, Ferrara e Pomposa.
  10. ^ Fondo Gualtiero Medri, su museoinvita.it.
  11. ^ Gualtiero Medri, Un maestro dell'acquaforte Enzo Baglioni, in Corriere padano, 18 giugno 1927.
  12. ^ F. De Pisis, Un Artista concittadino - Enzo Baglioni, in Corriere Padano, 8 aprile 1927.
  13. ^ Mimì Q. Buzzacchi, Autori, Libri, Editori, in Corriere Padano, 2 novembre 1929.
  14. ^ L. Scardino, Incisori ferraresi del Novecento.
  15. ^ Ferrara - Voci di una Città - Mimì Quilici Buzzacchi, su rivista.fondazionecarife.it. URL consultato il 19 dicembre 2019.
  16. ^ Il ritorno di mecenate.
  17. ^ Donazione zinchi alla Fondazione G.Cini, su cini.it.
  18. ^ Donazione di disegni alla Fondazione Cini, in Il Gazzettino, 13 maggio 1976.
  19. ^ Opera della collezione presente in Museo d'Arte Moderna di Bologna, su mambo-bologna.org.
  20. ^ Società Francesco Francia, su storiaememoriadibologna.it.
  21. ^ Società Benvenuto Tisi da Garofalo, su archivesportaleurope.net.
  22. ^ Estratto di massima parte dalla rivista, in Il Diamante, Ferrara, 30 agosto 1928.
  23. ^ Baglioni Enzo, in La cattedrale di Ferrara, Verona, Officine grafiche Mondadori, 1937, pp. 89.
  24. ^ Opera della collezione Museo di Arte Moderna Bologna, su mambo-bologna.org.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1905, Un banchetto all'on. Niccolini, in «Gazzetta Ferrarese», 23 febbraio 1905.
    • Corriere Artistico — Concludendo... (a proposito delle mostre artistiche), in «Gazzetta Ferrarese», 14 giugno 1905.
  • 1917, Un artista concittadino, in «Gazzetta Ferrarese» [?], 1917.
    • Un concittadino Che si fa onore, in «Gazzetta Ferrarese» [?], 1917.
    • Concittadino premiato, in «Gazzetta Ferrarese» [?], 1917.
  • 1918, S.S., Bianco e Nero, 1918.
  • 1919, Filippo de Pisis, Un artista concittadino — Enzo Baglioni, in «La Provincia», 1 maggio 1919.
    • S. Sani, Note d'Arte — Pittori ferraresi, 1919.
  • 1922, G. Gatti Casazza, Ferrara's Dominant Architectural Feature, in «The Spur», vol. XXIX, n. 1, gennaio 1922.
    • Enzo Baglioni alla Mostra "Bianco e Nero" a Bologna, (con riferimento a «Il Resto del Carlino»), 1922.
    • G. Agnelli, Ferrara in America, in «Gazzetta Ferrarese», 24 gennaio 1922.
  • 1925, Catalogo della Mostra d'arte Ferrarese-Emiliana, Ferrara 1925.
  • 1926, G. Agnelli, Ferrara:dieci acqueforti originali di Enzo Baglioni, Ferrara 1926.
    • Doni di acqueforti al Principe, in «Gazzetta Ferrarese», 26 maggio 1926.
    • Un artistico dono in "Corriere Padano", 27 maggio 1926.
    • G. Galassi, Così "ridon le carte" di un grande artista ferrarese — Enzo Baglioni pittore e acquafortista, in "Corriere Padano», 18 giugno 1926.
    • Il successo di un artista concittadino alla Mostra d'Arte di Bologna, in «Corriere Padano», 29 giugno 1926.
    • C. Ratta, Acquafortisti italiani, 9 voll., Bologna, Scuola d'Arte Tipografica Comunale di Bologna, 1926, IV, ad vocem.
    • Mostra d'Arte, in «Rassegna dei Combattenti », giugno 1926.
    • G. Avanzi, Bianco e Nero, in «Gazzetta Ferrarese», 28 ottobre 1926.
    • L. Servolini, Cronache ferraresi — di alcune acqueforti di Enzo Baglioni, in «Emporium», dicembre 1926.
    • G. Avanzi, Pareri di un cronista. Note critiche sula Mostra Regionale d'Arte, Ferrara 1926, pp. 52 - 53.
  • 1927, Concerto vocale istrumentale, in «Corriere Padano», 14 gennaio 1927.
    • Figurine di scorcio, in «Corriere Padano», 8 aprile 1927.
    • Can da la Scala, In giro per la Mostra del Paesaggio, in «II Resto del Carlino», 15 giugno 1927.
    • G. Medri, Un maestro dell'acquaforte, Enzo Baglioni, in «Corriere Padano», 18 giugno 1927.
    • Un'acquaforte dell'ing. Baglioni offerto al Duce, in «Corriere Padano», 19 giugno 1927.
    • Una nuova chiesa a Roncodiga, in «Corriere Padano», 23 ottobre 1927.
  • 1928, R., Enzo Baglioni, in «II Diamante», A. I, nn. 7-9, 30 agosto / 15 - 3O settembre 1928, p. 15.
    • G. Avanzi (a cura di), catalogo della Mostra d'Arte Ferrarese — settimana ferrarese (ottobre-novembre 1928), Ferrara 1928, pp. 11, 18, 48.
    • N. Bennati, Un acquafortista: Enzo Baglioni, «Il Giornale dell'Arte», 4 novembre 1928.
  • 1929, Enzo Baglioni, in «La revue moderme illustrée des arts et de la vie», A. 29, n. 17, 15 settembre 1929, pp. 4 - 5.
    • L'omaggio di un artista ferrarese ai trasvolatori atlantici, in «Corriere Padano», 2 novembre 1929.
    • Mimì Quilici Buzzacchi, Autori, libri, editori, in "Corriere Padano" 1929.
  • 1930, M. Calura, Enzo Baglioni un acquafortista ferrarese in «Corriere Padano», 6 febbraio 1930.
  • 1931, G. Carducci, Alla città di Ferrara nel XXV aprile del MDCCCXCV, in Rime e ritmi, II, Milano 1931 versi 33, 37.
    • C. Ratta, Gli adornatori del libro in Italia, 1923 - 28, 9 voll., Milano 1931, IV, VIII, ad vocem.
  • 1932, La mostra artistica di beneficenza, in «Corriere Padano», 7 febbraio 1932.
    • C. Padovani, Rassegna della mostra d'Arte in Castello, in «Corriere Padano», 4 marzo 1932.
  • 1933, A. Canella, Attualità del mese, in «Rivista di Ferrara», gennaio 1933,
    • G. Mieville, La mostra degli artisti ferraresi nell'atrio del Teatro Comunale, in «Corriere Padano», 28 dicembre 1933.
  • 1934, E. Sodi, La mostra degli artisti ferraresi nell'atrio del Teatro Comunale, in «Corriere del Lunedì», 1 gennaio 1934.
    • C. Padovani, Il volto della patria nell'esposizione del paesaggio a Bologna, in «Corriere Padano», 8 maggio 1934.
    • Il successo del padiglione ferrarese alla Mostra dell'Agricoltura di Firenze, in «Corriere del Lunedì», 21 maggio 1934.
  • 1936, C. Padovani, La Mostra delle Belle Arti Che si inaugura oggi alla Borsa, in «Corriere Padano», 9 maggio 1936.
    • M. Calura, Rassegna dell'Esposizione degli artisti ferraresi, in «Corriere Padano», 16 maggio 1936.
    • Minimus, La mostra degli artisti ferraresi nel Salone della Borsa, in «Il Periodico», 24 maggio 1936.
    • La Mostra delle Belle Arti Che si inaugura oggi alla Borsa, «Corriere Padano», 6 dicembre 1936.
  • 1937, Artisti ferraresi alla Mostra d'Arte in Castello, in «Corriere Padano», 4 maggio 1937.
    • Il saluto dei magistrati e degli avvocati al Presidente del Tribunale, in «Corriere Padano», 31 luglio 1937.
    • Mostra d'Arte al Gruppo Rionale "Moretti", in «Corriere Padano», 18 dicembre 1937.
    • La inaugurazione della Mostra d'Arte del "Moretti", in «Corriere Padano», 21 dicembre 1937.
  • 1938, G. Mieville, La Mostra d'arte del "Moretti" - Rassegna delle Opere, Alla Mostra dell'Arte di Moretti in " Corriere del Lunedì", 8 gennaio 1938.
    • Alla Mostra dell'arte del Moretti, in "corriere dell Lunedì" , 10 gennaio 1938
  • 1939, Catalogo della Mostra sindacale dell'arte, Ferrara, Castello Estense, 1 - 28 ottobre 1939, p. 15.
  • 1945, Buchen—Wald docet — Chi sono i 17 trucidati di Ferrara, in «Il "Cavour"», 4 novembre 1945.
    • A.M. Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori e incisori italiani moderni (1800 - 1900), 2 voll., Milano 1945, ad vocem, I, p. 32.
  • 1946, Rievocazioni — Enzo Baglioni, in «Giornale di Agricoltura», 9 giugno 1946.
  • 1953, E. Temussi, Umiltà e umanità di Mentessi — Il pittore che non riusciva a fare il prezzo delle Sue opere, in «Gazzetta Padana», 25 ottobre 1953.
  • 1955, L. Servolini, Dizionario italiano degli incisori italiani moderni e contemporanei, Milano 1955, ad vocem.
  • 1966, O.A., La Ferrara di E. Baglioni, cartella per il XV Convegno Nazionale degli Ordini degli Ingegneri, 1966.
    • O.A., La Ferrara di E. Baglioni, in «La Pianura», A. 81, settembre 1966.
  • 1976, Donazione di disegni alla Fondazione Cini, «II Gazzettino», 13 maggio 1976.
    • A. Cavicchi, Baglioni (1884 - 1945), in «II Resto del Carlino», 2 dicembre 1976.
  • 1977, A. Storelli, schede A52, A53, AG79, in II Liberty a Bologna e nell'Emilia Romagna, Bologna 1977, pp. 43, 114.
  • 1978, G. Longhi, Quadri in cornice. Ferruccio Luppis, in «La Pianura», n. 3, 1978, p. 100.
  • 1979, L. Scardino, Alla scoperta degli artisti ferraresi — II decoratore Giovanni Guaraldi, in «La Voce di Ferrara», 14 aprile 1979.
    • L. Scardino, Alla riscoperta degli artisti ferraresi — Enzo Baglioni (1884-1945), in «La Pianura», n. 2, 1979, pp. 66 — 67.
  • 1982, A.M. Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori, scultori, disegnatori e incisori italiani moderni e contemporanei, 6 voll., Milano 1982, ad vocem, I, p. 36.
  • 1984, A.C. Venturini, Le stampe, scheda 1, in A.M. Fioravanti Baraldi, B. Giovannuci Vigi, A.C. Venturini (a cura di) Le collezioni d'arte della Cassa di Risparmio di Ferrara, Ferrara 1984, pp. 171, 223.
  • 1986, L. Scardino, Corrado Padovani pittore e critico d'arte, Ferrara 1986, p. 28.
  • 1997, Associazione Arma Aeronautica sez. M.O.V.M. I. Balbo Ferrara (a cura di), Ali italiane nel mondo, Ferrara 1997, pp. 51 — 52.
    • S.L., Eroi e macchine volanti, in «Il Resto del Carlino», 10 settembre 1997.
    • L. Scardino (a cura di), Filippo de Pisis pubblicista: Le collaborazioni ai giornali ferraresi (1915 — 1927), Ferrara 1997 PP. 87 - 88.
  • 2001, L. Scardino (a cura di), Incisori ferraresi del Novecento, La Cattedrale di Ferrara 2001, pp. 12, 17 - 19.
    • P. Bellini, Alcune note per una mostra sull'incisione a Ferrara nel XX secolo, in L. Scardino (a cura di), Incisori ferraresi del Novecento, Ferrara 2001, p. 4.

Interventi di Enzo Baglioni sulla stampa

  • 1929, Adesioni, in "Il domani d'Italia", 1 maggio 1929.
  • 1932, Per i restauri di Ludovico il Moro, in "Corriere Padano", 16 luglio 1932.

Illustrazioni di Enzo Baglioni in libri, riviste e giornali

  • 1921, «Il Maglio — Rassegna di tutte le arti», A. l, nn. 5 - 6, ottobre-novembre 1921.
  • 1929, «La rivista illustrata del popolo d'Italia», A.VII, n. 4, aprile 1929, p. 51.
    • "Ospitalità italiana — Rivista turistica e Alberghiera»,nn. I-III, 1929, pp. 15,19,63.

Per l'educazione del consumatore, Municipio di Ferrara, s.d. [1929?], in copertina.

  • 1933, "Il Corriere della Sera" 14 agosto 1933.
  • 1937, La Cattedrale di Ferrara - 1135/1935, Verona 1937, pp. 88, 208.
  • 1940, F. Balbo, Canti lirici, Ferrara 1940, p. 139. «Momento ferrarese», n. unico, dicembre 1976 — gennaio 1977, p. 1.
  • 1951, «Mondo agricolo», 26 agosto 1951.
  • 1976, G.A. Facchini, Il blezz ad Frara, Cento (FE) 1976, p. di copertina, pp. 49, 55, 67, 83, 215.

Qualche omissione di dati corrisponde all'assenza di indicazioni nei ritagli di giornale raccolti dal figlio, Gianluigi Baglioni.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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