Effetto Droste

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La scatola di cioccolata Droste

L'effetto Droste è un termine olandese per un particolare tipo di grafica ricorsiva.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Un'immagine in cui è presente l'effetto Droste possiede una piccola immagine di se stessa, localizzata dove dovrebbe trovarsi se si trattasse di un'immagine reale. Questa piccola immagine inoltre contiene a sua volta una versione ancora più ridotta di se stessa, e così via. Tecnicamente non c'è limite al numero di iterazioni, ma in pratica si continua fino a quando la risoluzione permette di distinguere un cambiamento.

La dicitura "effetto Droste" fu coniata alla fine degli anni settanta del Novecento dal poeta e giornalista Nico Scheepmaker[1], il quale prese spunto dalla marca olandese di cacao Droste, sulla cui scatola era presente l'immagine di un'infermiera che teneva in mano un vassoio con una tazza e una scatola della stessa marca.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Effetto Droste ricavato da elaborazione digitale di ritratto fotografico
  • Un esempio di effetto Droste può essere creato facilmente posizionando l'uno davanti all'altro due specchi; questo si verificava spontaneamente negli scompartimenti delle vecchie carrozze ferroviarie, datate di specchi contrapposti. Un altro metodo più tecnologico consiste nel riprendere uno schermo televisivo che mostra ciò che viene ripreso.
  • Nel verso del Polittico Stefaneschi di Giotto (circa 1320) è visibile il polittico stesso offerto a san Pietro dal committente Jacopo Caetani degli Stefaneschi.
  • Un altro marchio commerciale è quello dei formaggini francesi La vache qui rit, con una mucca adornata da orecchini che riproducono ricorsivamente la scatola dei formaggini stessi; la grafica fu creata dall'illustratore Benjamin Rabier (1926). Un vecchio marchio anch'esso francese e anch'esso di formaggio era Le berruyer.
  • Una pubblicità italiana era quella dei Lubrificanti Fiat - creata da Marcello Nizzoli nel 1928 - nella quale un omino aveva lattine d'olio al posto di mani e piedi, le quali mostravano ricorsivamente l'insieme dell'immagine.
  • Il disegno ricorsivo è stato utilizzato dall'artista Maurits Cornelis Escher; come in Galleria di stampe (1956), dove partendo dallo sguardo di un visitatore ritratto a osservare il paesaggio di un quadro appeso nella galleria, lo sguardo prosegue passando impercettibilmente dal dipinto al paesaggio reale ritrovandosi, dopo un percorso circolare, a osservare la nuca del visitatore attraverso la vetrata della galleria stessa, in una successione potenzialmente infinita.
  • Il 28 dicembre 1958 la popolare rivista La Domenica del Corriere pubblicò in copertina un disegno dell'illustratore Walter Molino, che rappresenta una famiglia intenta a sfogliare un volume la cui copertina raffigura ricorsivamente la scena stessa.
  • Lo stemma di Agilulfo, il cavaliere inesistente protagonista dell'omonimo romanzo di Italo Calvino (1959), presenta due tendaggi aperti su di uno stemma recante a sua volta due tendaggi aperti su un altro stemma più piccolo, così fino a un dettaglio infinitesimale.
  • L'autoritratto del pittore e illustratore statunitense Norman Rockwell (1960).
  • La copertina dell'album Ummagumma (1969) dei Pink Floyd, in cui la fotografia del gruppo si ripete, con alcune modifiche, nella cornice di un quadro che fa parte della fotografia stessa.
  • Il video di Bohemian Rhapsody dei Queen (1975).
  • La copertina di una versione del gioco per PC tratto dal quiz televisivo L'eredità (2003), in cui compare Amadeus che tiene in mano e indica la custodia del gioco, con la stessa copertina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (NL) Droste, altijd welkom, absofacts2.com. URL consultato il 13 gennaio 2017.

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