Economia di comunione

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L'economia di comunione (EdC) è un modello di business contemporaneo, teso ad intendere l'economia come unione delle necessità della generazione di un utile (o di un'utilità), con l'aspirazione di mettere al centro la persona umana.

Secondo l'economia di comunione l'utile va prodotto e gestito seguendo una linea di condotta ispirata alla "cultura del dare", intesa soprattutto all'apertura e all'attenzione del prossimo che si incontra, opposta a quella generalmente usata nell'economia capitalista, ovvero dell'"avere", incentrata soprattutto al "sé".

L'economia di comunione è in grado di aiutare chi ha bisogno dividendo in modo eguale i profitti dell'azienda e trattando in modo appropriato i loro dipendenti, clienti e il pubblico in generale. Anche se l'iniziativa è iniziata come un movimento religioso si è evoluto in un movimento umanitario indipendentemente dalla fede.

La storia[modifica | modifica wikitesto]

L'EdC nasce in Brasile nel 1991, per un'intuizione della fondatrice del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich, che restò colpita dai contrasti economici del paese americano. L'idea di Chiara Lubich era un sistema economico fondato sulla Cultura del Dare, attraverso l'opera di Uomini Nuovi, debitamente formati.

Il pensiero di Chiara Lubich è stato raccolto in un documento del 5 aprile 2001 dal titolo Quattro aspetti dell'Economia di Comunione da sottolineare.[1]

Nel 2003 si registravano 800 aziende in tutto il mondo; a fine 2012 le aziende sono 861, con un incremento inferiore allo 0,8% annuo. Nel calcolo sono tuttavia incluse oltre 130 aziende definite "simpatizzati", ossia non propriamente parte del progetto.

Nel 2006 viene inaugurato nella frazione Burchio del comune di Figline e Incisa Valdarno il polo industriale Lionello Bonfanti, primo polo di EdC in Italia.

Metodo[modifica | modifica wikitesto]

L'EdC è caratterizzata dalla gestione degli utili che sono oggetto di una tripartizione. Una parte è rivolta allo sviluppo dell'azienda, sia dei mezzi di produzione che delle risorse umane; una parte è indirizzata alla promozione umana di bisognosi, al fine del loro empowerment; una parte finanzia la crescita del progetto di EdC, soprattutto attraverso la formazione di nuove risorse.

Le tre parti non sono necessariamente identiche.

Un simile "sistema economico" presuppone anche l'individuazione e l'applicazione di specifiche modalità di valutazione dei risultati non direttamente economici dell'attività svolta nell'ambito dell'economia di comunione, da porre a lato della normale contabilità in moneta di conto, sollecitate dalla stessa fondatrice e per le quali sono in corso approfondimenti scientifici e pratici, come per il "Metodo della scomposizione dei parametri".[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Edc Online: il sito ufficiale dell'EdC, gestito dal Movimento dei focolari. Contiene numerosi documenti, articoli, approfondimenti e molte altre informazioni utili;
  • Edc SpA[collegamento interrotto]: il sito ufficiale dell'EdC SpA, la società per azioni creata per supportare lo sviluppo dell'EdC. Vi si trovano anche informazioni sui poli industriali, compreso il Polo Lionello Bonfanti, inaugurato in Toscana nell'Ottobre 2006;
  • Ecodicom: il sito ufficiale delle tesi di laurea sull'EdC, gestito dal Movimento dei focolari. Le tesi arrivano da tutte le parti del mondo.
  • Edc-Consulting: un sito di supporto a tutti coloro che hanno interesse a conoscere, approfondire e far crescere l'economia di comunione.