Duomo di Monfalcone

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Duomo Arcipretale di Sant'Ambrogio
Monfalcone - Duomo di Sant'Ambrogio.jpg
Veduta del duomo
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia Giulia
LocalitàMonfalcone
Coordinate45°48′30.49″N 13°32′01.36″E / 45.80847°N 13.53371°E45.80847; 13.53371
Religionecattolica
TitolareAmbrogio di Milano
Arcidiocesi Gorizia
Consacrazione1929
ArchitettoGino Benigni
Stile architettoniconeoromanico
Inizio costruzione1926
Completamento1929
Sito webwww.santambrogiomonfalcone.it

Il duomo di Monfalcone dedicato a sant'Ambrogio è la principale chiesa di Monfalcone, in provincia ed arcidiocesi di Gorizia; è sede del decanato di Monfalcone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si ha testimonianza di un'antica chiesa posizionata all'interno della città murata, dietro al duomo attuale, nata nel XVIII secolo dal restauro o dalla ricostruzione di un'antica chiesetta di origine medievale.

Durante le ostilità del primo conflitto mondiale, il campanile rovinò sull'edificio, anch'esso pesantemente danneggiato, di fatto distruggendo completamente la chiesa. Al termine della guerra, si rese necessario riedificare l'unico luogo di culto rimasto. Venne presentato un progetto dall'ingegner Dante Fornasir, già progettista del quartiere di Panzano, che prevedeva lo spostamento dell'edificio nella posizione attuale dinanzi l'asse viario di via Fratelli Rosselli. L'edificazione dell'edificio fu però basata su un progetto degli architetti Gino Benigni e Francesco Leoni, e terminò con la consacrazione nel 1929, mentre il campanile fu eretto nella posizione attuale, alle spalle del duomo, solo nel 1958.[1][2]

L'edificio si ispira ad uno stile architettonico neoromanico.

Nell'ottobre del 1940 papa Pio XII elevò la chiesa alla dignità di basilica minore.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il duomo di Monfalcone - chiese distrutte della provincia di Gorizia (PDF), su chiesedistruttegorizia.com.
  2. ^ Comune di Monfalcone, su comune.monfalcone.go.it. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  3. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Friuli Venezia Giulia-Guida storico artistica naturalistica - Bruno Fachin Editore - ISBN 88-85289-69-X- pag. 55
  • Guida rossa, Friuli-Venezia Giulia, Milano, Touring Club editore, 1999, p. 239, ISBN 88-365-0007-2.

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