Disastro di Texas City

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Una delle ancore della SS Grandcamp al Texas City Memorial Park

Il disastro di Texas City fu una tremenda esplosione che si verificò il 16 aprile 1947 nel porto di Texas City. Essa fu causata dall'incendio dell'imbarcazione francese SS Grandcamp carica di nitrato di ammonio. L'esplosione che seguì l'incendio fu udita nel raggio di 150 miglia[1] e causò almeno 576 morti, di cui 178 non vennero identificati[2].

Le navi del disastro[modifica | modifica wikitesto]

La Grandcamp era una nave di 133 metri ristrutturata da poco tempo della classe Liberty. Varata nel 1942 e in origine chiamata SS Benjamin R. Curtis, durante la seconda guerra mondiale operava nel Pacifico e fu in seguito dismessa. In supporto alla tensione della guerra fredda, la nave fu assegnata alla Compagnie Générale Transatlantique in supporto alla ricostruzione in Europa. Oltre al nitrato di ammonio, il cui trasporto in alto mare è comune, fu adibita al trasporto di munizioni di piccolo calibro, macchinari, balle di sisal e spago stoccate sul ponte. Un'altra nave nel porto, la SS High Flyer, era ancorata a circa 200 metri dalla SS Grandcamp. La High Flyer conteneva 872 tonnellate di nitrato di ammonio e 1.600 tonnellate di zolfo. Il nitrato di ammonio nelle due navi e del fertilizzante nel magazzino adiacente ad esse era destinato agli agricoltori europei. Il Grandcamp era arrivato da Houston, dove l'autorità portuale non consente il carico di nitrato di ammonio.

Esplosione[modifica | modifica wikitesto]

La SS Wilson B. Keene, distrutta nel disastro della 2ª esplosione

Il nitrato di ammonio, utilizzato come fertilizzante, era stato in precedenza trasportato per ferrovia prima di essere caricato sulla Grandcamp. Confezionato in sacchi di carta, il trasporto e la conservazione hanno alterato la sua temperatura favorendo la sua reattività chimica.

Il 16 aprile 1947, intorno a 8:00 fu avvistato del fumo uscire dalla stiva della Grandcamp mentre era ancora ormeggiata. Nell'ora successiva, i tentativi di spegnere o tenere sotto controllo il fuoco fallirono.

Poco prima delle 9:00 del mattino, il capitano ordinò ai suoi uomini di immettere vapore nella stiva, un metodo usato per contrastare gli incendi, nella speranza di preservare il carico. Questa procedura vana fu dovuta al fatto che il nitrato di ammonio produce ossigeno, neutralizzando così le proprietà di estinzione del vapore. Al contrario, il vapore può avere contribuito al fuoco convertendo il nitrato di ammonio in protossido di azoto, provocando poi una deriva termica mentre al contempo il calore già intenso nella stiva della nave aumentava.

Nel frattempo, il fuoco attirò una folla di curiosi lungo la costa, consideratisi a distanza di sicurezza.[1]. La pressione del vapore all'interno della nave spinse i vapori verso i boccaporti aperti e la colorazione insolita giallo-arancio, tipica del biossido di azoto, attirò ancor più i curiosi. La stiva ed il ponte cominciarono a gonfiarsi per effetto della pressione del vapore che agiva all'interno della nave.

Alle 09:12, il nitrato di ammonio raggiunse una soglia esplosiva a causa della combinazione di calore e pressione; la nave esplose, causando distruzione e danni in tutto il porto. La tremenda esplosione causò un'onda di quasi 5 metri rilevabile a 160 km al largo della costa del Texas. L'esplosione rase al suolo quasi 1.000 edifici; distrusse gli impianti della Monsanto Chemical Company e provocò l'ignizione delle raffinerie e dei serbatoi chimici sul lungomare.

L'esplosione lanciò in aria le quasi 5800 tonnellate dell'acciaio costituenti la nave. Le stime ufficiali delle vittime ammontano a un totale di 567, tra cui tutti i membri dell'equipaggio rimasti a bordo della Grandcamp . Tutti tranne uno dei membri del gruppo di 28 dei vigili del fuoco volontari di Texas City rimasero uccisi nella esplosione iniziale sulle banchine mentre contrastavano il fuoco a bordo; in più i soccorritori sopraggiungenti da altre zone furono impossibilitati a raggiungere il sito del disastro a causa del fuoco imperversante su tutta Texas City

La prima esplosione incendiò il nitrato di ammonio nella vicina nave da carico High Flyer, mentre l' equipaggio ha provato senza successo a disancorare la nave. 15 ore dopo le esplosioni a bordo della Grandcamp , la High Flyer esplose, demolendo la vicina SS Wilson B. Keene , uccidendo altre due persone ed incrementando i danni al porto ed alle altre navi ancorate a causa di schegge e materiale infuocato. Una delle eliche della High Flyer, lanciata lontano dall'esplosione e ritrovata un miglio verso l'interno è ora parte di un parco memoriale

La causa del principio di incendio a bordo del Grandcamp non è mai stata determinata, ma si suppone sia stato causato da una sigaretta gettata il giorno precedente, il che supporrebbe che il carico della nave sarebbe stato fumante tutta la notte sino alle avvisaglie al mattina del giorno della esplosione.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Blasts and Fires Wreck Texas City of 15,000; 300 to 1,200 Dead; Thousands Hurt, Homeless; Wide Coast Area Rocked, Damage in Millions, in New York Times, 17 aprile 1947.
  2. ^ (EN) Texas City Disaster, su Handbook of Texas Online, Texas State Historical Association. URL consultato il 15 luglio 2009.
  3. ^ Disastro di Texas-City: rapporto, local1259iaff.org.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Bill Minutaglio, City on Fire, Harper Collins Publishers, 2003, ISBN 0-06-018541-4.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]