Diritto del lavoro

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Diritto privato.

Il diritto del lavoro è quel ramo del diritto privato che studia la disciplina degli aspetti ed i problemi attinenti alla disciplina del lavoro, del rapporto di lavoro, e tutte le tematiche ad esso collegate. Si tratta di una disciplina che è nata e si è sviluppata per regolare e attenuare le problematiche sociali sorte con la prima rivoluzione industriale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esso riguarda la regolamentazione delle relazioni tra datore di lavoro e lavoratore, quella delle relazioni sindacali (oggetto propriamente del diritto sindacale) e quella attinente alle assicurazioni sociali e previdenziali (di cui si occupa il diritto della previdenza e della sicurezza sociale). È uno di quei rami del diritto che più direttamente risente dell'influenza della situazione economica generale, occorrendo tradurre in norme, tutele e concetti legislativi le concezioni ideologiche o statalistiche del sistema di riferimento.

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione internazionale di più antica data che opera nel campo del lavoro a livello mondiale è l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, della quale fanno parte attualmente 178 tra i 191 Stati membri delle Nazioni Unite. Essa svolge un'attività normativa composta da raccomandazioni in materia di lavoro indirizzate agli Stati ; raccomandazioni però che gli stessi Stati devono recepire e ratificare in progetti di convenzioni all'interno del proprio ordinamento. Se questo ha portato, almeno formalmente, ventate di civiltà e principi di civiltà giuridica nei Paesi membri meno sviluppati, ha avuto meno eco nei paesi a struttura giuridica più complessa come l'Italia, spesso dotata di una disciplina giuridica ben più sviluppata del principio di base recepito.

Portata ben più pesante hanno invece gli atti emanati dall'Unione europea, di cui l'Italia fa parte. Essendo infatti molto più ristretta come organizzazione (28 membri) e, soprattutto, essendo le fonti comunitarie vincolanti e, nel caso dei regolamenti, direttamente applicabili dopo la loro emanazione, ci si trova di fronte ad una uniformazione fra gli Stati membri dell'Unione di molte materie concernenti il diritto del lavoro.

Australia[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 ottobre 2005, il governo di John Howard annunciò un progetto di legge, che il 2 novembre venne presentato dal Ministro Kevin Andrews alla Camera dei Rappresentanti e al Senato. tali organi approvarono il Workplace Relations Amendment Act rispettivamente il 10 novembre e il 2 dicembre (35 voti a favore contro 33 contrari) conssenso finale della Corona britannica il 14 dicembre. L'opposizione di centro-sinistra criticò il provvedimento e i tempi di approvazione troppo rapidi, in particolare per una riforma così radicale del diritto del lavoro. Il centro-sinistra sostiene di avere ricevuto un numero insufficiente di copie per esaminare la legge, in via di approvazione.

la nuova norma del 2005 - che ha sostituito molti aspetti del precedente Conciliation and Arbitration Act del 1904 in vigore fino al 2006 - introduce la libertà di licenziamento per le imprese che impieghi meno di 100 lavoratori dipendenti, dando meno vincoli a contratti privati fra datori e dipendenti, forti limitazioni al diritto di sciopero: la possibilità di citare in giudizio i sindacati per danni, e la facoltà per il governo di interrompere uno sciopero in svariati settori (automobilistico, trasporti, settore aereo, minerario, portuale e delle costruzioni); vincoli alla libertà di associazione sindacale, con il divieto di costituire sindacati nelle imprese dove non siano presenti contratti di lavoro siglati attraverso un accordo sindacale. Secondo diversi osservatori, l'approvazione di questa legge è stato uno dei principali fattori della sconfitta elettorale del centro-destra nelle elezioni parlamentari in Australia del 2007.[senza fonte]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

La fonte principlae è costituita dal codice del lavoro francese, emanato con la legge 21 gennaio 2008, n. 67 che ha raggruppato la legislazione in materia.[1]

Germania[modifica | modifica wikitesto]

In Germania non vi è una legge unica ed organica che regola a che disciplina gli aspetti individuali e collettivi del lavoro; i rapporti di lavoro sono il risultato di contrattazioni collettive tra sindacati e datori di lavoro. L'articolo 9 della costituzione della Germania garantisce la libertà di lavoro e di gestione nella conclusione di contratti collettivi (Tarifverträge).

Il codice federale civile tedesco (Bürgerliches Gesetzbuch) regola i contratti di lavoro, mentre il codice del commercio tedesco (Handelsgesetzbuch) copre in parte i rapporti di lavoro e contiene le norme sugli agenti commerciali.[2]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Diritto del lavoro in Italia.

Il nucleo centrale del diritto del lavoro in Italia è costituito dal complesso di norme che regolano il rapporto di lavoro ed intorno ad esso ruota l’ulteriore complesso di norme attinenti i concetti generici di legislazione e sicurezza sociale. Quale specifico campo di applicazione del diritto di lavoro si è guardato nel tempo alla distinzione tra “risultato e attività” (ovvero "locatio operis" e "locatio operarum". Nel primo caso il lavoratore promette un risultato da conseguirsi con la propria opera e, nel secondo, il lavoratore mette a disposizione del datore di lavoro solo la propria attività fisica ed intellettuale).

Successivamente, in sostituzione dell’alternativa risultato-attività, la distinzione è stata posta tra “autonomia” e “subordinazione” laddove, nel primo caso, la gestione del lavoro ed il rischio conseguente all’attività lavorativa fanno capo al datore di lavoro, mentre nel secondo caso il lavoratore svolge la sua attività lavorativa ed il conseguimento del risultato viene raggiunto con gestione e rischio a carico del lavoratore stesso.[3]

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Negli USA non vi è nessuna legge federale organica e Stato federato degli Stati Uniti ha la propria normativa; è tuttavia prassi comune che i dipendenti abbiamo a disposizione 12 giorni di ferie all'anno ai quali si aggiungono 8 giorni festivi.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francia - Mercato del lavoro, su mercatiaconfronto.it.
  2. ^ Germania - Mercato del lavoro, su mercatiaconfronto.it.
  3. ^ Ludovico Barassi, ’’Il Contratto di Lavoro nel Diritto positivo italiano’’ (pag. 603), su books.google.it, 1901.
  4. ^ Norme lavorative negli Stati Uniti, su expat.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ludovico Barassi, ’’Il Contratto di Lavoro nel Diritto positivo italiano’’, Società Editrice Libraria, I ed., Milano 1901.

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