DFW R.I

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DFW R.I
Descrizione
Tipobombardiere
Equipaggioalmeno 5
ProgettistaHermann Dorner
CostruttoreGermania DFW
Data primo volo5 settembre 1916
Data entrata in servizioaprile 1917
Data ritiro dal serviziosettembre 1917
Utilizzatore principaleGermania Luftstreitkräfte
Esemplari2
Altre variantiDFW R.II
Dimensioni e pesi
Lunghezza17,6 m
Apertura alare30,5 m
Altezza6,0 m
Superficie alare186,0
Carico alare51,7 kg/m²
Peso a vuoto6 800 kg
Peso carico9 400 kg
Propulsione
Motore4 Mercedes D.IV
Potenza220 PS (162 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max120 km/h
Velocità di salitaa 1 000 m in 10 min
a 2 000 m in 25 min
a 3 300 m in 53 min
Autonomia6 h[1]
Armamento
Mitragliatrici3 Parabellum MG 14 calibro 7,92 mm
Bombefino a 800 kg[2]
Notedati riferiti alla seconda versione

i dati sono estratti da The German Giants - The German R-Planes 1914-1918[3] integrati dove indicato

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Il DFW R.I, designazione aziendale T 26, fu un bombardiere pesante quadrimotore biplano sviluppato dall'azienda tedesco imperiale Deutsche Flugzeugwerke GmbH negli anni dieci del XX secolo.

Realizzato in un solo esemplare, venne brevemente utilizzato dalla Luftstreitkräfte, la componente aerea del Deutsches Heer (l'esercito imperiale tedesco), sul fronte orientale durante la prima guerra mondiale, rimanendo distrutto a causa di un malfunzionamento nel corso della sua seconda missione operativa.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1915 l'Idflieg decise di emettere una specifica per una nuova classe di velivoli da bombardamento identificata come R-Typ (da Riesenflugzeuge, aereo gigante) caratterizzata dalle grandi dimensioni ed invitando le aziende aeronautiche nazionali a proporre dei progetti in tal senso. Al programma aderì anche la DFW che incaricò il proprio ufficio tecnico di pianificare lo sviluppo di un nuovo modello che rispondesse alle esigenze. Il progetto venne elaborato da Hermann Dorner (che ad ottobre 1916 si trasferì alla Hannoversche Waggonfabrik per accettare l'incarico di ingegnere capo), il quale era a capo di un gruppo di lavoro composto anche dal Prof. H. Reissner come consulente e del Dipl. Ing. Sander, e che si avvalse della collaborazione del pioniere dell'aviazione tedesca Heinrich Oelerich, che ricoprì il ruolo di responsabile tecnico del programma R-Typ dopo che il primo abbandonò la DFW.[3]

La costruzione del prototipo (numero di serie 11/15), al quale l'azienda aveva assegnato la designazione interna T 26 ma che secondo il sistema di designazione Idflieg era indicato come R.I, venne iniziata il 1º settembre 1915 protraendosi, per una serie di diversi fattori da attribuire sia a decisioni ed inconvenienti di carattere tecnico che di natura economico-organizzativa, per circa un anno prima della sua conclusione. L'Idflieg aveva fatto un'esplicita richiesta nella tecnica costruttiva del modello, suggerendo di ricoprire la struttura della fusoliera con pannelli di compensato. Ciò comportava un lungo lavoro aggiuntivo per dare la forma desiderata ai grandi pannelli a causa delle forme curvilinee della stessa, che unito alla meticolosità adottata nella progettazione e costruzione del velivolo allungava i tempi di realizzazione. Inoltre la sempre maggiore necessità di velivoli impegnati durante il conflitto costrinse a dare la priorità ad altri modelli considerati più urgenti, ad esempio il promettente DFW C.V che doveva sostituire i vari C-Typ sviluppati da AEG, Albatros Flugzeugwerke e Rumpler Flugzeugwerke, e che presumibilmente assorbì gran parte della manodopera della DFW e dei materiali originariamente destinati all'R.I.[3]

Il progetto dell'R.I, la cui impostazione venne ripresa anche nei successivi R.II ed DFW R.III, proponeva l'innovativa idea di posizionare i quattro motori all'interno della fusoliera collegandoli, questa la sua peculiarità che non ebbe riscontro in altri modelli, indipendentemente ad un'elica tramite altrettanti organi di trasmissione, riduttori di velocità, frizioni ed alberi di trasmissione. Ogni motore anteriore era collegato ad un albero di trasmissione che, passando in un angolo della fusoliera, usciva dalla stessa ad angolo retto raggiungendo un riduttore di velocità collegato all'elica, una per lato in configurazione traente, collocata sul montante interalare più interno appena sotto l'ala superiore. Analogamente, ogni motore posteriore era collegato a un'elica collocata in prossimità del bordo d'uscita dell'ala inferiore.[3]

Il gruppo di propulsione, così formato dalle quattro unità completamente indipendenti l'una dall'altra, dava come vantaggio l'eliminazione degli enormi e complicati apparati meccanici atti a trasferire la potenza di tre o quattro motori ad una presa di forza comune, mantenendo anche le potenzialità di accessibilità e sfruttamento di ogni singola unità. Benché avesse avuto bisogno di un lungo periodo per essere messo a punto questo sistema si rivelò efficace e meccanicamente efficiente sul lungo periodo.[3]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Germania Germania

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gray.
  2. ^ (RU) DFW R.I(II), in Уголок неба, http://www.airwar.ru. URL consultato l'8 novembre 2012.
  3. ^ a b c d e Haddow; Grosz.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Peter Gray, Owen Thetford, German Aircraft of the First World War, Londra, Putnam, 1962, ISBN 0-93385-271-1.
  • G.W. Haddow, Peter M. Grosz, The German Giants - The German R-Planes 1914-1918, 3rd, Londra, Putnam, 1988, ISBN 0-85177-812-7.
  • (EN) Michael John H. Taylor, Jane's encyclopedia of aviation, 2nd Edition, Londra, Studio Editions, 1989, p. 413, ISBN 0-51710-316-8.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]