Cracker

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Cracker
Crackers with herring and garlic sauce.jpg
Cracker, presentati come parte di uno spuntino, con un contorno di aringhe e crema d'aglio e una guarnizione a base di prezzemolo
Origini
Luogo d'origineStati Uniti Stati Uniti
Dettagli
Categoriaantipasto
Ingredienti principalifarina, acqua e sale
 
Tre cracker salati
Una confezione di cracker integrali

Un cracker è un biscotto salato asciutto, sottile e croccante derivato dalla galletta militare propria dell'alimentazione degli antichi marinai.

I crackers sono consumati come snack da soli oppure come sostituti del pane in accompagnamento a varie pietanze come salumi, formaggi, carne, verdure.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I crackers sono stati inventati nel 1792 da Theodore Pearson in Massachusetts (USA) che sperimentò un impasto di sola acqua, farina e sale per creare dei biscotti di lunga conservazione che fossero utili e funzionali per i marinai e i soldati americani durante i loro lunghi viaggi. Il primo nome che fu dato a questi biscotti fu "pilot-bread", ma nel tempo si impose il termine onomatopeico "cracker" usato comunemente da chi li mangiava poiché masticandoli facevano "crack" in bocca, grazie alla loro friabilità.[1]

Il successo dei crackers venne qualche anno più tardi quando nel 1801 lo statunitense Josiah Bent avviò un'attività di panettiere a Milton, nel Massachusetts, vendendo anche alla gente comune e non solo ai marinai i "biscotti d'acqua" ossia i crackers, che non si deterioravano durante i lunghi viaggi per mare dai porti di Boston[2] [3].

Successivamente, nel 1810, la Nabisco (National Biscuits Company) iniziò la produzione di crackers su larga scala. Le gallette-cracker originali furono usate anche per le truppe durante la guerra di secessione americana.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

In inglese statunitense il nome "cracker" è molto spesso usato per biscotti piatti salati, in distinzione dai "cookies" (biscotti dolci), che possono essere simili ai "cracker" in aspetto e consistenza, ma che hanno gusto dolce. I cracker hanno a volte come ingredienti formaggio e spezie, o anche pollo.

I buchi nei craker sono detti buchi "di attracco" (in inglese docking holes). I buchi sono creati nell'impasto con uno speciale utensile, il roller docker, per fermare la formazione di vuoti d'aria nel cracker durante la cottura[3].

I crackers sono facili da reperire in commercio, generalmente di produzione industriale, anche se è possibile trovare dei crackers artigianali prodotti da forni. E' possibile anche farli in casa, anche se difficilmente si riesce ad ottenere un risultato simile a quello industriale.

All'interno della categoria dei crackers ricadono tantissime tipologie di biscottini salati di varie forme e dimensioni (di solito rettangolari confezionati in pacchetti da 5 o 6, ma anche rotondi, squadrati, romboidali...) e composti da vari ingredienti, dai più semplici e classici a quelli integrali, o aromatizzati con spezie od erbe aromatiche, o composti da farine diverse da quella di frumento (riso, kamut, mais...).[4]

Pietanze preparate con cracker[modifica | modifica wikitesto]

La "Mock apple pie", tipico dolce statunitense, è fatta di cracker Ritz, o simili ad esso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (IT) Andrea Tibaldi, Cracker - Crackers, in Cibo360.it. URL consultato l'11 agosto 2018.
  2. ^ G H Bent Co, su bentscookiefactory.com. URL consultato il 23 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2006).
  3. ^ a b Fabrizio Diolaiuti, Alla scoperta del cibo, Sperling & Kupfer editori, 2014, ISBN 88-200-9152-6.
  4. ^ (IT) Andrea Tibaldi, Cracker - Crackers, in Cibo360.it. URL consultato l'11 agosto 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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