Cracker

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Cracker
PremiumSaltines.jpg
Cracker salati
Origini
Luogo d'origineStati Uniti Stati Uniti
Diffusionemondiale
Dettagli
Categoriaantipasto
Ingredienti principalifarina, acqua, sale.
Una confezione di cracker integrali.

Un cracker o salatino (pron. inglese /'krækə/, italiana /'krɛker/) è un biscotto salato asciutto, sottile e croccante derivato dalla galletta militare propria dell'alimentazione degli antichi marinai.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cracker serviti come aperitivo con una salsa all'aglio

Il successo dei crackers venne qualche anno più tardi quando nel 1801 lo statunitense Josiah Bent avviò un'attività di panettiere a Milton, nel Massachusetts, vendendo anche alla gente comune e non solo ai marinai i "biscotti d'acqua" ossia i crackers, che non si deterioravano durante i lunghi viaggi per mare dai porti di Boston[1][2].

Successivamente, nel 1810, la Nabisco (National Biscuits Company) iniziò la produzione di crackers su larga scala. Le gallette-cracker originali furono usate anche per le truppe durante la guerra di secessione americana.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

In inglese statunitense il nome "cracker" è molto spesso usato per biscotti piatti salati, in distinzione dai "cookies" (biscotti dolci), che possono essere simili ai "cracker" in aspetto e consistenza, ma che hanno gusto dolce. I cracker hanno a volte come ingredienti formaggio e spezie, o anche pollo.

I buchi nei craker sono detti buchi "di attracco" (in inglese docking holes). I buchi sono creati nell'impasto con uno speciale utensile, il roller docker, per fermare la formazione di vuoti d'aria nel cracker durante la cottura[2].

Pietanze preparate con cracker[modifica | modifica wikitesto]

La "Mock apple pie", tipico dolce statunitense, è fatta di cracker Ritz, o simili a esso. Gli oyster cracker, tipici del New England vengono di solito serviti ad accompagnare la zuppa di ostriche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G H Bent Co, su bentscookiefactory.com. URL consultato il 23 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2006).
  2. ^ a b Fabrizio Diolaiuti, Alla scoperta del cibo, Sperling & Kupfer editori, 2014, ISBN 88-200-9152-6.

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