Ciclo della Cultura

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Il ciclo della Cultura è una serie di romanzi e racconti di fantascienza dello scrittore scozzese Iain M. Banks pubblicati a partire dal 1987, in cui è descritta una immaginaria società anarchica, socialista e utopica. Paradossalmente, la maggior parte delle vicende si svolgono al di fuori dell'ambito di questa civiltà spaziale, e i protagonisti delle storie, spesso, sono avversi alla sua (non violenta) egemonia dilagante nella galassia. Vi saranno quindi diplomatici, spie e mercenari che combatteranno con e contro di questa.

Nell'ambito fantascientifico vengono toccati quasi tutti i temi classici già affrontati all'epoca, come civiltà aliene, esplorazione spaziale, intelligenza artificiale, biotecnologie, nelle tematiche generali invece abbiamo la costruzione di utopie, l'utilitarismo, il contatto tra culture diverse, lo scontro tra religioni e le atrocità della guerra.

Romanzi del ciclo[modifica | modifica sorgente]

La Cultura[modifica | modifica sorgente]

La Cultura si configura come una società post-scarsità (ovvero una società in cui il progresso tecnologico ha di fatto eliminato qualunque vincolo materiale sulla produzione di beni. Il fatto che "tutto possa essere prodotto ovunque" garantisce il soddisfacimento di qualunque bisogno materiale. La Cultura è di fatto una società in cui è abolito l'uso della moneta, in cui il lavoro non è un'attività obbligatoria per garantire la sussistenza dell'individuo, dal momento che è sufficiente esprimere un'esigenza affinché essa sia soddisfatta senza chiedere nulla in cambio.) nella quale sono di fatto superati tutti i vincoli fisici biologici (inclusa la malattia e la morte), caratterizzata da un diffuso egualitarismo, priva di leggi definite e di un governo riconosciuto. Ogni individuo è libero di perseguire i propri progetti ed ideali.

Nell'universo immaginario descritto dall'autore dei romanzi la storia della Cultura non rappresenta una possibile evoluzione futura della specie umana, ma si colloca in contemporanea con l'evolversi della cività umana terrestre. L'arco temporale entro cui si svolgono le storie narrate nei romanzi della Cultura è coincide con l'intervallo compreso tra il 1300 e il 2100 d.C.. In tale contesto il primo contatto con la civiltà terrestre si situa verso la fine di tale periodo di tempo.

L'origine della Cultura viene fatta risalire ad un imprecisato momento del passato in cui un certo numero di specie umanoidi e le loro macchine senzienti raggiunsero un determinato livello di consapevolezza sociale, assumendo il controllo consapevole del proprio percorso evolutivo e definendo le linee guida di quelle che saranno le caratteristiche distintive della Cultura. Ne L'impero di Azad la Cultura viene descritta come una società esistita per undicimila anni nello spazio.

Tratto distintivo e fondamentale della Cultura è la convivenza al suo interno di macchine senzienti e specie di vita organiche umanoidi e non umanoidi. Non vi è distinzione tra forme di vita senziente organica e non. Le cosiddette Menti (tale è il nome con cui si indicano le macchine senzienti) svolgono anzi un ruolo di primo piano all'interno della Cultura stessa, occupandosi della maggior parte degli aspetti organizzativi della società, ivi inclusa l'amministrazione degli strumenti di produzione, la guida dei vascelli spaziali, la gestione degli orbitali, ecc.

La Cultura include un numero imprecisato di mondi e un numero enorme ma sconosciuto di individui. La Cultura non ha leggi, governo, costituzione, e mancando di una propria definizione formale si distingue per la mancanza di confini certi per la propria sfera di influenza. Chiunque può entrare a far parte della Cultura, e uscirne in qualunque momento.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]