Christophe Plantin

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Christophe Plantin in un dipinto di Pieter Paul Rubens

Christophe Plantin (Saint-Avertin, 1520Anversa, 1º luglio 1589) è stato un tipografo fiammingo, di origine francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Christophe Plantin, conosciuto anche come Christoffel Plantijn (nl), Cristóbal Plantino (es) e Christophorus Plantinus (la), nacque nei pressi di Tours, si trasferì a Lione durante l'infanzia, poi a Orleans e Parigi.[1]

Ritornò a Lione alla fine del 1530, poi soggiornò a Caen nel 1540.[1] In questa città si mise al servizio di Robert II Macé legatore di libri dell'Università di Caen dal 1522.[1] Apprese il mestiere a Parigi e, a Caen, i rudimenti dell'arte tipografica. Li conobbe Jehanne Rivière, originaria della bassa Normandia, che sposerà alla fine del suo soggiorno a Caen.[2][3][4]Dopo un breve soggiorno a Parigi, si trasferì nel 1549 a Anversa.[1] Questa città era diventata, tra il 1500 e il 1550, il più importante centro di stamperia dei Paesi Bassi spagnoli, soprattutto grazie alla stampa clandestina dei libri religiosi ispirati da Martin Lutero.[5]

Esordì come legatore, e continuò in tale attività anche dopo il trasferimento ad Anversa, nel 1549. Dal 1555, anno in cui cominciò a stampare, fino alla morte, pubblicò oltre 1500 opere di vario contenuto, con il motto labore et constantia e la marca tipografica del compasso, fondando anche succursali a Leida e a Parigi. Stampò tra l'altro le edizioni delle opere di Giusto Lipsio, Abraham Ortelius, Mathias de l'Obel, Carolus Clusius, Andrea Vesalio, Luigi Guicciardini.

Il primo libro noto che abbia stampato fu La Institutione di una fanciulla nata nobilmente, di Giovanni Michele Bruto, con una traduzione in francese. La sua opera più famosa è la Biblia Regia, una Bibbia poliglotta in 8 volumi, portata a termine con l'aiuto economico del re di Spagna Filippo II. La lavorazione dell'opera durò quattro anni (1568-1572), sotto la direzione tecnica di Benito Arias Montano, nominato dal Re. Per Plantin la pubblicazione della Bibbia ebbe conseguenze molto positive, come per esempio il riconoscimento della Corte spagnola (indicato sulla concessione del titolo di arcitipografo reale) il 10 giugno del 1570, quando la realizzazione dell'opera non era stata ancora completata. La Bibbia stessa non gli fornì molti guadagni, in compenso non ebbe perdite.

I nuovi ordini di testi liturgici divennero il suo grande affare,[6] che iniziò il 9 luglio 1568 con la concessione di un privilegio papale per stampare il nuovo breviario nelle Fiandre e il privilegio reale del 10 gennaio 1569 della stampa per le Fiandre e per il Brabante,[7] seguito dal contratto firmato con la Corona di Spagna nei primi mesi del 1571 che comportò la stampa negli anni successivi di 52.000 copie di numerose opere liturgiche al prezzo di 97.317 fiorini.[8]

Molto ricercati per la correttezza del testo e l'eleganza dei caratteri, in tutti i paesi europei si diffusero i suoi libri di diritto, di linguistica, di scienze, di lettere, di liturgia, ecc. Plantin riuscì a trasformare l'artigianato del libro in una vera organizzazione industriale, dando origine alla gloriosa casa che, da lui ceduta al genero Jan Moretus, fu poi acquistata dalla città di Anversa e, nel 1876, trasformata in museo.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Jeanne Rivière (1521?-1596), dipinto da Pieter Paul Rubens

Albero genealogico della famiglia Plantin-Moretus (ceppi derivati dal ramo principale Plantin-Moretus in grassetto).[9]

Christophe Plantin (1520–1589), sposato con Jehanne Rivière, ebbe cinque femmine dedite all'attività di famiglia ed accasatesi con collaboratori della stessa; ed un maschio, morto infante:[10][11][12]

  • Margaretha Plantin sposò Franciscus Raphelengius, dando origine alla filiale di Leiden della casa madre. Rimasero stampatori a Leida per due generazioni oltre Van Ravelinge, fino al 1619. Un pronipote dell'ultimo stampatore Van Ravelinge sposò nel 1685 Jordaen Luchtmans, fondatore di quello che sarebbero diventato più tardi gli ancora esistenti Editori Brill Publishers
  • Martina Plantijn, sposò Jan Moretus (Johann Moerentorf) (1543–1610) nel 1570; ebbero 10 figli
    • Balthasar I Moretus (1574–1641)
    • Jan II Moretus (1576–1618) sposò Maria De Sweert; ebbero 6 figli
      • Balthazar II Moretus (1615–1674) sposò Anna Goos; ebbero 12 figli
        • Balthazar III Moretus (1646–1696) sposò Anna Maria de Neuf; ebbero 9 figli
          • Balthazar IV Moretus (1679–1730) sposò Isabella Jacoba De Mont (o De Brialmont); ebbero 8 figli
          • Joannes Jacobus Moretus (1690–1757) sposò Theresia Mechtildis Schilder; ebbero 9 figli
            • Franciscus Joannes Moretus (1717–1768) sposò Maria Theresia Josepha Borrekens, che ha guidato l'attività dopo la morte del marito fino alla sua morte nel 1797. ebbero 13 figli
              • Jacobus Paulus Josephus Moretus (1756–1808)
              • Ludovicus Franciscus Xaverius Moretus (1758–1820)
              • Josephus Hyacinthus Moretus (1762–1810) sposò Maria Henrica Coleta Wellens; ebbero 8 figli
                • Albertus Franciscus Hyacinthus Fredericus Moretus (1795–1865)
                • Eduardus Josephus Hyacinthus Moretus (1804–1880). Ha venduto l'attività alla città di Anversa nel 1876, dopo aver stampato l'ultimo libro nel 1866.
  • Magdalena Plantin sposò Gilles Beys, che poi guidò la filiale francese dell'attività di Plantin. Continuò per una generazione.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Denis Pallier, «L'officine plantinienne et la Normandie au XVI siècle», Annales de Normandie, 1995, vol. 45, Numéro 3, pp.245-264
  2. ^ Pallier 1995: pp. 245-246.
  3. ^ Voet 1969-72: pp. 8-9.
  4. ^ Nel 1606, il suo nipote Balthasar I Moretus, "nobilita" le origini familiari: così Christophe sarebbe il figlio di Carlo Tiercelin, il signore de La Roche du Maine e, alla morte di suo padre, senza eredità, devono dedicarsi al commercio e cambia il suo cognome per evitare di disonorare la discendenza familiare. (Voet 1969-72: p. 3.)
  5. ^ Dati del Museo Plantin-Moretus
  6. ^ (ES) Vicente Bécares Botas, Arias Montano y Plantino : el libro flamenco en la España de Felipe II, León, Secretariado de Publicaciones de la Universidad de León, 1999, pp. 34-35, 93 e 97, e 98-112., ISBN 84-7719-772-5. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  7. ^ (ES) Jaime Moll, Amberes y el mundo hispano del libro, in Encuentros en Flandes, Presses Universitaires, Lovanio, Werner, Thomas; Verdonk, Robert A. (eds), 2000, pp. 323-324, ISBN 90-5867-087-2. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  8. ^ (ES) Benito Arias Montano, Correspondencia conservada en el Museo Plantin-Moretus de Amberes, vol. I, Alcañiz, Instituto de Estudios Humanísticos, 2002, pp.XXX, ISBN 84-8483-079-9. URL consultato il 14 febbraio 2013.
  9. ^ Plantin en de Moretussen, Plantin-Moretus Museum. URL consultato il 13 dicembre 2013.
  10. ^ Bécares Botas 1999: p. 33.
  11. ^ Sabbe 1926: pp. 41-56.
  12. ^ Degeorge 1878: p. 10.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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