Giusto Lipsio

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Giusto Lipsio

Giusto Lipsio (in latino: Justus Lipsius; Overijse, 18 ottobre 1547Lovanio, 23 marzo 1606) è stato un filosofo, umanista e filologo fiammingo, apprezzato e noto come filosofo del diritto.

Giusto Lipsio al centro dei Quattro filosofi di Rubens (1611-1612, ritratto postumo)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ancora vivente, alcune sue opere vennero già tradotte anche in Italia da umanisti come Antonio Numai. Viaggiò per tutta Europa, divulgando le sue conoscenze.

Il palazzo di Bruxelles dove ha sede, dal 1995, il Consiglio dell'Unione europea è chiamato Justus Lipsius in suo onore.

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Neostoicismo.

Volle portare a nuova vita lo stoicismo romano (Seneca soprattutto)[1]. Al centro delle sue speculazioni filosofiche c'è il problema della Provvidenza divina, da cui dipende l'ordine del creato. A sua volta l'ordine del creato dà vita alla necessità immutabile degli elementi che lo compongono, il fato. Accettare il fato significa possedere la costanza, virtù principale dell'uomo saggio, la quale sa resistere a tutte le vicissitudini dell'esistenza ed è alla base dell'equilibrio e della pace dello spirito.

Per primo unì la dottrina machiavelliana con l'antimachiavellismo ufficiale del tempo (17° sec) grazie al cosiddetto "tacitismo". Fino al 1572, quando Lipsio presentò il suo pensiero, Tacito non aveva giocato per Machiavelli alcun ruolo particolare. Lipsio lo prese in considerazione come pensatore politico e, a partire dagli anni 70 (del secolo), francesi e italiani seguirono il suo esempio.

Fu autore anche di un De militia romana (1595), trattato sull'arte della guerra romana che pretendeva di recuperare le tattiche e le strategie di guerra adottate nell'antica Roma dalle legioni, per reimpiegarle al suo tempo nella lotta contro gli spagnoli. Il suo trattato fu particolarmente apprezzato[2], sebbene con scarsi esiti, dai conti di Nassau Maurizio e Guglielmo Luigi.

In De cruce, Lipsio espose la terminologica distinzione da lui inventata[3] tra crux simplex (palo o trave in posizione verticale per giustiziare un condannato o affiggendolo ad esso o impalandolo) e crux compacta (congiunzione di due pali o due travi) e, nell'ambito della crux compacta, tra crux decussata (a forma di X), crux commissa (a forma di T) e crux immissa (a forma di ). Nelle esecuzioni, era usato in due maniere distinte il palo da lui chiamato crux simplex, privo cioè di traversa. Nell'una il condannato veniva affisso al palo,[4], nell'altra maniera la vittima veniva, come dice Lipsio, "infissa" (impalata) col palo.[5]

Oltre alle maniere di impiegare la crux simplex, lo studio di Lipsio include altri 14 immagini di esecuzioni con diversi tipi di crux compacta. Sull'esecuzione di Gesù, Lipsio si pronuncia[6] per l'opinione che si usò la tradizionale crux immissa e non condanna, pur senza adottarla, l'opinione che si usò la croce a Tau (crux commissa).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Epistolicarum quaestionum libri V (1577)
  • De Constantia Libri Duo, Qui alloquium praecipue continent in Publicis malis (1583/4)
  • Politicorum sive Civilis Doctrinae Libri Sex (1589)
  • De cruce (1594)
  • De bibliothecis syntagma, Antverpiae, ex officina Plantiniana, apud Ioannem Moretum, 1602
  • Manuductionis ad Stoicam Philosophiam Libri Tres, L. Annaeo Senecae, aliisque scriptoribus illustrandis (1604)
  • Annaei Senecae Philosophi Opera, Quae Existant Omnia, A Iusto Lipsio emendata, et Scholiis illustrata (1605)
  • Opera omnia, postremum ab ipso aucta et recensita nunc primum copioso rerum indice illustrata, Antverpiae, ex Officina Plantiniana Balthazari Moreti, 1637

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicola Abbagnano, Storia della Filosofia, vol. II, Il Pensiero medievale e rinascimentale dal Misticismo a Bacone, Novara, edizione speciale per Gruppo Editoriale l'Espresso realizzata da Istituto Geografico De Agostini, 2006 p. 465 (i contenuti di questa opera sono tratti da Nicola Abbagnano, Storia della filosofia, vol. I-III 4ª edizione, Torino, Utet, 1993, 1994 e 1998)
  2. ^ Botti, Ilaria, Strumenti/ La fortuna di Giusto Lipsio in Italia tra Sei e Ottocento Cheiron : materiali e strumenti di aggiornamento storiografico. A.11, 1994 (Brescia : [poi] Roma : Centro di Ricerca F. Odorici ; Bulzoni, 1994).
  3. ^ Gunnar Samuelsson, Crucifixion in Antiquity (Mohr Siebeck, prima edizione 2011, seconda edizione 2012), pp. 3-4 e 295.
  4. ^ Ad oggi gli unici sostenitori di questa teoria sulla forma dello strumento dell'esecuzione di Gesù sono i Testimoni di Geova; cfr. Appendice, "palo di tortura", in Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, large, New York, Torre di Guardia, 1987, p. 1579.
  5. ^ De cruce, libro I, cap. VI (pp. 22–26 dell'edizione Leida 1695
  6. ^ "Habes omnes Crucium species. In quâ earum ille mortuus, qui morte suâ nobis vita? [...] ego arbitror & pronuncio, in hac postremâ, in illâ inquam, quae quatuor finibus universum orbem complexa est, non sine mysterio, quod toti orbi mortuus, Salvator noster pependit. [...} Tamen sunt qui de Commissâ sive de Tau forma contendunt, nec damno, etsi diffideo: quia et illi, si Titulum supernè addis, efficere et imaginari possis quaternos istos fines" (De cruce, libro I, cap. X).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni e traduzioni moderne[modifica | modifica wikitesto]

  • Justus Lipsius. Politica: Six Books on Politics or Political Instruction, edited and translated by Jan Waszink, Assen, Royal Van Gorcum, 2004, ISBN 90-232-4038-3.
  • La politica, in Giusto Lipsio, Opere politiche vol. I (tomi 1-2), introduzione, traduzione e note a cura di Tiziana Provvidera, Torino, Nino Aragno Editore, 2012, ISBN 978-88-8419-520-3.
  • De Bibliothecis Syntagma di Justus Lipsius: l'apice di una tradizione, l'inizio di una disciplina, traduzione e commento di Diego Baldi, Roma, CNR - ISMA, 2017, ISBN 978-88-8080-235-8

Studi[modifica | modifica wikitesto]

  • Jacqueline Lagrée, Juste Lipse et la restauration du stoïcisme : étude et traduction des traités stoïciens De la constance, Manuel de philosophie stoïcienne, Physique des stoïciens (extraits), Parigi, Vrin, 1994.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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