Chiesa di Santa Luciella a San Biagio dei Librai

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Chiesa Museo di Santa Luciella ai Librai
Ingresso luciella.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneCampania
LocalitàNapoli
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSanta Lucia
Arcidiocesi Napoli
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneXI secolo

Coordinate: 40°50′57.71″N 14°15′25.96″E / 40.849364°N 14.257212°E40.849364; 14.257212

Ulteriore ingresso e campaniletto

La Chiesa Museo di Santa Luciella ai Librai è una delle chiese storiche di Napoli; è sita nell'omonima via, nei pressi della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo e alle spalle della chiesa di San Gregorio Armeno. Chiusa al culto dagli anni '80 è stata riaperta al pubblico il 5 aprile 2019 grazie all' associazione culturale Respiriamo Arte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non vi sono molte informazioni circa la storia dell'edificio; lo storico Roberto Pane ne attesta le origini all'XI secolo, ma nel 1724 fu oggetto di un sostanziale rimaneggiamento. Infatti, il suo impianto è tipicamente barocco.

Venne presa in custodia dai pipernieri (coloro che lavoravano il piperno), tanto è vero che la struttura di culto è nota anche come chiesa dell'Arciconfraternita dell'Immacolata Concezione, San Gioacchino e San Carlo Borromeo dei Pipernieri. L'edificio venne restaurato e consolidato negli anni ottanta del XX secolo e da allora è chiuso al pubblico.

Dal 2016 la chiesetta è affidata in comodato d'uso all'Associazione Culturale Respiriamo Arte, composta da cinque giovani laureati partenopei, che ha l’obiettivo di sottrarla al degrado, non solo ripristinando la sicurezza dei luoghi, rendendola nuovamente fruibile al pubblico, ma valorizzandola come centro di inclusione sociale e nuovo attrattore turistico – culturale. Il progetto è oggetto di una campagna di crowdfunding e i primi fondi raccolti hanno permesso nel giugno 2017 di realizzare dei primi interventi, consistenti in opere provvisionali che hanno eliminato o ridotto i pericoli per la pubblica e privata incolumità e preservato gli elementi decorativi e architettonici dei prospetti. La riapertura della chiesa, al termine dei lavori di restauro, è avvenuta il 5 aprile[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'interno, di medie dimensioni, è composto da una navata rettangolare e altare maggiore. L'esterno è caratterizzato da un grande finestrone a disegno gotico, da un portale in piperno sormontato da una lunetta fatta con lo stesso materiale e da un affresco circolare che include la rappresentazione di uno stemma, probabilmente un'allegoria dell'antica arciconfraternita. Al di sopra dell'ingresso secondario vi è il piccolo campanile.

I sotterranei della chiesetta custodiscono il celebre teschio con le orecchie, un rarissimo esempio di teschio con le orecchie mummificate.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Italo Ferraro, Napoli Atlante della Città Storica - dallo Spirito Santo a Materdei, Oikos ed., Napoli ISBN 978-88-90147821

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

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