Chiesa di Sant'Andrea a Luiano

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Chiesa di Sant'Andrea a Luiano
Chiesaluianofacciat.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàSan Casciano in Val di Pesa
ReligioneCristiana Cattolica di rito romano
TitolareAndrea apostolo
Arcidiocesi Firenze
Consacrazioneesistente nel XII secolo
Stile architettonicoRomanico

Coordinate: 43°39′15.07″N 11°14′03.51″E / 43.654186°N 11.234308°E43.654186; 11.234308

La chiesa di Sant'Andrea a Luiano è un luogo di culto cattolico situato nel comune di San Casciano in Val di Pesa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa era situata nella corte castrense di Luiano, nominato quale possesso carolingio nel luglio 1093. La prima menzione della chiesa risale ad un documento spedito da Papa Adriano IV alla pieve dell'Impruneta in cui si confermavano i diritti della pieve sulle suffraganee. In un documento datato 12 ottobre 1160 il patronato della chiesa fu passato alla Badia a Passignano da Papa Alessandro III, ma in un documento del 1291 Papa Niccolò IV la confermava nuovamente alla pieve dell'Impruneta.

Nelle tasse da pagare per il mantenimento dell'esercito fiorentino nel 1260 risulta che il popolo della chiesa non navigava in buone acque tanto che il suo rettore Cambio Martelli si impegnava a pagare solo 3 staia di grano, nelle decime del 1296 e del 1303 la chiesa pur non esente non era in grado di pagare alcunché. Il fatto di essere poco redditizia consentì però ai popolani di avere una certa autonomia tanto che riunitosi presso la chiesa il 30 maggio 1318 elessero autonomamente il loro rettore.

Nonostante le esigue rendite presso la chiesa era attivo un romitorio agostiniano e nel 1338 venne acquistata una campana sulla quale è incisa la seguente iscrizione:

« BEATA MARGARITA ORA PRO NOBIS / AVE MARIA GRATIA PLENA DOMINUS TECUM / RICCIARDUS ME FECIT 1338 »

La chiesa venne annessa alla pieve dell'Impruneta nel 1575. Nel 1635 il campanile venne dotato di una seconda campana e venne anche rialzato.

Gravemente danneggiata dal terremoto del 18 maggio 1895, venne inizialmente sommariamente restaurata. Un restauro più completo venne eseguito subito dopo la seconda guerra mondiale dalla architetto Guido Morozzi.

Nel 1961 la chiesa venne annessa alla chiesa di San Giorgio in Poneta e nel 1986 alla chiesa di Mercatale Val di Pesa.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La tribuna

La chiesa sorge isolata dall'abitato di Luiano. È costituita da un'aula rettangolare a navata unica, coperta a tetto e dotata di un'abside semicircolare. Grazie ai restauri effettuati dopo la seconda guerra mondiale si possono vedere le linee generali e i dettagli. Viene datata tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII secolo.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La facciata a capanna è costituita da un portale con architrave in arenaria e da un arco a tutto sesto sovrastati da una monofora architravata. Sul fianco posto a sud si apre un portale laterale, probabilmente coevo alla costruzione dell'edificio. Il portale è architravato e archivoltato; accanto ad esso il paramento murario appare rifatto, infatti fino all'ultima guerra alla chiesa si appoggiava la canonica.

Il fianco nord è privo di aperture e vi appaiono ricuciture del paramento realizzate con barre di arenaria e tamponate con detriti; ad esso si appoggia la sagrestia.

Di maggiore importanza è la tribuna dove sono collocati l'abside e il campanile a vela biforo. L'abside semicilindrica è aperta da una monofora coronata da un archivolto monolitico ed è concluso da una cornice a gola dritta; per la realizzazione è stato usato del serpentino, una pietra non disponibile nella zona, e alcune bozze di calcare di colore più chiaro. Sul fianco sinistro si eleva il campanile. Della struttura originale del campanile rimangono solamente due pilastrini di calcare e la colonnetta che ora è stata riconvertita in leggio ed è collocata all'interno.

La colonnetta mostra dei chiari segni di erosione tale da far collocare la sua posizione iniziale all'esterno; è sormontato da un capitello di stile lucchese che è decorato con foglie d'acanto disposte agli angoli e da quattro teste antropomorfe che sporgono dal kàlathos.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Recentemente restaurato, l'interno presenta un paramento murario regolare in calcare, tranne in alcuni punti: la calotta absidale, incorniciata da un perfetto arco a tutto sesto, è rivestita con ciottoli di fiume affogati nella malta; l'arco del portale della controfacciata è realizzato con pietre di serpentino.

Nelle pareti ai lati dell'abside sono stati realizzati due piccoli tabernacoli: quello di destra in epoca rinascimentale; quello di sinistra risale al XIV secolo. Un'altra monofora simile a quella posta in facciata si apre sulla parete di destra. Le pareti laterali sono realizzate con conci di alberese di coloro ocra spianati ad ascettino, quelli originali sono di tonalità più scura mentre quelli ripristinati sono più chiari,

Le superfici delle pareti laterali erano decorate a monocromo e, dopo i lavori di restauro effettuati dalla Soprintendenza che hanno comportato lo stonacamento, sono apparsi tracce di affreschi risalenti al XIV secolo. Il frammento più importante in cui è raffigurato Sant'Andrea è attribuito ad un ignoto maestro di scuola fiorentina ed adesso è esposto nel Museo di San Casciano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Emanuele Repetti, Dizionario corografico-universale dell'Italia sistematicamente suddiviso secondo l'attuale partizione politica d'ogni singolo stato italiano, Milano, Editore Civelli, 1855.
  • Attilio Zuccagni-Orlandini, Indicatore topografico della Toscana Granducale, Firenze, Tipografia Polverini, 1857.
  • Cesare Paoli, Il Libro di Montaperti (MCCLX), Firenze, Viesseux, 1889.
  • Guido Carocci, Il Comune di San Casciano Val di Pesa, Firenze, Tipografia Minori corrigendi, 1892.
  • Luigi del Moro, Atti per la conservazione dei monumenti della Toscana compiuti dal 1 luglio 1893 al 30 giugno 1894. relazione a S.E. il Ministro della Pubblica Istruzione, Firenze, Tipografia Minori corrigendi, 1895.
  • Luigi del Moro, Atti per la conservazione dei monumenti della Toscana compiuti dal 1 luglio 1894 al 30 giugno 1895. relazione a S.E. il Ministro della Pubblica Istruzione, Firenze, Tipografia Minori corrigendi, 1896.
  • Pietro Guidi, Martino Giusti, Rationes Decimarum Italiae. Tuscia. Le decime degli anni 1295-1304, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1942.
  • Guido Morozzi, I monumenti nelle provincie di Firenze, Arezzo e Pistoia come li ha lasciati la guerra e il loro restauro, Firenze, s.n., 1947.
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  • Carlo Celso Calzolai, La Chiesa Fiorentina, Firenze, Tipografia Commerciale Fiorentina, 1970.
  • Italo Moretti, Renato Stopani, Chiese romaniche in Val di Pesa e in Val di Greve, Firenze, Salimbeni, 1972.
  • Renato Stopani, Il contado fiorentino nella seconda metà del Duecento, Firenze, Salimbeni, 1979.
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  • Vittorio Cirri, Giulio Villani, La Chiesa Fiorentina. Storia Arte Vita pastorale, Firenze, LEF, 1993.
  • Piero Torriti, Le Chiese del Chianti, Firenze, Le Lettere, 1993.
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  • Italo Moretti, Vieri Favini, Aldo Favini, San Casciano, Firenze, Loggia De' Lanzi, 1994, ISBN 978-88-8105-010-9.
  • Marco Frati, Chiesa romaniche della campagna fiorentina. Pievi, abbazie e chiese rurali tra l'Arno e il Chianti, Empoli, Editori dell'Acero, 1997, ISBN 88-86975-10-4.
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  • AA. VV., Firenze, Milano, Touring Club Italiano, 2001, ISBN 88-365-1932-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]