Chiesa di San Romolo

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Chiesa di San Romolo
BellottoSignoria.jpg
La piazza in un dipinto di Bernardo Bellotto dove si vede la chiesa di San Romolo a sinistra
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
Religionecattolica di rito romano
Arcidiocesi Firenze
Inizio costruzione1060
Demolizionedopo il 1769

Coordinate: 43°46′12.14″N 11°15′20.34″E / 43.770039°N 11.25565°E43.770039; 11.25565

L'antica chiesa di San Romolo si trovava in Piazza della Signoria a Firenze e fu distrutta nel Settecento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il culto del santo si diffuse con la traslazione delle reliquie dalla vecchia cattedrale di Fiesole a quella nuova, nel 1028, e la prima menzione della chiesa risale a poco dopo, nel 1060, e poi viene citata di nuovo nel 1075 e nel 1089. Detta anche "degli Uberti", che ne avevano il patronato, fu privata di alcune dotazioni (case, un cimitero e una bottega) all'epoca di Gualtieri di Brienne, duca d'Atene, per ingrandire piazza della Signoria. Nel 1349 fu demolita l'antica chiesa e ricostruita nel 1356 a lato della piazza, su progetto, secondo Vasari, di Agnolo Gaddi.

La chiesa venne soppressa nel 1769 e ridotta a civili abitazioni.

Nel 1786 venne distrutta per la costruzione dell'odierno palazzo Bombicci ed è ricordata da una targa che si trova quasi in angolo con via dei Calzaiuoli:

«A San Romolo vescovo e martire
cui venivano a offerta i collegi
erigeva il popolo nel decimo secolo un tempio
qui dove sorgono le case
di Francesco di Piero Bombicci
edificate l'anno MDCCLXXXVI.»

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Un dipinto della metà del Settecento di Bernardo Bellotto con una veduta di piazza della Signoria ci mostra come doveva apparire all'epoca, con un portale in stile tardo rinascimentale al culmine di una scalinata e tre finestroni con timpano sulla facciata.

Era divisa in tre navata e ricca di opere d'arte e memorie sepolcrali. L'altare maggiore era decorato da una tavola di Neri di Bicci, mentre il portale era opera di Bernardo del Tasso.

La torre campanaria aveva una campana benedetta da sant'Andrea Corsini, come ricordava l'iscrizione sulla campana stessa, e il campanile era decorato dalle armi della Repubblica e del Popolo, con una meridiana marmorea che oggi si vede sul lato nord della piazza.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Cesati, Le chiese di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2002.
  • Arnaldo Cocchi, Le chiese di Firenze dal secolo IV al secolo XX, Pellas, Firenze 1903.

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