Torre del Guardingo

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Coordinate: 43°46′09.81″N 11°15′26.2″E / 43.769392°N 11.257278°E43.769392; 11.257278

La torre del Guardingo era una costruzione difensiva del periodo longobardo a Firenze.

Il nome guardingo o gardingo (gardingus) indica una fortificazione risalente al VIII e IX secolo, costituita sostanzialmente da una torre di avvistamento isolata o inserita in una cerchia muraria cittadina, Infatti costruzioni simili erano presenti per esempio a Pistoia (sul posto dell'attuale campanile del Duomo). Rarissimi sono i resti di tali costruzioni, testimoniate invece in Toscana da numerosi toponimi.

A Firenze la posizione del Gardingus è stata localizzata dagli storici sul sito dell'attuale palazzo Vecchio[1]. Fu realizzato, probabilmente per potenziare le strutture difensive cittadine, che seguivano, almeno in parte, le antiche mura romane, ma che erano ormai disordinate e disomogenee[2]. Ipotizzata la posizione della torre nell'area in angolo tra via dei Leoni e via dei Gondi, non ne sono state ritrovate tracce nel corso delle campagne di scavo del teatro romano sottostante all'area est del palazzo Vecchio. Probabile pertanto che la torre di vedetta fosse integrata nei resti del teatro che nell'VIII secolo dovevano ancora essere visibili e probabilmente fortificati, come altri resti della Florentia romana.

Nel XII secolo il termine gardingus indicava tutta l'area dei resti del teatro romano, utilizzati come carceri fino al 1297[3], poi occupata dal palazzo Vecchio, sopravvivendo come toponimo alla torre forse scomparsa[4]. Una "via del Guardingo" esistette fino all'ampliamento del complesso edilizio nel XVI secolo.

Unica torre ancora esistente si trova a Montevarchi in via dell'Ornaccio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R.Davidsohn, Storia di Firenze, voll. 8, Firenze, 1968.
  2. ^ R.Mirandola, Firenze, 1999, pagg.59-75
  3. ^ Angelo Tartuferi, Mario Scalini (a cura di), L'arte a Firenze nell'età di Dante (1250-1300), 2004.
  4. ^ il "Guardingo" è ricordato anche da Dante come luogo intorno al quale avvenne la distruzione delle case dei Ghibellini da parte dei Guelfi: vd. Inferno, XXII, 108