Chiesa di San Michele (Bevagna)

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Chiesa di San Michele Arcangelo
Chiesa di San Michele (Bevagna) 01.jpg
Facciata e campanile
StatoItalia Italia
RegioneUmbria Umbria
LocalitàBevagna-Stemma.pngBevagna
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSan Michele Arcangelo
Arcidiocesi Spoleto-Norcia
Stile architettonicoromanico-barocco
Inizio costruzione1070

La chiesa di San Michele è un edificio di storico di culto e parrocchiale di Bevagna, in Umbria.

Rappresenta un bell'esempio dell'architettura romanica della regione.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Veduta dell'interno.
La cappella barocca della navata destra.

La chiesa venne costruita nel 1070 sul luogo di un antichissimo oratorio[1] dai maestri Binello e Rodolfo[2], che sono citati da un'iscrizione posta all'ingresso. La facciata venne realizzata in blocchi di travertino all'inizio del XIII secolo[3] riutilizzando, nelle decorazioni del portale, materiale romano di reimpiego rilavorato. Il giro dell'arco esterno presenta una decorazione a mosaici cosmateschi. Il campanile cuspidato è gotico. Si presenta con pianta basilicale a tre navate e coro absidato sopraelevato sulla cripta.

Elevata ben presto a collegiata, con le distruzioni del 1248 ad opera di Federico II di Svevia, cessò di esserlo anche se mantenne sempre un priore[1]. Venne ristabilita come collegiata solo nel 1618 per volere di papa Paolo V ed ulteriormente elevata di importanza nel 1741 da papa Benedetto XIV che concesse ai priori di Bevagna la stessa vestizione degli arcivescovi di Spoleto[1].

Nel 1741, in quest'occasione, si procedette a un rinnovamento profondo dell'edificio secondo le nuove tendenze dello stile barocco. I capitelli interni delle colonne vennero mutilati per poter essere ricoperti di stucchi, la navata ebbe volte settecentesche e la facciata perse il suo rosone originale.

Con il periodo Napoleonico la collegiata venne nuovamente e definitivamente soppressa, restando una delle tre parrocchie di Bevagna.

Tra il 1951 e il 1957 si procedette a una grande campagna di restauro dell'edificio, volto a liberarlo dagli apporti settecenteschi e riportarlo all'aspetto medioevale[4], anche se molto dell'originale è andato perduto e il restauro venne spesso eseguito secondo interpretazioni. In stile barocco, si lasciò solo la cappella della navata destra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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