Chiesa di San Francesco Saverio alla Garbatella

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San Francesco Saverio alla Garbatella
Garbatella - san Francesco Saverio 01642-3.JPG
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione cattolica
Diocesi Diocesi di Roma
Architetto Alberto Calza Bini
Inizio costruzione XX secolo
Sito web Sito della Parrocchia (dismesso dal 2005)

Coordinate: 41°51′42.89″N 12°29′22.78″E / 41.861915°N 12.48966°E41.861915; 12.48966

La chiesa di San Francesco Saverio alla Garbatella è una chiesa di Roma, nel quartiere Ostiense, in piazza Damiano Sauli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, costruita su progetto di Alberto Calza Bini, fu eretta a parrocchia il 1º maggio 1933 da Pio XI con la costituzione apostolica "Quo omnes sacrorum", ed è sede del titolo cardinalizio “San Francesco Saverio alla Garbatella”.

La chiesa divenne famosa perché fu la prima parrocchia visitata da Giovanni Paolo II appena eletto papa; tre mesi dopo l'elezione infatti, la domenica 3 dicembre 1978, il pontefice fece visita al quartiere e alla parrocchia, ai quali era legato da un ricordo particolare e personale:

« È una grande gioia per me poter visitare come prima parrocchia romana proprio la vostra, a cui mi unisce un ricordo particolare. Infatti, negli anni dell’immediato dopoguerra, come studente a Roma, mi recavo quasi ogni domenica proprio alla Garbatella, per aiutare nel servizio pastorale. Alcuni momenti di quel periodo sono ancora vivi nella mia memoria, benché mi sembri che, nel corso di più di trent’anni, molte cose qui siano enormemente cambiate. »
(Giovanni Paolo II, Omelia pronunciata il 3 dicembre 1978)

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La facciata è in laterizio e travertino; il portale centrale è sormontato da una grande finestra in una lunetta, sopra la quale lo stemma di Pio XI. La chiesa è arricchita da un'alta cupola.

L'interno della chiesa si presenta a tre navate, suddivise da colonne con capitelli di stile ionico, con transetto. Nell'abside è posta una grande tela che raffigura il santo nell'atto di predicare. Nel transetto sono altre due tele: a destra la raffigurazione della Madonna del Divino Amore che soccorre Roma dopo i bombardamenti del 1943; a sinistra Gesù in gloria con angeli. Ai lati dell'ingresso due bronzi con la Crocifissione e la Madonna.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Rendina, Le Chiese di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2000, p. 109
  • C. Cerchiai, Quartiere X. Ostiense, in AA.VV, I quartieri di Roma, Newton & Compton Editori, Roma 2006
  • M. Alemanno, Le chiese di Roma moderna, Armando Editore, Roma 2006, Vol. III, pp. 52–54

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