Chiesa di San Falco

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Chiesa di San Falco
San Falco Palena.jpg
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo Abruzzo
LocalitàPalena-Stemma.png Palena
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareFalco di Palena
Antonino di Carpentras
Diocesi Sulmona-Valva
Consacrazione1953
Stile architettonicoMedievale, barocco, moderno
Inizio costruzioneXI secolo, poi post terremoto 1706
Completamento1953, ricostruzione del dopoguerra

Coordinate: 41°59′03.94″N 14°08′21.57″E / 41.984427°N 14.139325°E41.984427; 14.139325

La chiesa dei Santi Antonino e Falco è la chiesa patronale di Palena, in provincia di Chieti. È intitolata a san Falco di Palena, monaco basiliano morto a Palena nell'XI secolo, e a Sant'Antonino Martire[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Interno

Una prima chiesa fu eretta durante il periodo dell'evangelizzazione nell'VIII secolo da parte dei monaci benedettini volturnesi, sulle rovine di un tempio pagano dedicato a Giove o ad Ercole, e fu intitolata a santa Maria de Palena. Dopo l'arrivo dei Franchi di Pipino e successivamente di Carlo Magno il tempio, per volontà dei palenesi, venne dedicato a Sant'Antonino Martire che, giunto in Italia dalla Borgogna, la tradizione vuole sia passato a Palena nel V secolo. È comunque noto che il Santo, una volta arrivato a Salerno, abbia iniziato a girare i centri del Regno di Napoli per diffondere il Cristianesimo sotto papa Innocenzo I. Più volte il luogo di culto fu distrutto dalle incursioni barbare e dai terremoti, ma fu sempre ricostruito nello stesso sito. Intorno all'XI secolo i conti di Valva, feudatari di Palena, lo abbellirono all'interno di un più vasto piano di rimaneggiamento di chiese e monasteri nei possedimenti, come attestato dal rinvenimento di alcuni capitelli riconducibili all'arte protogotica dell'XI secolo[1].

Con la traslazione delle spoglie di san Falco dalla chiesa di Sant'Egidio al presente edificio, quest'ultimo cambiò di denominazione. Il corpo del santo e gli armadi del reliquiario riuscirono a salvarsi dal violento terremoto che il 3 novembre 1706 distrusse la chiesa e tre quarti del paese. La nuova ricostruzione dovette però essere demolita nel 1841, quando divenne troppo piccola per contenere l'accresciuta popolazione. Su progetto dell'ingegnere architetto Raffaele Chiaverini il tempio fu innalzato nuovamente, ma fu raso al suolo dal bombardamento americano del 13 gennaio 1944, nel giorno della ricorrenza della morte di San Falco[1].

Dalla riedificazione del 1953 soltanto il campanile fa parte della chiesa precedente, ma le forme esterne vi rimangono comunque fedeli[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'architettura è molto fedele a quella originale. La pianta basilicale è a croce latina con un ampio transetto decorato da due rosoni.

La facciata in mattoni rossi è squadrata da fasce marmoree e ha un ampio rosone. Sopra il.transetto c'è una cupola ottagonale molto bassa e ampia con un oblò per ogni lato.

Il campanile è una torre imponente divisa in tre settori da cornici. Gli ultimi due settori hanno archi per ogni lato. Sulla sommità c'è una lanterna con archi che termina con cuspide. Alla base del campanile ci sono tracce della struttura originaria e delle arcate a tutto sesto. Sul lato di destra la roccia su cui poggia il campanile si collega con il fiume Aventino ed ha un'infossatura dentro cui è stata collocata la statua di una Madonna.

L'interno della chiesa aveva dipinti barocchi ma sono andati quasi tutti dispersi con la distruzione. Gli affreschi originari però sono stati recuperati fedelmente. Inoltre vicino l'altare sono conservate ancora le reliquie di San Falco da Palena.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Sant'Antonino Martire e San Falco, Pro Loco Palena. URL consultato il 18 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2014).

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