Chiesa di San Maclovio

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Coordinate: 49°26′23.08″N 1°05′53.87″E / 49.439745°N 1.098298°E49.439745; 1.098298

Chiesa di San Maclovio
Église Saint-Maclou
Chiesa di San Maclovio
Stato Francia Francia
Regione Haute-Normandie flag.svg Alta Normandia
Località Blason Rouen 76.svg Rouen
Religione Cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Rouen
Consacrazione 1521
Stile architettonico Gotico
Inizio costruzione 1436
Completamento 1520
Sito web Chiesa cattolica di Rouen

La chiesa di San Maclovio, in francese église Saint-Maclou è una chiesa, e uno dei principali monumenti della città francese di Rouen, in Normandia. Costruito in stile gotico-fiammeggiante tra 1437 e 1517 è classificata come monumento storico dal 1840.

Storia[modifica | modifica sorgente]

veduta con piazza antistante
veduta della facciata con la torre nolare
veduta dell'abside con la torre della cattedrale sullo sfondo
il prezioso portico gotico-fiammeggiante di Ambroise Harel sulla facciata
l'organo rinascimentale
veduta dell'interno

La chiesa, dedicata a san Maclovio, era all'origine una semplice cappella situata fuori le mura. Divenuta parrocchiale venne distrutta e riedificata fra il 1203 e il 1210. Infine venne di nuovo ricostruita a partire dal 1436 dall'architetto Pierre Robin che progettò l'edificio odierno. Si susseguirono Oudin de Mantes, Simon Le Noir (verso il 1447) e Ambroise Harel che fra il 1477 e il 1500 costruì il portico della facciata e cominciò la torre nolare. Poi fu la volta di Pierre Gringoire che terminò la torre e realizzò la scala interna[1]. Verso il 1517 Martin Desperrois eresse una complicata guglia lignea rivestita in piombo a coronamento della torre nolare.

La chiesa di San Maclovio, gioiello dell'architettura gotica secondo la sua variante dello stile Fiammeggiante, poté dirsi completata e nel 1521 venne consacrata ufficialmente dal cardinale Georges II d’Amboise, arcivescovo di Rouen.

Nel XVIII secolo iniziò una nuova campagna di lavori, che vide la demolizione della guglia della torre verso il 1735 e un nuovo sontuoso paramento ligneo decorativo barocco per il coro, disegnato da Charles III Thibault tra il 1775 e il 1782. Con la Rivoluzione francese l'edificio venne chiuso al culto nel 1793, e riaperto nel 1802.

Nel 1840 venne dichiarata Monumento storico di Francia[2] e si provvide a un generale restauro. L'architetto Jacques-Eugène Barthélémy costruì, fra il 1868 e il 1871, una nuova guglia neogotica per la torre nolare, in pietra, alta 83 metri. Nell'ultimo quarto del secolo si demolirono anche le antiche botteghe cinquecentesche che si addossavano alla chiesa.

Durante la seconda guerra mondiale la chiesa venne colpita da due bombe nel giugno del 1944 distruggendo le volte del deambulatorio e del coro, gran parte delle vetrate e la fastosa decorazione lignea barocca che rivestiva il coro. La torre nolare minacciava di crollare. Dopo la guerra iniziarono i grandi restauri che ridiedero parzialmente la chiesa al culto nel 1965. Nel 2000 venne restaurato il coro e la torre nolare venne di nuovo inaugurata il 23 giugno 2007. Un altro cantiere è iniziato a settembre 2011 e prevede lavori per tutte le coperture e le facciate entro la fine del 2013.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

L'edificio è caratterizzato da una fastosa facciata aperta da un rosone, sulla quale si appoggia un portico convesso semicircolare su cinque arcate ogivali dalle alte e traforate ghimberghe. Sotto al portico si aprono tre ricchi portali, due dei quali dotati da porte lignee dai battenti rinascimentali, del 1540-52, finemente scolpiti da Jean Goujon[3]. Il portale principale presenta scene della Resurrezione e un Giudizio universale nel timpano, quella nord la pericope del Buon Pastore.

La chiesa è a pianta a croce latina con transetto e coro a deambulatorio, presenta un corto piedicroce sorretto da possenti archi rampanti traforati, fra i quali si impostano le cappelle laterali. Sulla crociera si erge, secondo la tipica tradizione normanna, la torre nolare, sormontata dalla guglia neogotica.

L'interno, diviso in tre navate da pilastri a fascio ha la caratteristica di impostare la prospettiva dell'asse centrale del coro su un pilastro bensì che su un'arcata. Le strutture murarie sono ridotte al minimo per lasciare le aperture ai grandi finestroni gotici. Della mirabile decorazione lignea barocca che rivestiva il coro, resta solo la grande Trave della Gloria del XVIII secolo che lo separa dalla navata.


In controfacciata si conserva un prezioso organo rinascimentale dalla qualità del suono rimarcabile. La cassa lignea è opera di Nicolas Castille e la ricca tribuna venne realizzata nel 1521 ove sono due colonne dai capitelli scolpiti dal celebre scultore Jean Goujon[4]. A sinistra s'imposta una splendida scala a spirale gotico-fiammeggiante, opera realizzata fra il 1518 e il 1520 da Pierre Gringoire[5].

Sul lato est del coro è la sacrestia, costruita da Guillaume Rybert 1535 e rifatta in stile neo-rinascimentale dove le colonne in marmo sono autentiche e provengono dall'Italia.

Le vetrate[modifica | modifica sorgente]

Le vetrate della chiesa di San Maclovio rappresentano l'unico esempio cittadino di una vetreria interamente progettata e realizzata nella seconda metà del XV secolo. Deposte nel 1918 e nel 1940 per le due grandi guerre, le antiche finestre sono scampate alla distruzione. Dal 1975 al 1985 sono state sottoposte a un'opera di restauro condotta dal mastro vetraio Le Chevallier. Finestre moderne hanno rimpiazzato le vetrate disperse, tuttavia altre vetrate sono in attesa di essere rimontate a causa dei lavori di restauro[6].

Di particolare rilievo sono quelle sopra i portali laterali della controfacciata. In quello nord è l'Albero di Jesse del XV secolo, ove Jesse è rappresentato seduto secondo un'abitudine nata nelle Fiandre; e in quello sud una Crocifissione.

Note e referenze[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito del Ministero della Cultura francese
  2. ^ Sito del Ministero della Cultura francese
  3. ^ Sito della parrocchia
  4. ^ Francia, Guida TCI, 1996
  5. ^ Sito della Parrocchia
  6. ^ Sito della Parrocchia

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Charles Ouin-La-Croix, Histoire de l'église & de la paroisse de Saint-Maclou de Rouen, Rouen, Mégard, 1846, 280 p. (OCLC 427561718)
  • Julien Loth (ill. Jules Adeline), Saint-Maclou de Rouen : l'église, la paroisse, Rouen, Ed. Lecerf Fils, 1913, 153 p. (OCLC 10738098)
  • René Herval, Saint Maclou de Rouen, Rouen, Defontaine, coll. « Les Richesses de chez nous », 1933 (OCLC 312965704)
  • Joseph Daoust, L'Église Saint Maclou de Rouen, Lione (OCLC 462049592)
  • Christian Moulin e Janine Vilpoix, Relevé des mariages de la paroisse de Saint-Maclou de Rouen de 1771 à 1781: table filiative, Rouen, Cercle généalogique Rouen Seine-Maritime, 1997
  • Christian Moulin, Relevé des mariages de la paroisse de Saint-Maclou de Rouen de 1772 à 1782: table filiative, Rouen, Cercle généalogique Rouen Seine-Maritime, 1997
  • Yves Bottineau-Fuchs, Haute-Normandie Gothique Architectue religieuse, Paris, Ed. Picard, coll. « Les Monuments de la France gothique », 2001 (ISBN 2-7084-0617-5)
  • Martine Callias Bey, Véronique Chaussé, Françoise Gatouillat, Michel Hérold, Corpus Vitrearum - Les vitraux de Haute-Normandie, Éditions du patrimoine, Paris, 2001 (ISBN 2-85822-314-9) ; p. 495

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