Chiesa di Gesù Bambino all'Esquilino

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Gesù Bambino all’Esquilino
Bambin Gesu 110629 022.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàRoma
Coordinate41°53′52.48″N 12°29′45.1″E / 41.89791°N 12.49586°E41.89791; 12.49586
Religionecattolica di rito romano
Diocesi Roma
Consacrazione9 settembre 1736
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1713
Completamento1736

La chiesa di Gesù Bambino all'Esquilino è un luogo di culto cattolico di Roma, nel rione Monti, in via Urbana.

Essa sorge di fronte alla Basilica di Santa Pudenziana ed è annessa al convitto e alla casa generalizia delle Suore Oblate del Bambino Gesù. La chiesa fu edificata sotto il pontificato di Clemente XII, inizialmente su progetto di Alessandro Specchi (1713), cui subentrarono ben presto Carlo Buratti e soprattutto Ferdinando Fuga, che portò a termine la chiesa nel 1736; essa fu solennemente consacrata il 9 settembre 1736, come ricorda un'epigrafe all'interno. Il convitto invece, che occupa un intero isolato, fu portato a termine nell'Ottocento da Andrea Busiri Vici.

La chiesa era preceduta da una doppia rampa di scale, demolite dopo l'unità d'Italia per le opere di innalzamento del livello stradale. Il portale d'ingresso si presenta semplice nelle sue forme, mentre più elegante e fastosa appare la grande finestra superiore ornata da uno stemma con festoni.

La chiesa fu sottoposta ad un radicale restauro nel 1882, sotto la direzione dell'architetto Andrea Busiri Vici. A questa fase risalgono i quattro angeli con cartigli nei pennacchi della cupola e il Bambin Gesù nella volta dell'altare maggiore.

L'interno è a croce greca e di forma rotonda con cupola a catino e tre altari. All'altare maggiore si trova, recentemente restaurata e ricollocata dopo oltre un secolo, l'opera, di Marco Benefial, l'Adorazione dei pastori. Sull'altare destro: il dipinto di S. Agostino che trionfa sulle eresie di Domenico Maria Muratori, e su quello sinistro: Visione di S. Andrea Corsini di fronte alla Vergine di Giacomo Zoboli[1]. Riccamente decorata è la Cappella della passione disegnata da Virginio Vespignani e realizzata nel 1856 con marmi policromi, stucchi dorati e pitture a tempera di Francesco Grandi, per volontà del cardinale Mario Mattei per costudire la venerata statua di Gesù incoronato di spine.

Nella casa sul lato destro della chiesa vi è una lapide che ricorda il sacrificio del sacerdote Pietro Pappagallo, morto alle Fosse Ardeatine:

L'interno, con il presbiterio e l'altar maggiore

«In questa casa, nel tempo buio dell’occupazione nazista, rifulse la luce del cuore generoso di don Pietro Pappagallo (Terlizzi, Bari, 28-06-1888 – Roma, Fosse Ardeatine, 24-03-1944). Accolse con amore i perseguitati di ogni fede e condizione fino al sacrificio di sé, cadde nel segno estremo della redenzione e del perdono di Dio. Il Comune di Roma pose nel 53° anniversario dell’eccidio per ricordare che i caduti per la libertà sono le vive sementi di una umanità migliore.»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Simone Andreoni, Giacomo Zoboli, Roma, Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 100, 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Laura Gigli, Rione XIV Borgo - Parte seconda, in Guide rionali di Roma, Roma, Fratelli Palombi, 1992, ISBN non esistente.
  • Federico Gizzi, Le chiese di Roma del Sette e Ottocento, in Roma tascabile, Roma, Newton & Compton, 1995, p. 11, ISBN 88-8183-133-3.
  • Alberto Manodori, Rione I Monti, in I rioni di Roma, vol. I, Roma, Newton & Compton, 2000, pp. 36-130, ISBN 978-88-5410-344-3.
  • Claudio Rendina, Le Chiese di Roma, Roma, Newton & Compton Editori, 2004, pp. 117-120, ISBN 978-88-541-1833-1.
  • Sandra Suatoni, Bambin Gesù, in Roma Sacra: guida alle chiese della città eterna, n. 28, Napoli, Elio De Rosa, 2004 (X), pp. 32-37, ISSN 1126-6546 (WC · ACNP).

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