Cheratosi solare

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Cheratosi solare sulle labbra

Per cheratosi solare (o cheratosi attinica) in campo medico si intende una forma di ipercheratosi di natura solare sulla cute, è una lesione pre-cancerosa displastica che può evolvere in una forma maligna (carcinoma spinocellulare), per via della condizione di possibile evoluzione viene chiamata precancrerosi e non tumore benigno.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Molto più diffuso in persone con pelle chiara, l'età di maggiore diffusione si attesta dalla quarta decade in poi. Fra i fattori di rischio vi è la presenza di efelidi, una correlazione genetica non è sicura ma sotto attenzione della letteratura. le zone più a rischio sono il dorso della mani e i padiglioni auricolari.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

la causa è l'esposizione continua alla luce solare, caratteristica comune anche in un'altra forma simile la cheilite solare Può intervenire anche un'infezione virale da Papilloma virus.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Lesione ad aumentato potenziale proliferativo, displastico, con sviluppo dello strato corneo paracheratosico. Presenti atipie nello strato basale. Esistono forme più iperplastiche, altre più infiammatorie. La proliferazione rimane comunque entro la membrana basale. Possono esserci aree di acantolisi (di vescicolazione). Può essere associata ad elastosi solare.

Manifestazioni cliniche[modifica | modifica sorgente]

Il diametro della massa è di piccole dimensioni (solitamente 1-2 mm), si mostrano iperplasie. Anche se si dovesse sviluppare nella forma maligna difficilmente crea metastasi. Ha una crescita lenta.

Diagnosi differenziale[modifica | modifica sorgente]

Diverse sono le patologie di cui devono essere differenziate tramite esami specifici:

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Sono molti i trattamenti possibili soprattutto quando la neoplasia è circoscritta: crioterapia, laserchirurgia e diatermocoagulazione. Per quanto riguarda la terapia medica è possibile somministrare, in forma topica, diversi preparati tra cui masoprocol, imiquimod, tretinoina e il 5-fluorouracile. I soggetti con gli occhi chiari (i più esposti e più a rischio) possono difendersi con appositi fotoprotettori. Nei casi più gravi è previsto il trapianto degli organi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Tullio Cainelli, Giannetti Alberto, Rebora Alfredo, Manuale di dermatologia medica e chirurgia terza edizione, Milano, McGraw-Hill, 2004, ISBN 9788838623875.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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