Cesare Alessandri

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Cesare Alessandri

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXV
Circoscrizione Venezia

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano

Cesare Alessandri (Firenze, 13 febbraio 1869Roma, 1929) è stato un politico, giornalista e sindacalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Operaio, ebbe fin da giovane incarichi di rilievo nel Partito Socialista Italiano ed entrò nella Direzione nazionale dopo il Congresso di Roma del 1900. Diresse il giornale "L'Avanguardia socialista" di Roma (8 giugno - 24 agosto 1902) su posizioni di socialismo rivoluzionario (cfr. Olga Majolo Molinari, La stampa periodica romana dal 1900 al 1926: scienze morali, storiche e filologiche, Istituto di studi romani, 1977, Volume 1, p. 67). Fu candidato alle elezioni politiche del 1904, ma non venne eletto. Diresse la Camera del Lavoro di Brindisi e poi quella di Venezia. Prima della guerra mondiale si trasferì in Francia, dove operò come corrispondente dell'Avanti!. Rientrato in Italia nel 1919, venne eletto alla Camera come capolista del PSI nella circoscrizione di Venezia. Al Congresso di Livorno del 1921 sottoscrisse la mozione unitaria con Baratono e Serrati, mentre al successivo Congresso di Milano fu il primo firmatario di una mozione centrista che mediava tra le correnti estreme del partito.

Nel 1922 divenne un sostenitore del socialista riformista Turati.

Quindi divenne filofascista, pagato nel 1923 dal Viminale probabilmente all'insaputa degli altri dirigenti del suo gruppo [1].

Insieme con l'on. Umberto Bianchi, anch'egli ex socialista, si adoperò per la formazione di un nuovo gruppo politico fiancheggiatore dei fascisti, che venne chiamato dei "Girondini" dal nome del settimanale "La Gironda" che ne fu il portavoce [2].

Nel 1927 fondò, con la moglie Gina Giannini, la "Rivista dell'Assistenza" dedicata alle problematiche familiari e sostenne le posizioni fasciste in fatto di famiglia e demografia, tanto che la moglie propose una "Carta della Maternità" tipica delle politiche dittatoriali del Ventennio [3].

Morì nel 1929 a Roma [4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia contemporanea, IV-VI, Società editrice il Mulino, 1980, pp. 615, 617.
  2. ^ Luigi Albertini e Ottavio Barié, Epistolario. 1911-1926: Il dopoguerra, A. Mondadori, 1968, p. 1948.
  3. ^ Simona Viviana Ruggeri, Donne e giornali nel fascismo: dizionario storico-biografico, Fiore, 2004, p. 26.
  4. ^ Alcide De Gasperi, Le battaglie del Partito popolare: raccolta di scritti e discorsi politici dal 1919 al 1926, Edizioni di storia e letteratura, 1992, p. 151.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]