Centro nazionale trapianti

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Il Centro nazionale trapianti, con sede a Roma presso l'Istituto superiore di sanità[1], ha il compito di[2]:

  • controllare e coordinare l'attività di prelievo e trapianto su scala nazionale, nonché di elaborare e sostenere le linee-guida e formulare le raccomandazioni operative
  • monitorizzare, attraverso il Sistema informativo trapianti (SIT)[3], e archiviare l'intera attività svolta in Italia; i dati raccolti vengono poi utilizzati per determinare l'evoluzione della qualità dei risultati e per accedere rapidamente alla manifestazione di volontà di un eventuale donatore
  • promuovere iniziative in favore della donazione e istituire corsi di formazione specializzati per migliorare il sistema di trapianti in Italia.

Riferimenti normativi[modifica | modifica wikitesto]

In base alla legge 1º aprile 1999 n. 91[4] il Servizio sanitario nazionale prevede oggi che il coordinamento dell'attività di donazione, prelievo e trapianto sia articolato su quattro livelli:

  • nazionale (Centro nazionale trapianti),
  • regionale (centri regionali trapianto),
  • interregionale (centri interregionali trapianto) e
  • locale (Asl e centri trapianto).

Organizzazioni che operano nel campo dei trapianti[modifica | modifica wikitesto]

  1. Nord Italia transplant (NITp). Comprende le regioni: Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Veneto, e la provincia autonoma di Trento. Possiede un centro interregionale di riferimento (Policlinico di Milano) che gestisce le liste di attesa, riceve le segnalazioni degli eventuali donatori, assegna gli organi da trapiantare ed esegue le indagini immunologiche pre-trapianto. Più del 50% dei trapianti italiani, vengono eseguiti all'interno dell'NITp.
  2. Associazione interregionale trapianti (AIRT). Comprende le regioni: Piemonte, Valle d'Aosta, Toscana, Emilia-Romagna, Puglia e la provincia autonoma di Bolzano. Essa prevede 4 Centri di Riferimento (Torino, Firenze, Bologna, e Bari) che si alternano nella gestione delle urgenze. Le liste di attesa sono regionali, nonché le indagini immunologiche e l'allogazione degli organi sono eseguite da centri regionali.
  3. Organizzazione centro-sud trapianti (OCST). Comprende le regioni: Abruzzo, Basilicata, Umbria, Campania, Lazio, Calabria, Molise, Sardegna e Sicilia. Ha un centro Interregionale di riferimento a Roma che, come nell'AIRT gestisce il programma delle urgenze. Anche in questo caso la gestione delle liste di attesa è regionale, e i criteri di allocazione degli organi sono diversi, e le indagini immunologiche non sono centralizzate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo 8 della legge n. 91 del 1º aprile 1999
  2. ^ Articolo 8, comma 6, della legge n. 91 del 1º aprile 1999
  3. ^ Articolo 7 della legge n. 91 del 1º aprile 1999
  4. ^ Legge 1º aprile 1999, n. 91 Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 15 aprile 1999.

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