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Cenerentola (balletto)

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Cenerentola
CompositoreSergej Sergeevič Prokof'ev
Tipo di composizioneBalletto
Numero d'operaop. 87
Epoca di composizione1940-1944
Prima esecuzioneMosca, 22 novembre 1945
PubblicazioneEdizione Muzfond, Mosca, 1946
Durata media2 ore circa
Organicovedi sezione

Cenerentola (op. 87) è un balletto in tre atti con musica di Sergej Sergeevič Prokof'ev, scritto fra il 1940 e il 1944, basato sull'omonima fiaba; la coreografia originale fu Rostislav Zacharov, il libretto di Nikolaj Volkov tratto dalla favola di Charles Perrault.

«Ciò che volli esprimere sopra tutto il resto nella mia musica di "Cenerentola" fu l'amore poetico tra lei ed il principe, la nascita ed il fiorire del sentimento, gli ostacoli sul suo cammino e alla fine la realizzazione del sogno.[1]»

Nel 1940 Prokof'ev aveva appena terminato l'opera Matrimonio al convento e subito si dedicò alla composizione della musica per il balletto Cenerentola commissionatogli dal Teatro Kirov di Leningrado. Quando però, l'anno seguente, iniziò il conflitto con la Germania, il musicista sospese il suo lavoro e si dedicò a comporre brani di sostegno per i suoi compatrioti che erano al fronte; scrisse così la Marcia sinfonica op. 88, i Sette canti popolari op. 89 e iniziò anche la stesura dell'opera Guerra e pace. Il compositore riprese a scrivere il balletto nel 1943 quando il Teatro Kirov venne trasferito, per motivi bellici, a Molotov. Inizialmente il Teatro aveva deciso di affidare la coreografia a Konstantin Sergeyev; Prokof'ev si incontrò più volte con Volkov per definire il libretto e finì di scrivere la partitura al pianoforte. Nel 1944 egli terminò l'orchestrazione e la coreografia venne affidata a Rostislav Zakharov; la rappresentazione verrà però posticipata per problemi logistici del Teatro. L'anno successivo, il 22 novembre 1945, Cenerentola andò in scena al Teatro Bol'šoj di Mosca con le scene di Pëtr Villjams e l'orchestra diretta da Yuri Fayer; interprete principale fu Ol'ga Lepešinskaja che si alternò nel ruolo di Cenerentola con Galina Ulanova.

L'anno seguente, l'8 aprile 1946, il Teatro Kirov mise in scena la versione creata da Konstantin Sergeyev che fu anche l'interprete del Principe, mentre affidò il ruolo di Cenerentola alla moglie, Natal'ja Dudinskaja.[2]

La storia non si discosta molto da quella della celebre favola, a parte due scene che sono state modificate e ampliate nel primo atto da Volkov per ragioni coreografiche: la preparazione e l'abbigliamento per il ballo delle due sorellastre e l'intervento delle quattro fate in aiuto di Cenerentola per la sua vestizione.[3] Il padre di Cenerentola, che nella fiaba originale è deceduto, è invece qui presente in uno dei ruoli principali. La scena in cui il Principe dona a Cenerentola tre arance è inoltre una citazione, sia musicale che concettuale, dell'opera L'amore delle tre melarance dello stesso Prokof'ev.

Cenerentola è l'unica figlia di un vecchio vedovo, che si è risposato per darle una madre; la sua matrigna la costringe a fare da serva nella propria casa e ad aiutare le due sorellastre a prepararsi per il Ballo di Primavera, durante il quale si vocifera che il Principe sceglierà la sua futura sposa. Le due sorellastre si mettono insieme al lavoro sul telaio per tessere un nuovo scialle ma, una volta terminato, litigano su chi lo indosserà e finiscono per strapparlo, per poi andarsene furibonde. Cenerentola è costretta dalla matrigna a rassettare.

L'anziano padre di Cenerentola torna a casa dal lavoro. Da quando si è risposato, Cenerentola è stata costretta dalla matrigna a dormire vicino al camino della cucina e a vestire solo stracci coperti di cenere. Suo padre non ha mai superato il dolore per la morte della prima moglie e, sebbene sia preoccupato per la sua unica figlia, è incapace di opporsi alla sua seconda sposa. Tra padre e figlia c'è un momento di tenerezza, che viene però interrotto quando la matrigna e le due sorellastre rientrano e iniziano a dare loro ordini. Durante la cena, una vecchia mendicante si presenta chiedendo riparo; le sorellastre e la matrigna la scacciano, ma Cenerentola le offre il proprio posto vicino al fuoco della cucina e il suo unico paio di pantofole. La mendicante loda la sua gentilezza e se ne va.

I preparativi per il ballo riprendono. Dopo aver scelto i vestiti, essersi truccate e acconciate e preso una breve lezione di ballo, le tre donne partono finalmente per il castello del Principe; anche il padre le accompagna, lasciando Cenerentola a casa. La ragazza tenta di consolarsi ballando con la scopa e sognando che sia stato lo stesso Principe a chiederle di ballare. Improvvisamente riappare la vecchia mendicante, desiderosa di restituirle le pantofole: con grande stupore di Cenerentola, esse si sono trasformate in scarpine di cristallo. La vecchia mendicante si toglie il travestimento, rivelandosi la fata madrina di Cenerentola, venuta a esaudire il suo desiderio di andare al ballo: chiamando in aiuto le fate di Primavera, Estate, Autunno e Inverno, trasforma gli stracci di Cenerentola in un bellissimo vestito, una zucca e dei topolini in carrozza e cavalli, e cavallette e libellule in un seguito di valletti. Mentre sta per andarsene, però, la fata madrina avverte Cenerentola che la magia durerà solo fino a mezzanotte, poi l'incantesimo si spezzerà e tutto tornerà come prima; solo le scarpette di cristallo rimarranno come premio per la sua bontà. La fata evoca quindi dodici nani, che avranno il compito di segnalarle l'arrivo della mezzanotte. Al colmo della felicità, Cenerentola parte per il ballo.

Il Ballo di Primavera è iniziato: moltissimi ospiti arrivano da tutto il regno e oltre, per ballare e rendere omaggio al Principe. Le due sorellastre cercano di guadagnarsi il favore della corte reale mostrando le loro abilità di ballerine, ma appaiono goffe e sgraziate, con grande disappunto della madre. Il Principe si unisce quindi ai festeggiamenti, ma annoiato dagli eventi mondani e riluttante a sposarsi senza amore, rifiuta di ballare con qualunque fanciulla, soprattutto con le fastidiose sorellastre.

Cenerentola arriva al palazzo: grazie ai suoi sontuosi abiti, tutti credono che sia una misteriosa principessa. Il Principe rimane incantato dalla sua bellezza, e chiede di ballare solo con lei. Cenerentola affascina l'intera corte con la sua grazia, e il Principe innamorato trascorre tutta la serata al suo fianco, concedendole perfino l'onore di prendere in dono tre arance, prelibatezze importate da una terra lontana. Cenerentola ne tiene una per sé e offre le altre due alle sue sorellastre, così lusingate da non riconoscerla. Il Principe conduce poi Cenerentola nei giardini reali, dove ciascuno proclama il proprio amore all'altro.

Cenerentola è così felice da aver dimenticato il monito della fata madrina. Tuttavia, al primo rintocco della mezzanotte, i dodici nani spuntano dal grande orologio del castello e le ricordano che di lì a poco l'incantesimo svanirà. Terrorizzata all'idea di essere smascherata come una semplice stracciona, la fanciulla fugge dalla sala da ballo, tra lo stupore degli altri ospiti. Il Principe la insegue, ma lei scompare nella notte pochi istanti prima che l'incantesimo si spezzi, perdendo una delle sue scarpette di cristallo. Il Principe è distrutto al pensiero di aver perso il suo amore così presto dopo averla scoperta, ma dopo aver trovato la scarpina perduta, giura di non riposare finché non avrà trovato la fanciulla che la calzava.

La mattina dopo il ballo, il Principe convoca tutti i calzolai del regno per scoprire chi di loro abbia fatto la scarpetta e per chi, ma nessuno di loro si dichiara in grado di fabbricarne una di cristallo; conclude perciò che la principessa debba provenire da una terra straniera, e decide di partire per cercarla. La sua disperata ricerca lo porta prima nel Mediterraneo, poi in Oriente e in terre più lontane; durante i suoi viaggi incontra bellissime principesse, ma nessuna è la sua amata. Il Principe torna allora nel suo regno, provando la scarpetta ad ogni fanciulla presente al ballo. L'amore gli ha comunque permesso di sfidare le leggi del tempo e dello spazio, viaggiando per il mondo intero in una sola notte.

Al risveglio, Cenerentola crede che gli eventi della notte precedente siano stati solo un sogno, ma quando trova la scarpetta di cristallo accanto a sé si rende conto che è stato tutto vero. A colazione, le sorellastre litigano per stabilire chi tra loro abbia fatto colpo sul Principe; la loro lite viene interrotta quando il padre e la matrigna irrompono con la notizia che il Principe sta arrivando a casa loro per provare a entrambe la scarpetta.

Il Principe prova la scarpetta sulle due sorellastre, senza successo. La matrigna, però, chiede di avere un'altra possibilità e cerca di forzare i piedi delle due a entrare nella scarpetta, ordinando a Cenerentola di aiutarla: mentre la fanciulla si china per aiutare, l'altra scarpetta le cade dalla tasca e il Principe finalmente riconosce la sua amata: Cenerentola, infatti, indossa senza problemi entrambe le scarpette di cristallo. La matrigna e le sorellastre chiedono perdono a Cenerentola per i maltrattamenti che le hanno inferto, mentre il padre, commosso, benedice la sua unione col Principe; la fanciulla perdona tutti loro. Appare la fata, che trasporta Cenerentola e il Principe in un giardino incantato, dove i due danzano un dolcissimo valzer.

  • Atto primo
    • 1.Introduzione
    • 2.Danza dello scialle
    • 3.Cenerentola
    • 4.Il padre
    • 5.La fata madrina
    • 6.Nuovi abiti per le sorelle
    • 7.La lezione di danza
    • 8.Partenza della matrigna e delle sorelle per il ballo
    • 9.Cenerentola sogna il ballo
    • 10.Gavotta
    • 11.Seconda apparizione della fata madrina
    • 12.La fata primavera
    • 13.La fata estate
    • 14.Libellule e cavallette
    • 15.La fata autunno
    • 16.La fata inverno
    • 17.La partenza interrotta
    • 18.L'orologio
    • 19.Cenerentola parte per il ballo
  • Atto secondo
    • 20.Danza dei cortigiani
    • 21.Passepied
    • 22.Bourrée
    • 23.Variazione di Skinny
    • 24.Variazione di Dumpy
    • 25.Danza dei cortigiani
    • 26.Mazurka ed entrata del Principe
    • 27.Danza dei quattro compagni del Principe
    • 28.Mazurka
    • 29.Cenerentola arriva al ballo
    • 30.Grande valzer
    • 31.Promenade
    • 32.Danza di Cenerentola
    • 33.Danza del Principe
    • 34.Rinfreschi per gli ospiti
    • 35.Duetto delle sorelle con le arance
    • 36.Duetto del Principe e di Cenerentola
    • 37.Coda del valzer
    • 38.Mezzanotte
  • Atto terzo
    • 39.Il Principe e i calzolai
    • 40.Primo galop del Principe
    • 41.Tentazione
    • 42.Secondo galop del Principe
    • 43.Orientalia
    • 44.Terzo galop del Principe
    • 45.Risveglio di Cenerentola
    • 46.La mattina dopo il ballo
    • 47.La visita del Principe
    • 48.Il Principe riconosce Cenerentola
    • 49.Valzer lento
    • 50.Amoroso

La vena profondamente lirica della musicalità di Prokof'ev portò il compositore a scrivere, se pure in anni tragici come quelli della seconda guerra mondiale, opere ritenute se non proprio leggere, quanto meno di evasione; così, inframmezzate comunque da lavori di impegno civile e patriottico, egli scrisse prima Romeo e Giulietta e poi Cenerentola. Il compositore rivendicò sempre questo suo aspetto, ponendo come fondamento della sua musica proprio la liricità e opponendosi a chi in lui vedeva essenzialmente un aspetto grottesco.[4]

Cenerentola con la sua storia romantica diede modo a Prokof'ev di dimostrare largamente il suo carattere prevalentemente lirico, senza dimenticare che anche l'aspetto più ironico e un po' grottesco trova spazio nella caratterizzazione di personaggi quali la matrigna e le sorellastre.[3] Ogni personaggio ha comunque una sua individuazione musicale. Cenerentola ha tre temi che la connotano; il primo è legato alla fanciulla maltrattata, il secondo la accompagna nei suoi sogni romantici e il terzo, il più melodico, sottolinea la felicità della giovane che ha trovato l'amore. La fata madrina è introdotta da un'atmosfera magica, mentre al padre è affidato un tema quasi ritroso e un po' ironico per sottolineare un personaggio pauroso e insignificante. Al Principe sono affidate tutte le grandi arie di danza, dalla mazurka al valzer che balla con Cenerentola, ai tre galop del terzo atto.

Il balletto è costruito seguendo schemi tradizionali ciaikovskiani; sono presenti tutti gli aspetti delle danze classiche, dalla mazurka, alla gavotta, al valzer, alla pavana, ai pas de deux e a tutte le molteplici variazioni.[5] La brillantezza della partitura, la sua vivacità ritmica e la sua vena melodica, una drammaticità sempre garbata e velata di ironia, unitamente all'orchestrazione ben strutturata, ricca e brillante, fanno di Cenerentola una delle opere più espressive e serene del musicista e la hanno resa subito molto popolare.

Prokof'ev nel 1946 trasse, dai cinquanta brani del balletto, tre suites per orchestra, op.107, 108 e 109; la prima comprende otto pezzi, la seconda sei e la terza otto.

Organico orchestrale

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Ottavino, due flauti, due oboi, corno inglese, due clarinetti, clarinetto basso, due fagotti, controfagotto, quattro corni, tre trombe, tre tromboni, basso tuba, timpani, tamburo basco, woodblock, triangolo, piatti, grancassa, campane tubolari, xilofono, glockenspiel, tam-tam, maracas, arpa, pianoforte, celesta, archi.

Altre versioni coreografiche

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Numerosissime sono state le nuove coreografie create per la Cenerentola di Prokof'ev. La più importante e che ha fatto scuola[6] è stata quella di Frederick Ashton realizzata il 23 dicembre 1948 a Londra alla Royal Opera House con scene e costumi di Jean Denis Malclès; interpreti principali furono Moira Shearer (Cenerentola), sostituita l'anno seguente da Margot Fonteyn, Michael Somes (il Principe). La novità del balletto sta nei ruoli delle due sorellastre affidati a due danzatori maschi, in questo caso lo stesso Ashton e Robert Helpmann, e nell'abolizione del personaggio della matrigna.

Nel 1955 Alfred Rodrigues crea la sua versione per il Teatro alla Scala con scene di André Beaurepaire con Violette Verdy sostituita poi da una giovane Carla Fracci.

Vaslav Orlikovskij realizzò Cenerentola a Parigi al Théâtre des Champs-Élysées il 4 dicembre 1963 per il Primo Festival internazionale della Danza.

Celia Franca propose la sua versione a Toronto all'O'Keefe Center con il National Ballet of Canada il 15 aprile 1968.

Paolo Bortoluzzi crea una sua proposta per il Teatro alla Scala il 16 marzo 1977 con scene e costumi di Germinal Casado e con interpreti lo stesso Bortoluzzi affiancato da Luciana Savignano; la coreografia accentua l'aspetto favolistico della storia visto attraverso il sogno di una bambina che vede uscire da un grande libro i personaggi della fiaba.

Rudol'f Nureev realizzò una moderna versione per l'Opéra di Parigi nel 1986 con scene di Pétrika Ionesco, costumi di Hanae Mori e interprete principale Sylvie Guillem; il balletto è ambientato in una Hollywood anni trenta con Cenerentola trasformata in una diva del cinema.

  1. Tratto dalla presentazione di Cenerentola scritta da Prokof'ev e citato in: "Sergej Prokofiev. La vita, la poetica, lo stile" di Piero Rattalino, Varese, Ed. Zecchini, 2003, p.227
  2. Horst Koegler, The Concise Oxford Dictionary of Ballet, Oxford, Oxford University Press, 1977.
  3. 1 2 Piero Rattalino, Sergej Prokofiev. La vita, la poetica, lo stile, Varese, Zecchini, 2003.
  4. Sergej Prokof'ev, Autobiografia. Infanzia e giovinezza, in Sovietskaja Muzika, 1941 n.4.
  5. Mario Pasi, AA.VV. Il Balletto. Repertorio del Teatro di Danza dal 1581, Milano, Mondadori, 1979, p. 242.
  6. Mario Pasi, AA.VV. Il Balletto. Repertorio del Teatro di Danza dal 1581, Milano, Mondadori, 1979, p. 243.

Collegamenti esterni

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