Duomo di Macerata

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Duomo di San Giuliano
DuomoMacerata.JPG
StatoItalia Italia
RegioneMarche
LocalitàMacerata
Coordinate43°18′02.63″N 13°27′24.7″E / 43.300731°N 13.456861°E43.300731; 13.456861
Religionecattolica
Diocesi Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia
ArchitettoCosimo Morelli
Stile architettonicoTardobarocco-neoclassico
Inizio costruzione1771 su edificio precedente
Completamento1790

La cattedrale di Macerata, o duomo di San Giuliano, nota fin dal X secolo, è la chiesa cattedrale della diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima della costruzione del duomo, sul terreno su cui poi sorgerà la cattedrale maceratese si trovava una piccola chiesa rurale dedicata a San Giuliano, eretta nel 1022. Tra XIV e XV secolo, a fianco della chiesa venne eretto un secondo edificio, completato nel 1478 dalla costruzione del campanile ancora oggi visibile, di stile gotico fiorito (probabilmente su disegno di Marino di Marco Cedrino).

Le due costruzioni presenti, vennero unificate a formare un'unica cattedrale neoclassico nel 1771, su progetto dell'architetto imolese Cosimo Morelli, eseguita a spese dell'allora vescovo di Macerata e Recanati, il forlivese Nicolò dall'Aste[1]. I lavori proseguirono sino al 1790.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Interno

La facciata, incompiuta, ha i resti di un campanile di scuola gotico-fiorita, eretto nel 1467-1478 ed attribuito a Marino di Marco Cedrino.

L'interno della chiesa fu progettato da Cosimo Morelli e risulta essere vasto e luminoso. Nell'abside è posta una pala raffigurante San Giuliano che intercede presso la Madonna col Bambino a causa della minaccia della peste, opera di Cristoforo Unterpergher (1786).

Nelle cappelle laterali sono conservate diverse opere di pregio artistico fra le quali spiccano nella seconda cappella a destra una pala del 1600 raffigurante la Madonna fra santi; un mosaico con san Michele Arcangelo nel transetto destro, eseguito nel 1628 che fu donato dal cardinale Guglielmo Pallotta[2]. I lavori proseguirono sino al 1790.

Organi a canne[modifica | modifica wikitesto]

Sulla cantoria in cornu Epistolae si trova l'organo Gaetano Callido costruito nel 1790 e restaurato dall'organaro Sabatini tra il 1999 e il 2007[3]. Lo strumento, a trasmissione meccanica, presenta due tastiere di 47 tasti con prima ottava corta e una pedaliera a leggio di 20 note.

Esiste un secondo organo a canne a trasmissione elettrica di due manuali di 61 note e pedaliera di 32 con 18 registri, costruito da Alessandro Girotto nel 1982, fu collocato inizialmente presso la chiesa di Santa Maria della Consolazione di Piazza Mazzini, sede dei Pueri Cantores di Don Fernando Morresi, nel 1987 ne fece dono alla cattedrale prima della sua morte, trasferito sempre dal costruttore e collocato nel transetto destro del Duomo, per l'accompagnamento dell'assemblea.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amico Ricci, Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona, Alessandro Mancini, Macerata 1854, Tomo I, p. 139, n. 27.
  2. ^ Giuseppe Caramelli, Caldarola ed i suoi anni. Ritagli storici, Tip. succ. Borgarelli, Camerino 1882, p. 44,
  3. ^ Copia archiviata, su cmdcm.it. URL consultato il 2 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2013). L'organo della chiesa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cattedrale di Macerata, Il Miracolo eucaristico del 1356, Bollettino Mater Misericordiae, 2000.
  • Touring Club Italiano-La Biblioteca di Repubblica, L'Italia: Le Marche, Touring editore, 2004.

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