Castagna di Montella

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Castagna di Montella
Indicazione geografica protetta
Castagna di Montella - riccio.jpg
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Campania
Dettagli
Categoria ortofrutticolo
Riconoscimento I.G.P.
Settore Ortofrutticoli e cereali
Consorzio di tutela castagnedimontella.it
Altre informazioni Reg. CE n.1107/96 (GUCE L. 148/96 del 21.06.1996)
 

La castagna di Montella IGP è un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta. Quella della castagna nella zona della città di Montella, nonché nel territorio del disciplinare, è una cultura vera a propria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo molti l'importazione del castagno dall'Asia Minore, risalirebbe al VI-V secolo a.C. E quindi anche la sua coltivazione e consumazione del frutto. Già dal 571, quindi con i Longobardi, si intuì l'importanza della coltura, e così fu emanata la prima legge per la tutela del frutto, evidentemente già all'epoca ritenuta una preziosa risorsa. Da allora la storia e lo sviluppo della castagna e di Montella, hanno camminato di pari passo. Giano Anisio, ospitato nel palazzo di corte dei Cavaniglia, conti di Montella, scrive nel XVI secolo:

« Montella et gelidi valete fontes / et silvae et nemore alta castanetis »

. Il Giustiniani nel Settecento scrisse

« ... a Montella vi si respira buon'aria e si raccolgono in abbondanza castagne, noci e nocelle... »

Nel 2012, la produzione è stata gravemente compromessa dalla veloce diffusione di un parassita, il cinipide galligeno del castagno[1], considerato l'insetto più nocivo a livello mondiale per il castagno a causa del veloce deperimento delle piante che attacca[2] e che nel 2012 ha provocato un calo nella produzione di oltre l'80%[3][4].

La tutela e la qualità[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto ha ricevuto nel 1987 la Denominazione di Origine Controllata (DOC) risultando unico caso in Italia di prodotto ortofrutticolo. Il 14 luglio 1992 la Commissione UE, con Regolamento CEE N. 2081/92 ha attribuito alla Castagna di Montella il riconoscimento di Indicazione geografica protetta (IGP). Tutelando così la genuinità e la tipicità del prodotto, individuandone l'area di origine e produzione, nella stessa dove deve avvenire la trasformazione. Negli ultimi tempi è stato costituito un Consorzio di tutela al fine di vigilare alla corretta applicazione del disciplinare.

Area di produzione e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Castagneto a ridosso del Castello di Montella

Il disciplinare delimita un'area di produzione della "Castagna di Montella" IGP ai territori di Montella (dove si concentrano i due terzi della superficie), Calabritto, Bagnoli Irpino, Nusco, Cassano Irpino, Volturara Irpina, e una parte del comune di Montemarano e precisamente alla contrada Bolifano. L'altezza designata per i castagneti è tra i 500 e i 1000 metri, su terreni con esposizione favorevole, in modo da conferire al prodotto le specifiche caratteristiche di qualità. Sesti di impianto, potature, raccolta devono essere quelli tradizionali e sono proibite tutte le pratiche di forzatura. La "Castagna di Montella" deriva almeno per il 90% dalla varietà "Palummina" e, per il restante 10% al massimo, da altre varietà e in particolare dalla "Verdola". Dall'art. 3 del disciplinare leggiamo:

« La "Castagna di Montella" corrisponde alle seguenti caratteristiche:
  • pezzatura: media o medio-piccola (75-90/Kg);
  • forma: prevalentemente rotondeggiante, con faccia inferiore piatta, baseconvessa, sommità ottusa mediamente pelosa;
  • torcia: di limitata lunghezza;
  • cicatrice ilare: di forma ellittica;
  • pericarpo: sottile, di colore marrone chiaro, facilmente staccantesi dall'episperma che, a sua volta, si separa con facilità dal seme;
  • seme: di polpa bianca, croccante e di gradevole sapore dolce. »

Quantità[modifica | modifica wikitesto]

La resa massima di frutti ammessa è stabilita in 25 chilogrammi per pianta e in 30 quintali per ettaro, anche in annate particolarmente favorevoli, quando è opportuno effettuare una cernita dei frutti migliori; il numero di piante per ettaro varia da un minimo di 80 a un massimo di 160. La Campania è la Regione italiana maggiormente interessata alla produzione di castagne con una media annuale che si aggira intorno ai 200/220 000 quintali, pari a circa 1/3 della produzione nazionale. La produzione annua locale complessiva è di circa 50-60.000 quintali.

Parte della raccolta viene destinata alla produzione delle castagne del prete[5].

Castagne o marroni?[modifica | modifica wikitesto]

Bisogna distinguere i due frutti del castagno: castagna e marrone. Non sempre la castagna grande è il marrone, l'aspetto visivo può trarre in inganno.

  • È marrone il frutto che all'interno della buccia più dell'88% di frutti, e con la pellicola che penetra poco in profondità, e viene facilmente staccata nella pelatura. Esso ha inoltre destinazione sia consumistica che industriale.
  • La castagna presenta all'interno più del 12% di frutti settati e ha pellicola che penetra in profondità nel seme e difficilmente si stacca. La castagna si presta a quasi tutti i tipi di consumo.
Castagne Marroni
Piccole dimensioni del frutto (più di 90 frutti per 1 kg); Meno di 90 frutti per 1 kg;
Colore bruno scuro ed uniforme della buccia. Colore più chiaro con striature scure in senso meridiano ben marcate.
Forma semisferica allungata o quasi conica. Forma ovale allargata.
Buccia spessa e coriacea con una pellicola interna (episperma) profondamente inserita nel seme. Buccia sottile con pellicola che non penetra in profondità nel seme e che si stacca con facilità.
Operazioni di pelatura generalmente difficili. La pellicola si stacca con facilità dal seme.
Polpa gustosa e dolce che non si disfa alla cottura. Polpa discretamente gustosa.

Proprietà nutrizionali[modifica | modifica wikitesto]

La castagna possiede molte sostanze dietetiche e nutritive, che vengono assimilate rapidamente dall'organismo. Troviamo amidi e zuccheri complessi, particolarmente indicate per l'alimentazione di giovani, sportivi e pratichi attività fisica impegnativa. I sali minerali, come fosforo e magnesio, soddisfano il fabbisogno oligominerale del corpo umano. Un altro elemento presente in notevole quantità è il potassio, ideale per il buon funzionamento degli apparati cardiovascolari e neuromuscolari, o comunque in grado di aumentare la resistenza alla fatica e migliorare le capacità lavorative. L'amido è presente al 31% nel prodotto fresco, e al 60% in quello secco. Il frutto appena raccolto è facilmente deperibile Le vitamine che troviamo sono la A, B e C. Il potere calorico della castagna è alto, un etto del frutto possiede 230 calorie nel caso fresco, 350 nel secco. In percentuale, le castagne fresche contengono il 48% di acqua, il 3% di proteine, il 45% di carboidrati e piccole quantità di sali minerali. Le castagne secche contengono acqua per il 10%, proteine 5%, grassi 3%, carboidrati 80%, ferro mg 2, calcio mg 52, fosforo mg 90, sodio mg 19 e potassio mg 900. La digeribilità delle castagne è maggiore per quelle lesse, diminuisce sensibilmente per le caldarroste.

Proprietà farmacologiche[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

La castagna era un prodotto molto usato nella farmacopea popolare, sia il frutto che le foglie dell'albero Come anche la patata, svolge un'azione svelenatrice dell'organismo, evitando la formazione di acidi nei tessuti. Non solo, essendo energetica e mineralizzante, è consigliata anche nei casi di astenia, in caso di stress, anemia, convalescenza, crisi di crescita. I rami e le foglie sono ricchi di tannini e fitosterine, oltre che alla proprietà stringente sia intestinale che cutanea, venivano impiegati come rimedio per la tose. infatti basta prepararne un infuso al 3% :  g 3 di foglie in  g 100 di acqua, da assorbire a cucchiai, ogni tre ore. Le foglie da utilizzare a scopo curativo vanno raccolte in primavera e vanno fatte essiccare all'ombra. La corteccia va prelevata in autunno o in primavera, staccandola dai rami giovani, e va essiccata al sole. Sia le foglie che la corteccia vanno conservate al riparo della luce, in sacchetti di carta.

Metodi di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La castagna appena raccolta è molto deperibile, per questo deve essere venduta in breve tempo. Il disciplinare consente diversi metodi tradizionali e naturali di conservazione. Di seguito solo i più diffusi.[6]

Curatura in acqua fredda
Questa metodologia consiste nel sistemare le castagne in recipienti di legno o plastica, e sommergerle in acqua fredda. L'operazione dura 9 giorni che sono così divisi:
  • Giorno 1 preparazione.
  • Giorno 2 cambio del 50% dell'acqua.
  • Giorno 3 cambio del 50% dell'acqua.
  • Giorno 4 cambio del 50% dell'acqua.
  • Giorno 5 cambio totale dell'acqua.
  • Giorno 6 cambio del 50% dell'acqua (eventuale aggiunta di sorbato di potassio).
  • Giorno 7 cambio del 50% dell'acqua (eventuale aggiunta di sorbato di potassio).
  • Giorno 8 cambio totale dell'acqua
  • Giorno 9 estrazione dell'acqua e sistemazione delle castagne in un recipiente o a terra.
  • Giorni successivi rivoltamento delicato del frutto.
Stratificazione in sabbia
In questo processo può essere usata anche la segatura, l'importante, come anche per la sabbia è che sia asciutta e secca. Le castagne, dopo la caratura e la selezionatura, vengono stratificate in mezzo alla sabbia (o segatura). La stratificazione non deve superare i 20 cm e deve riposare in luogo asciutto. Con questo metodo, il prodotto può durare fino a primavera.

Con questo processo non vengono alterate le proprietà.

Surgelazione
La castagna può essere surgelata a -20 °C per essere conservata per lungo tempo. Per essere surgelato, il frutto deve essere selezionato, lavato e spazzolato.
Sverminazione
Riservata al prodotto destinato all'esportazione.

L'inno[modifica | modifica wikitesto]

In occasione della sagra della castagna 2004, l'Associazione Culturale Delli Gatti scrisse la canzone Castagna Monteddrese ("Castagna montellese") dedicata alla castagna di Montella. Il testo è stato curato da Giovanni Cianciulli, e la musica da Generoso Picariello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo su "Il Corriere dell'Irpinia"
  2. ^ GoogleBook
  3. ^ AdnKronos
  4. ^ Articolo su "Il Corriere dell'Irpinia"
  5. ^ Luisa Cabrini, Fabrizia Malerba, L'Italia delle conserve, Touring Editore, 2004, p. 133, ISBN 88-365-3293-4.
  6. ^ altri metodi e approfondimento, castagnedimontella.it. URL consultato il 3 gennaio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]