Casa di paglia

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Biblioteca di Mattawa, nello stato di Washington, Stati Uniti d'America, realizzata con balle di paglia.

Le case di paglia sono costruzioni edilizie realizzate con paglia compressa in balle.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una fase della costruzione di una casa di paglia

Le case di paglia nascono nella seconda metà dell'Ottocento negli Stati Uniti, nello stato del Nebraska, a opera di pionieri stabilitisi in una zona povera di pietre e legname, materiali tradizionalmente utilizzati per le costruzioni.

Negli anni settanta del XX secolo, la tecnica è stata riproposta da Judy Knox e Matts Myhrman, che vi hanno apportato delle modifiche per adeguarla alle esigenze moderne. All'inizio degli anni novanta, Barbara Jones ha importato queste tecniche nel Regno Unito, adattandole alle diverse esigenze climatico-ambientali locali (Inghilterra, Irlanda, Galles, Scozia, ecc.)

Le tecniche utilizzate negli Stati Uniti e Canada per l'orditura delle pareti, prevedono tondini di acciaio per mantenere allineate le balle nei muri, rete elettrosaldata come porta intonaco, fondazioni in calcestruzzo armato, intonaci cementizi, ecc. In un ambito del "tutto naturale", Barbara Jones ha proposto la sostituzione del ferro con il legno, individuando il legname di nocciolo quale sostituto del metallo e proponendo l'utilizzo della calce in sostituzione del cemento (usato come intonaco), realizzando intonaci a base di calce e terra cruda dalle superiori proprietà di traspirazione rispetto agli intonaci cementizi. Secondo la Jones, anche l'aggiunta all'impasto di piccole quantità di cemento riduce drasticamente la traspirabilità dei muri, aumentando la possibilità di proliferazioni di muffe sulle pareti più umide, come quelle del bagno e della cucina. Ovviamente possono essere usati i normali intonaci di buona tecnologia per edilizia (traspiranti), piastrellature ecc. per interni e per esterni, confidando sulle superiori proprietà isolanti della paglia, che limita le condense.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla semplicità di costruzione, tra i vantaggi di tale materiale vi sono:

Le caratteristiche del materiale sono mantenute a patto che la costruzione venga realizzata a regola d'arte e riceva una regolare manutenzione, soprattutto nel caso si utilizzino materiali "naturali" per l'intonacatura. In caso contrario le infiltrazioni d'acqua e l'umidità possono compromettere gravemente le prestazioni dell'edificio. Molto importante risulta la sporgenza del tetto rispetto alle pareti, fatto che evita il dilavamento delle pareti stesse con il vento unito a pioggia, specie se si utilizzano intonacature in calce e terra (e non un vero intonaco edilizio).

Resistenza alle sollecitazioni sismiche[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda la resistenza sismica, una casa in balle di paglia in caso di eventi sismici offre migliori garanzie rispetto ad edifici in laterizio o calcestruzzo armato. La forza esercitata dal sisma sull'edificio è proporzionale alla massa dell'edificio stesso relata con la distanza delle masse stesse rispetto al suolo; essendo le masse di una casa in balle di paglia molto inferiori a quelle di un edificio in mattoni o cemento armato, la sollecitazione che incide sulla struttura nel suo complesso è notevolmente inferiore. La deformabilità del materiale consente inoltre l'assorbimento delle accelerazioni e vibrazioni, riducendo la possibilità di fratture importanti.[1]

Isolamento a cappotto[modifica | modifica wikitesto]

Con le balle di paglia si possono anche realizzare isolamenti "a cappotto", sia esterni che interni (quando non esistono le condizioni per realizzarli in esterno), per coibentare gli edifici. Anche in questo caso è fondamentale curare i dettagli, che sono essenziali per una buona riuscita dell'intervento. Va considerato che oltre all'eccellente isolamento per unità di spessore, lo spessore steso delle balle di paglia (usate tal quali) è considerevolmente superiore rispetto a quello degli isolamenti edilizi più diffusi.

Normativa[modifica | modifica wikitesto]

Casa realizzata con balle di paglia e intonacata con limo a Swalmen, nei Paesi Bassi.

Le costruzioni in paglia sono case a tutti gli effetti: per poterle realizzare è necessario presentare un progetto, che in Italia è firmato da un professionista abilitato, all'ufficio tecnico del Comune che concederà il permesso di costruire (ex concessione edilizia). Per progettare una casa in balle di paglia non si possono seguire i criteri di progettazione dell'edilizia convenzionale e neppure quelli della bioedilizia. Ci sono parametri diversi che vanno presi in considerazione. Una buona progettazione porta facilmente a una migliore efficienza dell'edificio, ed una riduzione poi dei costi di realizzazione.

La recente normativa italiana (2010) non prevede la possibilità di costruire con la tecnica autoportante (p. es. tipo Nebraska), bensì è necessaria una struttura portante, che può poi venire tamponata con le balle di paglia. Anche se si possono facilmente costruire fabbricati a due piani, i criteri di economicità portano a realizzare meglio fabbricati ad un solo piano.

Realizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Gli edifici in balle di paglia vengono costruiti in vari paesi del mondo e si sono particolarmente diffusi nei paesi anglosassoni, dove è più diffusa l'autocostruzione delle abitazioni.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

A Passignano sul Trasimeno in Umbria nel 2001 sono terminati i lavori di ristrutturazione di tre stalle poi adibite a Centro di Educazione Ambientale. Il Centro interamente autocostruito dai soci della Cooperativa Panta Rei ha differenti tipi di tamponature in relazione alla funzionalità delle pareti. Dietro la serra passiva di accumulo termico sono presenti murature passive in adobe, per le pareti perimetrali è stata scelta la tecnica della terra e paglia. Le camere sono tamponate in balle di paglia.

A Pramaggiore, in provincia di Venezia, nel 2004 è stata realizzata "La Boa", prima casa di paglia in Italia realizzata in autocostruzione.

Nel 2006, presso la facoltà di Architettura di Venezia IUAV, nella sede di Santa Marta è stato tenuto un workshop durante il quale è stato progettato e costruito un padiglione dimostrativo al fine di verificare le caratteristiche della balla di paglia quale elemento costruttivo.

In Alto Adige esiste la più alta casa completamente autoportante d'Europa, cioè senza struttura verticale in legno o altro materiale rigido: l'edificio ha tre piani abitabili e si sviluppa in altezza per 16 metri. Le balle di paglia portano tutto il peso dei solai (in legno) e del tetto oltre, ovviamente, agli oltre tre metri di neve che cadono in quelle zone. In Italia, in seguito all'introduzione della normativa antisismica del 2010, non è più possibile costruire con la tecnica autoportante. Le balle di paglia in questo caso hanno funzione di tamponamento.

Gli abitanti di Pescomaggiore, frazione dell'Aquila, colpita dall'evento sismico del 6 aprile 2009, hanno deciso di realizzare delle residenze antisismiche in paglia al fine di poter rimanere a vivere nel piccolo borgo. Il villaggio è stato costruito dai futuri abitanti insieme ai tecnici e a numerosi volontari. Il progetto è stato finanziato da una rete di amici finanziatori (tavola pescolana) e dai futuri abitanti. [2] [3]

Nel 2012 a Roma è stata costruita la prima casa di paglia in un contesto urbano[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si possono vedere alcuni risultati dei "test" effettuati in USA.
  2. ^ Sito ufficiale di Pescomaggiore EVA: Eco Villaggio Autocostruito
  3. ^ "L'AQUILA: LA VITA DENTRO LE 'CASE DI PAGLIA', SI RESPIRA COMUNITÀ E POI SI RISPARMIANO COSTI"
  4. ^ "Beyond Architecture Group: La prima casa di paglia urbana"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Barbara Jones, Costruire con le balle di paglia, Firenze, Terra nuova edizioni, 2011, p. 135, ISBN 978-88-88819-07-5.
  • Lucia Strona, Case ecologiche di paglia. Tutto quello che devi sapere, Ebooks World Editor, 2015, ISBN 978-1-291-82145-1
  • Athena e Bill Athena e Bill Steen, David Bainbridge e David Eisenberg, Le case in Paglia, Bologna, Il filo verde di Arianna, 2013, p. 364, ISBN 978-88-6588-050-0.
  • (FR) Luc Floissac, La construction en paille. Principles fondamentaux. Techniques de mise en œuvre. Exemples de réalisations, Mens, Terre Vivante, 2012, p. 383, ISBN 978-2-36098-081-9.

Riviste[modifica | modifica wikitesto]

  • Gabriele Bindi, Francesca Guidotti, Tutta un'altra casa in Terra nuova, nº 285, Firenze, Terra nuova edizioni, luglio-agosto 2013, pp. 17-25.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]