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Campo 19

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Campo 19
Titolo originaleIn Tranzit
Paese di produzioneRegno Unito, Russia
Anno2008
Durata113 min
Generedrammatico
RegiaTom Roberts
SoggettoNatalia Portnova, Simon van der Borgh
ProduttoreJimmy de Brabant, Michael Dounaev, Kami Naghdi
Casa di produzionePeace Arch Films
FotografiaSergei Astakhov
MontaggioPaul Carlin
MusicheDan Jones
Interpreti e personaggi

Campo 19 (In Tranzit) è un film del 2008 diretto da Tom Roberts.

È basato sulla storia vera dei prigionieri di guerra tedeschi in un campo di lavoro sovietico dopo la seconda guerra mondiale.

Il film è uscito nei cinema russi il 4 marzo 2008 e nel Regno Unito il 31 maggio 2010.

Nell'inverno del 1946, a Leningrado, un gruppo di prigionieri di guerra tedeschi viene inviato dal crudele colonnello russo Pavlov in un campo di transito gestito da donne soldato. Quando i prigionieri arrivano, le soldatesse russe mostrano loro ostilità, poiché questi avevano ucciso in guerra le loro famiglie e i loro amici; solo la dottoressa Natalia e la cuoca trattano i prigionieri con umanità. Natalia ha da tempo un accordo con il colonnello Pavlov, affiché il proprio compagno, ferito alla testa durante la guerra e rimasto disabile, possa rimanere come guardia del campo, invece di mandarlo in un istituto per malati mentali in Siberia. Forte del proprio potere, Pavlov incarica Natalia di smascherare i membri delle SS nascosti nel gruppo, dei quali i sovietici non conoscono le identità. Natalia e il prigioniero Max provano una grande attrazione l'uno per l'altra, mentre un altro prigioniero, Klaus, cerca di convincere Max a denunciare una coppia di prigionieri per soddisfare la richiesta di Pavlov. Nel frattempo, Natalia convince un civile, tale Yakov, uomo d'affari ebreo, a mettere in piedi un'orchestra con i detenuti in grado di suonare uno strumento. Successivamente vengono tutti invitati a un ballo, dove le donne sole, sopravvissute alla guerra, possono danzare con i tedeschi non impegnati nell'orchestra. Dopo il ballo, rientrati al campo, Natalia convince l'agente Elena a lasciare che le coppie nate durante la serata possano trascorrere la notte insieme. Natalia stessa ha un'avventura con Max ma, mentre al termine lui torna di nascosto negli alloggi, viene tramortito da Klaus e portato al di fuori del campo di prigionia. Natalia, che ha osservato la scena dalla sua finestra, li raggiunge, riuscendo ad aiutare Max a liberarsi. Lì scopre chi sia realmente Klaus. Sopraggiunto sulla scena, Pavlov interrompe la lotta tra i due tedeschi, separandoli. Klaus approfitta dell'arrivo di un treno per buttarcisi sotto, onde evitare le conseguenze del suo operato nelle SS. Max e Pavlov discutono su chi fosse veramente Klaus e sulla reputazione che aveva. Pavlov si rivolge quindi a Natalia, elogiandola con ironia per aver portato a termine la propria missione, senza farsi "coinvolgere" troppo, e rivelando così la verità anche a Max. Questi, col cuore spezzato, viene poi caricato su un'auto e portato via dai sovietici. Il giorno successivo, tuttavia, è riaccompagnato al campo, mentre l’ex amante di Natalia viene deportato in Siberia su ordine di Pavlov, che contravviene così agli accordi presi con la dottoressa. Da lì a poco giunge la notizia di un accordo preso da Stalin con la Germania a seguito del quale tutti i prigionieri di guerra possono ripartire verso le loro case in patria. Assistono alla loro partenza le varie donne russe con le quali i tedeschi avevano allacciato rapporti e si salutano da lontano con gli sguardi. Natalia e Max si commiatano stringendosi a lungo le mani e senza proferire parola, ma in quel gesto lui le consegna un proprio biglietto.

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