Bruno Boari

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Bruno Boari (Bologna, 7 ottobre 1896Bologna, 1º dicembre 1964) è stato uno scultore, pittore, medaglista e accademico italiano.

La sua ampia produzione spazia dalle commissioni celebrative, principalmente sculture e alti e bassi rilievi, alla medaglistica in bronzo, ai manifesti e per fine, alla pittura. Rilevante la produzione ritrattistica, sia in scultura che in pittura, tanto per commissione di privati come di enti pubblici.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Unico maschio di cinque figli di Alfredo Boari e Luigia Testoni, fu proprio con il padre, arredatore di chiese, che ebbe i primi contatti con decorazione e scultura. Iscrittosi alla Accademia delle Belle Arti di Bologna, inizia i suoi studi artistici con lo scultore Pasquale Rizzoli. Interrottili a causa del primo conflitto bellico mondiale, durante il quale fu caporale d’artiglieria e disegnatore di postazioni militari, li riprese a Roma nel 1919 presso la Nuova Scuola d’Arte della Medaglia, diretta dal 1909 dal bolognese Giuseppe Romagnoli. Tornato a Bologna nel 1921, si sposa nel 1924 con Valentina Gubellini, nipote di Alberto Gamberini, proprietario dell’omonimo timbrificio di Via Oberdan dove, già prima della guerra, era a diretto contatto con gli artigiani del laboratorio e con gli scultori che lo frequentavano e dove era sorto il suo interesse per la scultura e le tecniche dello sbalzo, delle matrici e dei calchi. Dal matrimonio nasce, nel 1925, Aroldo, unico figlio, che diventerà chimico. Attivo principalmente nella sua regione, con la notorietà acquisita durante gli anni 30 arriverà a lavorare anche in altre città e ad esporre i propri lavori sia in eventi nazionali che internazionali. Nel dicembre del 1936 ottiene la nomina all’unanimità di Accademico effettivo della classe di Scultura presso la Accademia Clementina di Bologna, prestigiosa istituzione dove rimane attivo fino alla fine. Rimasto vedovo nel 1950, si risposerà, alla fine degli anni ’50 con Romea Romagnoli, anche lei vedova. Nonostante il rallentamento delle committenze coincidente con la fine della seconda guerra mondiale, la produzione degli anni 50 rimane legata all’ ambiente religioso, dal 1925 era membro della Commissione Diocesana di Arte Sacra, e al consistente ritorno della ritrattistica e dell’arte pittorica nonché alla attiva partecipazione alle rinnovate istituzioni pubbliche cittadine. Membro dell’UCAI (unione cattolica artisti italiani) per molti anni, nel 1958 verrà eletto al consiglio di amministrazione e successivamente, presidente. Nel 1955 è nominato Accademico e Socio effettivo dell’Accademia Latinitati Excolendae di Roma. Dal 1946 viene chiamato a far parte della commissione aggiunta per l’esame di monumenti e opere ornamentali della Commissione giudicatrice per le opere pubbliche dell’Emilia, incarico che mantiene fino alla morte. Diviene anche membro della commissione aggiunta alla commissione consultiva per l’edilizia nel 1964. Attivo nel Sindacato di Belle Arti e nel Circolo Artistico di Bologna, viene eletto nel 1945 consigliere e consulente per le Belle Arti di quest’ultimo. Nel 1964, la Federazione Nazionale Artisti Pittori e Scultori della sezione di Bologna gli assegna l’incarico di rappresentare la propria istituzione nelle Commissioni istituite dal Ministero per concorsi nazionali derivanti dall’applicazione della “Legge del 2%. Sempre nel 1964, su nomina del Magnifico Rettore dell’Università di Bologna, partecipa al comitato esecutivo per la cerimonia solenne del 270º anniversario della morte di Marcello Malpighi, noto medico e scienziato bolognese. Indebolito improvvisamente da un problema cardiaco, Boari muore a Bologna nel dicembre del 1964 ad appena 68 anni. Oltre ai bassorilievi, alle sculture e ai medaglioni visibili sia al Cimitero Monumentale della Certosa che nel resto della sua città, resta una grande produzione pittorica, scultorea e medaglistica ancora concentrata tra gli eredi.

Attività artistica[modifica | modifica wikitesto]

Scultura[modifica | modifica wikitesto]

Già a partire dal primo dopo guerra, inizia una fervida attività di produzione scultorea, cominciando con numerosi monumenti ai Caduti per la Patria, vincendo numerosi concorsi. Noti sono il monumento ai caduti di guerra del comune di Blevio, in collaborazione con l’architetto Giovanni Dazzi intitolato “Lauris”, quelli di Gatteo di Romagna (FC), quello di Cattolica (RN) e quello di Travedona (CO), tutti del 1924, quello di Coriano (RN), quello di Moricano di Romagna (RN) e il monumento ai caduti e parco della Rimembranza di Gatteo (FC), tutti del 1925 e per fine quello di Lugagnano Val D’Arda (PC) del 1926. Tutti distrutti nel dopo guerra o smantellati per riutilizzare i metalli a scopo bellico, restano appena le fotografie d’epoca. Nel 1921 vince il primo premio del Concorso Curlandese per l’arte della Scultura. Nel 1924, vince il concorso per la realizzazione del busto in bronzo e una lapide in commemorazione di Don Lodovico Neri, indetto dalla Chiesa delle Lame a Bologna, per il quale riceve grandi elogi. Nel 1927 si aggiudica il premio artistico perpetuo della città di Parma. Dalo stesso anno inizia un periodo di grandi opere e committenze pubbliche, con l’istituzione del Sindacato Fascista per le Arti, unico canale ufficiale, tra l’altro, che organizzava mostre e rassegne. Nonostante la assidua partecipazione a concorsi pubblici e mostre, Boari mantiene una vasta produzione personale di ritratti, liberi dai vincoli delle committenze e del regime, con i quali esprime la sua ricerca in una concretizzazione di ideali di bellezza formale. Nel 1930 fu chiamato a realizzare il bassorilievo “decima legio” per la facciata della Casa del Fascio di Borgo Panigale (BO), distrutto nel 1945. Nel 1932, ritorna il tema dei monumenti ai caduti: per i Militi e Ex-Militi della Croce Rossa di Bologna realizza il bassorilievo “il Buon Samaritano”, dedicata ai caduti del 1915-’18. Dello stesso anno un bozzetto per il concorso del monumento ai caduti di Alessandria, che finisce per non vincere. È del 1933 una delle committenze più importanti: il bassorilievo “lavoro di scavo in galleria” per la fontana monumentale eretta davanti alla stazione centrale di Bologna in memoria dei 97 operai morti durante la costruzione della direttissima Bologna – Firenze. Viene, subito dopo, chiamato a comporre la giuria per il concorso architettonico della medesima fontana monumentale. Progettata dall’architetto Giulio Ulisse Arata, la fontana, inaugurata da Vittorio Emanuele III il 22 aprile 1934, venne distrutta durante la seconda guerra mondiale, nel 1944. Seguono altre numerose committenze pubbliche come, nel 1935, la realizzazione del bassorilievo per la Biblioteca Universitaria della sede di Palazzo Poggi. Sempre nel 1935 è chiamato ad eseguire i pannelli ed i rilievi di grandi dimensioni in occasione della I° mostra corporativa dell’agricoltura di Bologna per la quale realizzerà la Sala dell’istruzione professionale. Del 1936 è la grande committenza per il Palazzo del Gas di Bologna: per il salone interno realizza il grande bassorilievo raffigurante la Vittoria incatenata del 1918 e la Vittoria imperiale del 1936. In occasione del I° centenario della Cassa di Risparmio di Bologna, nel 1937, gli viene commissionato un grande bassorilievo in bronzo. Nello stesso anno, per celebrare il I° centenario anche della Cassa di Risparmio di Ferrara, esegue un altro bassorilievo in bronzo dove la figura allegorica, maschile, è intenta a raccogliere i frutti di un melograno, sinonimo di abbondanza e fertilità. A riconoscimento della qualità delle sue opere, Boari viene chiamato dalla città di Livorno, sempre nello stesso periodo, per realizzare i grandi bassorilievi raffiguranti le battaglie dei livornesi per la liberà dagli Austriaci, quella del 1496 e quella del 1849, con al centro l’Italia littoria che tiene in mano una caravella. Per la banca di Castelfranco Emilia (MO) esegue il lunotto d’ingresso raffigurante San Donnino, patrono della città. Sono del 1939-40 i due grandi altorilievi realizzati per la ONMI “opera nazionale maternità e infanzia” di Bologna che rappresentano il parto e l’assistenza ai bambini. Sempre del 1940 è la lavorazione delle sculture e bassorilievi per il Liceo Scientifico Augusto Righi, il cui busto è ancora oggi presente nella Aula Magna. Sulla facciata delle palestre, il grande bassorilievo dei tre atleti tutt’ora visibile. Il resto delle decorazioni, gli alti signum fascisti posti sulla facciata principale, vennero distrutti nel 1945. Nel 1951 due sue opere sono selezionate per ricevere il premio Suzzara. Di grande rilievo, per ricchezza di particolari degli abiti, dei drappeggi e della fisionomia, il monumento funerario in bronzo del cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca di Corneliano custodito nella cripta della Basilica di San Luca, a Bologna (1953). Sempre in commemorazione del cardinale, la lapide commemorativa in bronzo e marmo nella Cattedrale di San Pietro, sempre a Bologna. Tra il 1954 e il 1956 realizza per la cappella Chiesa di Santa Maria della Mascarella le porte bronzee della cappella di San Domanico e per la cappella dei Caduti del 25 settembre 1943, la grande pietà. Nel 1954 si aggiudica il secondo premio al concorso per le grandi porte in bronzo dell Duomo di Siena. La Curia Arcivescovile, nel 1955 lo invita a dare consulenza per il restauro dell’immagine della Beata Vergine di San Luca, all’epoca con problemi allo strato di tinta. Ricca anche la produzione per il Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna di cui si ricordano: il monumento Grandi, la grande pietà e i due busti in bronzo 1941 la lapide con tre bassorilievi in marmo bianco per la cella Minerali, 1943. la deposizione del Cristo, bassorilievo per la tomba Vigevani. Il sarcofago per la famiglia Alesso, nel 1948. I bassorilievi di un angelo e un busto in marmo per il monumento Palmieri, 1953 L’altorilievo di angelo della tomba Braccaloni, 1953 Inoltre ha lavorato alla Cella Veronesi, con un crocifisso in bronzo, alla tomba Monti, con un bassorilievo di Madonna in marmo bianco, alla tomba Bruné, con un medagliere e alla tomba Pabis con un angelo in preghiera.

Medaglistica[modifica | modifica wikitesto]

Di grande rilievo è anche la produzione di medaglie, presenti ancora oggi in musei, come la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e principalmente nella collezione degli eredi. Frutto di partecipazione a concorsi o di committenze private, le medaglie accompagnano il lavoro dell’artista durante tutta la sua carriera, portandolo anche a partecipare, con alcune di queste, a mostre internazionali di grande rilievo. Delle medaglie realizzate per concorsi, ricordiamo quella con cui vinse il premio dello Stabilimento Johnson per il centenario voltiano del 1927 e quella per il Concorso Grazioli, indetto dall’Accademia di Brera nel 1928.

Manifesti[modifica | modifica wikitesto]

Artista completo, Boari si dedica anche al disegno, partecipando a diversi concorsi per la produzione di manifesti. Tra questi ricordiamo quelli degli anni ‘30 per il VII e successivamente per l’VIII Concorso Nazionale per la vittoria del grano, quello del 1934 per l’inaugurazione della Direttissima Bologna-Firenze. Nel 1924 si era già aggiudicato il manifesto per la fiera di Bologna e quello per la propaganda per il nuoto. Benché poco documentata, la produzione di manifesti fu molto ampia, come prova la grande quantità di bozzetti preparatori, oggi presente nella collezione degli eredi.

Attività accademica[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo il suo rientro a Bologna dagli studi a Roma, nel 1923, ottiene la posizione di insegnante incaricato della cattedra di plastica, disegno d’ornato, geometrico, professionale e di proiezioni presso l’Istituto tecnico Aldini Valeriani divenendone titolare dal 1929. Rimase in questa istituzione, di cui assume anche la vice presidenza, fino al 1956, anno in cui fu mandato in pensione. Nel dicembre del 1936 ottiene la nomina all’unanimità di Accademico effettivo della classe di Scultura presso la Accademia Clementina di Bologna, dove rimane attivo fino alla fine.

Esposizioni[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla fine degli anni 20, inizia una serie di partecipazioni a rassegne e mostre tanto a livello nazionale quanto internazionale. Espone alla Biennale d’Arte di Venezia due volte, la prima nel 1928 con “testa di fanciullo” e la seconda nel 1936. Nel 1929 partecipa alla IV triennale di Milano e nello stesso anno all’Esposizione Universale di Barcellona e con “ritratto” espone alla mostra del sindacato Emiliano-Romagnolo tenutasi a Palazzo Sampieri, Bologna. Nel 1932, nuovamente alla V triennale di Milano, porta la scultura “idoletto” appositamente realizzata per l’esposizione. Nel 1933 partecipa a Budapest all’esposizione di arte italiana e a Venezia alla XX Esposizione Internazionale. Nel 1934 prende parte con “ritratto di giovinetto” alla mostra del Circolo Artistico di Bologna. Nello stesso anno, viene invitato a far parte, con Morandi, Santi, Cervellati e Giordani, alla giuria della IV mostra Interprovinciale del Sindacato Fascista Belle Arti Emilia Romagna. In quella occasione, espose tre disegno alcune medaglie e placchette e tre sculture: “testa di ragazzo” “idoletto” e “testa di vecchio”. Nel 1935 espone alla Quadriennale di Roma una testa e nel 1941 alla III Mostra del Sindacato di Belle Arti di Milano. Le opere scelte da Boari per queste importanti manifestazioni artistiche, dimostrano una chiara ricerca personale e stilistica legata alla corrente di arcaismo purista, caratterizzata da forme solide e compatte. Nel 1937, in seguito alla partecipazione e al successo della II esposizione nazionale d’Arte di Napoli, sempre dello stesso anno, viene invitato ad esporre 5 medaglie, includendo quella con ritratto del figlio Aroldo, ad una mostra a Berlino. Nel 1951 espone alla II biennale di Arte Sacra. Nel 1952, di nuovo ad una rassegna internazionale, espone al Salone Autunnale del Palais des Artes di Tolosa. Nello stesso anno viene invitato anche alla I mostra nazionale di arte di Trieste alla quale prende parte con due opere. Nella sua città, Bologna, non mancano le partecipazioni a rassegne come la mostra d’Arte Contemporanea e la VII mostra provinciale dell’Avanti, entrambe del 1955, la mostra d’autunno del Salone del Podestà del 1959 e la Mostra sotto ai Portici del 1963 alla quale espone 4 tele. Nel 1964, infine, partecipa alla Mostra di Pittura, Scultura e Bianco e Nero indetta dall’Azienda Nazionale del Turismo di Riccione e dalla Federazione Nazionale di Artisti Pittori e Scultori nella città romagnola.

Giurie di concorsi[modifica | modifica wikitesto]

Come riconoscimento chiaro della qualità professionale e artistica, Boari viene chiamato in innumerevoli occasioni a far parte di giurie per concorsi e mostre di rilievo, già dai primi anni trenta. Nel 1933 partecipa alla giuria del Concorso e Mostra del Gup di Bologna, assieme agli amici Drei e Pini, alla giuria del Premio Curlandese di Scultura oltre che al già menzionato concorso per il progetto architettonico della fontana monumentale della Stazione di Bologna. Nel 1934 prende parte al Premio Baruzzi e alla IV mostra interprovinciale. Nel 1939 partecipa delle commissioni selezionatrici per la medaglia del centenario delle terme di Salsomaggiore e per la Mostra fotografica libera del Dopolavoro Aziendale Officine Comunali del Gas, a Bologna. Nel 1945, appena finita la guerra, viene invitato a selezionare le opere per la mostra dell'Autoritratto di ‘800 e ‘900 indetta dal Circolo Artisti. Nel 1948 è chiamato a far parte alla selezione dei partecipanti alla mostra indetta dal neonato Gruppo Artisti del comune di Bologna. Nel 1950 prende parte al Concorso Provinciale per l’esecuzione di busti marmorei delle Medaglie d’Oro Agamennone Vecchi e Sarti Primo. Nel 1952, su indicazione di Ercole Drei, compone la giuria del Concorso regionale del il Monumento Ossario da erigersi al Cimitero Monumentale della Certosa dedicato ai Partigiani. Nel 1959 viene invitato a selezionare i partecipanti alla mostra di Pieve di Cento e l’anno successivo quelli per la II mostra Provinciale di arte figurativa infantile.

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