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Bracco ungherese

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Bracco ungherese
Classificazione FCI - n. 57
Gruppo7 Cani da ferma
Sezione1 Cani da ferma continentali
Sottosezione1.1 Tipo bracco
Standard n.57 del 06/04/2000 (en fr)
Nome originaleRövidszörü Magyar Vizsla (pelo corto)
Drótzörü Magyar Vizsla (pelo duro)
Varietà1) pelo corto
2) pelo duro
Prova di lavoroCon prova di lavoro
OrigineUngheria (bandiera) Ungheria
Altezza al garreseMaschio: 58 - 64 cm
Femmina: 54 - 60 cm
Peso idealeMaschio: 24 - 30 kg
Femmina: 22 - 26 kg
Razze canine

Con il termine vizsla vengono identificate due razze canine di origine ungherese entrambe riconosciute dalla FCI:

Entrambi sono cani da ferma polivalenti, idonei alla caccia della selvaggina da penna e da pelo; la loro spiccata versatilità ne consente l'impiego su un'ampia varietà di scenari, dimostrandosi ausiliari eccellenti sia nel lavoro in pianura che in acqua.

L'allevamento mirato e controllato è iniziato nel 1920; il bracco ungherese a pelo corto è stato riconosciuto dalla FCI nel 1954, mentre la variante a pelo duro nel 1963.

Origini e storia

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Le origini del bracco ungherese a pelo corto risalgono alle migrazioni delle tribù Magiare, che già nel IX secolo utilizzavano cani da caccia agili e dal mantello fulvo. La prima testimonianza iconografica della razza appare nel Chronicon Pictum (XIV secolo), dove il vizsla è ritratto accanto alla nobilità ungherese, di cui divenne il cane prediletto per secoli. L'evoluzione morfologica della razza è legata alle caratteristiche ambientali della puszta: l'assenza di ripari naturali in questa vasta pianura ha favorito la selezione di un cane capace di movimenti discreti e di un collegamento strettissimo con il cacciatore.

Evoluzione e incroci storici

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Il moderno vizsla è il risultato di diversi influssi genetici stratificatisi nei secoli:

  • Segugio di Pannonia: da cui derivano il colore tipico del mantello e la conformazione dell'orecchio.
  • Cane Giallo Turco: introdotto durante l'occupazione ottomana (XVI-XVII secolo), ha consolidato la resistenza ai climi caldi e l'attitudine alla ferma.
  • Cani da ferma moderni: tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo, per fissare lo standard attuale e migliorarne la velocità, furono effettuati incroci mirati con Pointer inglese e Cane da ferma tedesco a pelo corto (Kurzhaar).

Rischio di estinzione e rinascita

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La razza ha rischiato l'estinzione in tre momenti critici: durante la Rivoluzione ungherese del 1848 e, in modo quasi definitivo, nel corso delle due guerre mondiali. Nel 1945, con l'occupazione sovietica dell'Ungheria, molti esemplari furono portati in Occidente dai profughi ungheresi. Questo esodo ne permise la salvaguardia e la successiva diffusione in Austria, negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

Note terminologiche

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Il termine vizsla, di origine antica, riflette l'attitudine della razza: in ungherese il verbo vizslat significa "osservare attentamente", "esaminare" o "perlustrare", sottolineando la natura vigile del cane durante la cerca.

Carattere e temperamento

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Bracco ungherese a pelo corto in fase di riporto

Il bracco ungherese a pelo corto è caratterizzato da un temperamento equilibrato e una spiccata predisposizione all'addestramento ("will to please", desiderio di compiacere). Estremamente socievole e privo di aggressività, sviluppa un legame simbiotico con il proprietario, ricercando costantemente il contatto fisico (caratteristica che gli è valsa il soprannome di "cane velcro"); per questo motivo non tollera la solitudine prolungata.

Grazie alla sua indole docile e sensibile, viene anche impiegato nella pet therapy ed è considerato adatto alla convivenza con i bambini. Sebbene sia un cane energico che necessita di regolare esercizio fisico, si adatta bene alla vita in appartamento grazie ad una naturale moderazione nell'abbaio.

A differenza di altre razze da lavoro, soffre le temperature molto basse a causa dell'assenza del sottopelo; ne consegue che, pur amando l'attività all'aperto, non è adatto alla vita stanziale in giardino.

È un cane polivalente, eccellente nel riporto e nella cerca, che mantiene sempre un raggio d'azione vicino al conduttore.

Bracco ungherese a pelo corto in ferma

Il bracco ungherese a pelo corto è un cane di taglia media, caratterizzato da un aspetto elegante e distinto. La sua costituzione, pur essendo leggera e asciutta, esprime un equilibrio armonioso tra forza e nobiltà.

Morfologia della testa

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La testa è secca e ben proporzionata, con un cranio moderatamente largo e leggermente bombato. Il muso è tronco, con canna nasale diritta e labbra ben tese, mai pendule. Il tartufo è largo, con narici ben aperte, e di colore in armonia con il mantello. Gli occhi, di forma ovale e sguardo intelligente, seguono le gradazioni brune del pelo, preferibilmente in tonalità scure. Le orecchie, attaccate a media altezza e con estremità a "V" arrotondata, pendono aderenti alle guance e misurano circa tre quarti della lunghezza della testa. La dentatura deve presentare una chiusura a forbice completa con 42 denti sani.

Struttura del corpo

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Il corpo presenta proporzioni sub-longilinee, dove la lunghezza del tronco supera leggermente l'altezza al garrese. Il dorso è forte, fermo e muscoloso, mentre il torace è ben disceso e largo, con uno sterno che si estende all'indietro fino all'altezza dei gomiti. La linea inferiore risale elegantemente verso il posteriore. La coda, forte alla radice e fittamente ricoperta di pelo, viene portata orizzontale durante il movimento o leggermente a sciabola (dal 1° gennaio 2023 l'ENCI ha vietato la partecipazione alle sue manifestazioni per i cani sottoposti a conchectomia).

Arti e portamento

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Gli arti anteriori sono diritti e paralleli, con ossatura solida ma non grossolana. I posteriori presentano buone angolazioni, con cosce lunghe e muscolose che garantiscono un trotto pieno di slancio e un galoppo sostenuto durante la ricerca in pianura. Il portamento è eretto e la linea superiore rimane orizzontale durante l'andatura.

Mantello e colore

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Il pelo è corto, fitto e ruvido al tatto, privo di sottopelo. Il colore caratteristico è il frumento dorato (semmelgelb), che deve presentarsi uniforme su tutto il corpo, sebbene le orecchie possano mostrare una tonalità più scura. Sono tollerate piccole macchie bianche (massimo 5 cm) esclusivamente sul petto, sulla gola o sulle dita.[1]

Il bracco ungherese a pelo corto è una razza diffusa a livello internazionale. Oltre all'Ungheria, paese d'origine, è presente in misura significativa in Regno Unito, Germania, Stati Uniti, nonchè in diversi paesi dell'Europa centrale e orientale, tra cui Polonia e Repubblica Ceca. Nel Regno Unito figura stabilmente tra le razze con un elevato numero di registrazioni annuali. In Italia la diffusione è storicamente limitata, ma in progressivo aumento negli ultimi anni, pur rimanendo inferiore rispetto ad altre razze da ferma. La varietà a pelo duro è nettamente meno diffusa, tanto che nel 2012, in Italia, solo tre esemplari erano registrati.

L'ente responsabile della tutela, della diffusione e del rispetto dello standard di razza del bracco ungherese in Italia è l'A.M.V.C.I. (Associazione Magyar Vizsla Club Italiano).[2]

Il bracco ungherese a pelo corto è generalmente considerato una razza robusta e sana, caratterizzata da una buona longevità. L'aspettativa di vita media si colloca intorno ai 12-14 anni.

Come in molte razze di media e grande taglia, è consigliabile verificare attentamente il pedigree degli esemplari destinati alla riproduzione, in particolare per quanto riguarda la displasia dell'anca e del gomito.

Tra le patologie ereditarie segnalate nella razza rientra l'epilessia idiopatica, che presenta una diffusione relativamente maggiore rispetto ad altre condizioni patologiche. Sono inoltre descritti, seppur con minore frequenza, casi di disturbi oculari e dermatologici.

A causa della conformazione del torace, profondo e relativamente stretto, il bracco ungherese può essere predisposto alla dilatazione-torsione gastrica; per questo motivo si raccomanda l'adozione di adeguate misure preventive, come la suddivisione dei pasti e l'evitare attività fisica intensa subito dopo l'alimentazione.

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