Borgo medievale di Nettuno

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Via del Quartiere
La Chiesa di San Giovanni

Il borgo medievale, comunemente detto "borgo", ma propriamente castello di Nettuno[1], rappresenta il centro originario, la parte più antica della città di Nettuno; si trova sul lungomare Matteotti, a ridosso del mare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anche se definito medioevale, secondo un orientamento il "borgo" ha origini più antiche.

Nel XIX secolo, nella "fontana vecchia" fu trovato un condotto murato antico e, nel suo spazio, una vasca di piombo con lettere latine. Il condotto, che portava l'acqua alla detta fontana, fu quindi datato almeno all'epoca romana, se non a tempi più antichi. Si è quindi ipotizzato che, sul sito della fontana, fosse stato qualche ricco e devoto possidente ad erigere un tempio al dio del mare (Nettuno), vicino un più antico porto; come possono suggerire i tanti esempi di santuari eretti sui litorali a varie divinità.[2][3]

Si è sostenuto che il "borgo" medievale deriva da una cittadella (che disponeva di un relativo porto), costituente l'emporio e l'arsenale marittimo dell'antica Antium (città latino-volsca, poi romana, il cui territorio copriva le odierne Anzio e Nettuno) e chiamata Caenon.[4]

Secondo la studiosa Paola Brandizzi Vittucci,[5] il "borgo" fortificato di Nettuno (castrum Neptuni), sorto nel XI secolo se non prima, comparve a fianco alla vecchia civitas Antium.

Sempre secondo l'autrice, almeno tre assi principali dell'assetto viario (via Antium-Satricum, via Lanuvium-Antium, via Hostis-Lanuvium-Antium-Terracina, quest'ultima documentata dalla Tabula Peutingeriana) che collegava Antium ad altre città laziali convergono nella posizione di Nettuno (il "borgo"), a indicarvi l'esistenza di un insediamento antico (pp. 124-128).

Peraltro, sempre per la studiosa i resti archeologici e le fonti indicano nella zona di Nettuno l'ubicazione della colonia romana di Antium del 338 a.C., che ebbe una centuriazione (pp. 138-139 e 152). L'antichità del luogo sarebbe provata dall'impianto ortogonale, con «assi per parallelo e meridiano», dell'abitato esterno al "borgo" medievale, e da un importante cippo di confine riportante un lunga iscrizione, che rappresenterebbe una solida controprova di «una centuriazione che si appoggiava alla via publica di raccordo tra l'attuale Nettuno e la via antica tra Lanuvium e l'oppidum sulle Vignacce [la via Lanuvium-Antium in uno dei suoi percorsi, quello che da Lanuvio portava in Capo d'Anzio (zona de "Le Vignacce")]» (pp. 130-131). Altresì, anche la toponomastica più antica va a sostegno dell'ipotesi di un abitato antico a Nettuno, essendo l'attuale Piazza Mazzini (che, come detto, confina con la parte nord del "borgo" medievale, ma una volta vi si trovava racchiusa) nota in disegni del XVI secolo come «Piazza di Pozzi di grano»; il toponimo può essere collegato con le numerose allusioni delle fonti alla produzione cerealicola di Antium (Brandizzi Vittucci 2000, p. 132; Appiano, Historia romanaDe bellis civilibus, Liber I, VIII, 69; Valerio Massimo, Factorum et dictorum memorabilium libri IXLiber I, 6, 5; Tito Livio, Ab Urbe condita libri, XXVIII, 11).

Nella detta piazza restavano, in tempi moderni, ancora tracce circolari dei pozzi annonari, ritenuti riconducibili ad epoca romana,[6] che è stato ritenuto costituissero i "depositi di viveri" della cittadella di Caenon.[7]

In particolare, la via Lanuvium-Antium col suo ramo secondario coincideva con l'attuale via Romana (che giunge a Piazza Mazzini, che un tempo, insieme alla strada, si trovava racchiusa dal "borgo" medievale, più esteso), per poi terminare, finalmente, al litorale. Questo tratto ultimo della via era documentato nel '500 come "strada romana", nome che infatti conserva ancora oggi.[8][1]

La presenza di un tempio dedicato al dio Nettuno nell'area del "borgo" e davanti al mare è dichiarata da vari studiosi.[9][10] La tradizione lo vuole collocato nel sito della chiesa di S. Giovanni.[11]

La letteratura locale (Maria Luisa Del giudice, Il "castello" di Nettuno, in Giancarlo Baiocco et. al.Nettuno. La sua storia, Pomezia, Arti grafiche, 2010) ha datato ad epoca romana il primo nucleo abitativo di Nettuno: ossia l'insediamento più antico del "borgo" medievale, altimetricamente più alto, ove è la chiesa di S. Giovanni. Ivi infatti è osservabile un reticolo viario a pianta regolare, a differenza della parte più bassa del "borgo", il secondo nucleo, a struttura tipicamente medievale.

L'origine solo medievale del "borgo" di Nettuno è stata invece sostenuta da Heikki Solin (Eugenio Amato et al.Arctos: Acta Philologica Fennica, vol. 36, 2002, p. 211).

Nel VI secolo Antium subì le scorrerie dei Goti di Vitige.

Nel Medioevo fu l'abitato di Nettuno a continuare la storia di Antium; il porto romano venne abbandonato, e tutti i sopravvissuti dovettero iniziare a spostarsi o a concentrarsi in un piccolo fabbricato intorno al probabile tempio dedicato al dio Nettuno; dopo poco tempo, dall'antico insediamento sarebbe derivato il "borgo" medioevale nettunese.

Nel IX secolo, Nettuno dovette subire l'occupazione da parte dei Saraceni e gli abitanti dovettero fuggire verso i monti e le foreste.

Dopo che le truppe di papa Benedetto VIII decimarono gli invasori, salvando forse donne e bambini, si dovettero gettare le basi per la formazione di un nuovo nucleo di Nettuno.

Il Papa scacciò i Tuscolo, feudatari di Nettuno, e il feudo passò prima nelle mani dei monaci di Grottaferrata, poi agli Orsini, i quali costruirono la cinta muraria dotata di otto torri, tutte disposte intorno al "borgo".

Nel XVI secolo Nettuno non era altro che un piccolo centro abitato, circondato di mura e di torri, al cui centro sorgeva la chiesa di S. Giovanni, mentre poco più avanti era il Forte Sangallo fatto costruire all'inizio del secolo, tra il 1501 ed il 1503, da papa Alessandro VI Borgia. Egli infatti intendeva difendere lo Stato Pontificio dagli assalti di predoni, corsari, pirati arabi e africani.

Nel biennio 1625/26 lo Stato Pontificio, dopo averlo acquistato nel 1594 da Marcantonio Colonna (III) per quattrocentomila scudi, restaurò il "borgo" e ricostruì il baluardo S. Rocco.

Agli inizi del XX secolo il "borgo" restava il cuore della cittadina. Ricco di palazzi signorili e di case semplici, tutto intorno alla Chiesa Collegiata, dedicata ai Santi Giovanni Battista ed Evangelista. Intorno alla Collegiata c'erano l'Oratorio del Carmine, la chiesa del SS. Sacramento e il palazzo baronale già dei Colonna, ora proprietà dei Borghese. Nel "borgo" erano inoltre il palazzo dei Segneri ed il maestoso palazzo Doria-Pamphilj, anch'esso di proprietà dei Borghese, con gli affreschi di Pier Francesco Mola nelle sale e, specialmente, nel salone delle feste.

Ingressi[modifica | modifica wikitesto]

La scala che porta in Via del Cavone

Gli accessi al castello di Nettuno si trovano lungo il lungomare Matteotti, su Piazza Mazzini, in via della Resistenza Nettunese e sul porto turistico.

Sul lungomare si accede attraverso due porte ad arco a tutto sesto, che portano in via del Baluardo e in via del Quartiere. Da Piazza Mazzini si entra in via Marcantonio Colonna. Da via della Resistenza Nettunese, attraverso una scala si raggiunge via del Cavone. Dal porto si entra nel "borgo" attraverso due scale in via Stefano Porcari e in via del Mare.

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Per la conformazione tipicamente medioevale, le strade sono molto strette e di conseguenza pedonali. Le uniche piazze dove si può accedere, seppur limitatamente, sono Piazza Guglielmo Marconi, Piazza San Giovanni e Piazza Segneri - Soffredini.

Vie[modifica | modifica wikitesto]

Il "borgo" medievale di Nettuno
  • via del Baluardo
  • via del Quartiere
  • via dello Steccato
  • via Andrea Sacchi
  • via Marcantonio Colonna
  • via Stefano Porcari
  • via del Mare
  • via del Cavone
  • via Antonio Ongaro.

Si intersecano inoltre molti vicoli che prendono il nome delle vie ad essi perpendicolari, come vicolo del Baluardo.

Piazze[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza Guglielmo Marconi
  • Piazza San Giovanni
  • Piazza Segneri – Soffredini
  • Piazza Andrea Sacchi
  • Piazza Stefano Porcari.

Edifici storici[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Dorjia Pamphili

Il "borgo" oggi[modifica | modifica wikitesto]

Il "borgo" attualmente è abitato. Le case si trovano nelle vie e nelle piazze, e soprattutto lungo la cinta muraria e nelle torri. È frequentato dai cittadini per la presenza della Chiesa di S. Giovanni e per i numerosi esercizi commerciali.

Nelle sere, soprattutto in quelle estive, le vie del borgo si riempiono di gente per la massiccia presenza di locali, bar, gelaterie, enoteche, clubs e ristoranti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giancarlo Baiocco et. al., Nettuno. La sua storia, Pomezia, Arti grafiche s.r.l., 2010.
  2. ^ A tal riguardo, l'avvocato Carlo Fea, archeologo, che partecipò alla scoperta, riportò una relazione (Carlo Domenico Francesco Ignazio Fea, Cenni di storia del porto neroniano nella città di Anzio e modo facile di ristabilirlo, Roma, Stamperia della Reverenda Camera Apostolica, 1832, pp. 19-20). Calcedonio Soffredini (Storia di Anzio, Satrico, Astura e Nettuno, Roma, Tipografia della pace, 1879, p. 181) scrisse che le iscrizioni latine in questione, da egli osservate, «indicavano il nome dell'artefice e dei consoli. Collocato questo avanzo di antichità nell'ufficio comunale, non fu più potuto trovare, ne più esame si poté fare intorno al nome dei consoli».
  3. ^ Vincenzo Cerri, Nettuno, Nettuno, Collana Caritas, 1986, p. 179; Giuseppe Brovelli Soffredini, Neptunia, Roma, 1923.
  4. ^ Giuseppe Tomassetti, La Campagna romana antica, medioevale e moderna, vol. II, a cura di L. Chiumenti e F. Bilancia, Firenze, Olschki, 1979-’80.
  5. ^ Antium: Anzio e Nettuno in epoca romana, Roma, Bardi Editore, 2000.
  6. ^ Calcedonio Soffredini, Storia di Anzio, Satrico, Astura e Nettuno, Roma, Tipografia della pace, 1879, p. 181.
  7. ^ Vincenzo Cerri, Nettuno, Nettuno, Collana Caritas, 1986, p. 13.
  8. ^ Come riportato da una pianta di Kupferstich, relativa a Nettuno e datata 1557 (denominata Il vero ritratto di Nettuno, al presente occupato da gl'imperiali), l'odierna Piazza Mazzini si chiamava «Piazza dei Pozzi di grano», ed era interna, insieme a un tratto della «strada romana», al "borgo" medievale nettunese (Universitätsbibliothek Salzburg, G 126 III).
  9. ^ «..sorgeva alle sponde del mare la' dove ne' bassi tempi [nel Medioevo] surse il Castello di questo nome [il "borgo" di Nettuno]» (P. Francesco Lombardi, Anzio antico e moderno: opera postuma, 1865, p. 164).
  10. ^ Antonio Nibby decisamente asseriva che: «Nello sbarcare a Nettuno si veggono dentro il mare le sostruzioni del tempio di Nettuno» (Antonio Nibby, Viaggio antiquario ne' contorni di Roma, 1819, Tomo II, p. 236). Vincenzo Cerri (Nettuno, Nettuno, Collana Caritas, 1986, p. 21) infatti riferiva di diversi capitelli e colonne che erano stati trovati davanti al borgo nettunese, insabbiati in fondo al mare.
  11. ^ "Borgo medioevale": sul sito istituzionale della Città di Nettuno; Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni, vol. I, 1840, p. 232.