Cenone

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Cenone
Nome originale Caenon
Cronologia
Fondazione ?
Fine 338 a.C.
Amministrazione
Dipendente da Anzio

Cenone (in latino Caenon) era una cittadella che sorgeva sulla costa dell'antico Lazio, a sud di Roma. Fungeva da porto ed emporio della città volsca di Anzio e venne distrutta dai Romani nel 338 a.C.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cenone fu un castello marittimo ed arsenale prossimo ma distinto da Anzio;[1] è stato definito oppidum da Tito Livio[2] e πολίχνη τις ἐπιϑαλάττιος da Dionigi di Alicarnasso.[3] Cenone fu un emporio e un porto dal quale gli Anziati partivano per le loro scorrerie piratesche;[3][4] fu coinvolta nei conflitti tra i Volsci e i Romani.

Nel 469 a.C. la rocca fu attaccata dai Romani guidati dal console Tito Numicio Prisco, che distrussero le infrastrutture portuali, incendiarono le case e catturarono ventidue navi da guerra.[2][3] Nel 338 a.C., dopo la battaglia del fiume Astura che portò alla definitiva capitolazione di Anzio, Cenone venne distrutta e i rostri delle navi della flotta volsca furono portati nel Foro Romano a ornare le tribune degli oratori (dette da allora Rostri).[1][3]

Localizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Caenon è stata ripetutamente localizzata dagli studiosi a Nettuno e più precisamente nelle fondazioni del castello medievale di Nettuno, alla foce del fiume Loricina.[5] In una mappa del Cinquecento conservata ai Musei Vaticani si legge "olim Ceno, Antium navale".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b A. La Regina, Porto d'Anzio, in Enciclopedia dell'arte antica, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1965.
  2. ^ a b Tito Livio, Ab Urbe condita libri, II, 63.
  3. ^ a b c d Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 56.
  4. ^ Strabone, Geografia, V, 3,5.
  5. ^ Christian Mauri, "Latium arcaico", Aracne editrice, 2022, pag. 164. Vedere anche "A Fragmented History: A Methodological and Artefactual Approach to the Study of Ancient Settlement in the Territories of Satricum and Antium", Gijs Willem Tol Barkhuis, 2012 - 405 pagine. pag. 11-12. V. Cerri, "Nettuno e la sua Collegiata", 1974. Cempanari – Amodei, "Nettuno e il suo santuario", 1964. R. Paoli, "I grandi centri del passato: Anzio", Roma 1966, pag. 15. G. Bovelli Soffredini, "Neptunia", Roma 1923, p. 32.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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